La tachicardia sinusale è pericolosa? Le cause, i sintomi e le cure

Si parla di tachicardia sinusale quando la frequenza dei battiti cardiaci aumenta oltre il normale valore, il quale può variare seconda dell’età, dello stato di salute ed emotivo in cui si vive e dell’attività che si sta svolgendo, dovuta ad aumento del ritmo sinusale. Durante questa situazione di tachicardia, il battito del cuore tende a innalzarsi oltre i 100 battiti per minuto: è quindi una condizione abbastanza pericolosa, perché oltre una certa soglia (che si calcola sottraendo a 220 l’età del soggetto) si mette a rischio la corretta ossigenazione del cuore.

Lo stadio di tachicardia sinusale vede tra le numerose cause l’insorgere di stati ansiogeni o un eccesso di esercizio fisico che mette sotto sforzo il muscolo cardiaco. Altre cause possono essere ricercate nell’ipertiroidismo, nell’abuso di caffè, nel fumo, nell’anemia, negli stadi influenzali come la febbre o anche nell’ipotensione, nelle vertigini o nell’abuso di farmaci che possono provocare l’insorgere di tachicardia sinusale.

Questa condizione può essere completamente asintomatica ma solitamente si presenta  con cardiopalmo, ovvero un battito cardiaco che il soggetto percepisce come aumentato e irregolare e che può peggiorare la condizione di ansia in cui ci si trova. L’inizio e la scomparsa dei sintomi della tachicardia sinusale sono sempre graduali e mai improvvisi.

Le cure per la tachicardia sinusale sono ovviamente legate alla causa che determina la comparsa della condizione, ma se essa non è dovuta a condizioni mediche patologiche o ad assunzione di cibi, farmaci o sostanze stupefacenti, occorre prendere in considerazione la tutt’altro che rara possibilità che sia legata ad uno stato ansiogeno, come nei casi da aritmia cardiaca da stress. Spesso, soprattutto in chi soffre di attacchi di panico, può succedere che la crisi tachicardica spaventi la persona a tal punto da interpretarla come segno di imminente attacco cardiaco, in un circolo vizioso tra ritmo cardiaco e sistema ansiogeno. In questi casi, il miglior beneficio è un intervento psicoterapeutico mirato che curi degnamente la malattia che sta a monte, magari utilizzando anche alcuni tipi di farmaci betabloccanti che aiutano a rallentare l’effetto dell’adrenalina sul cuore.

Via | Ipsico

Foto | Flickr

La tachicardia sinusale è pericolosa? Le cause, i sintomi e le cure é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 21:41 di lunedì 29 aprile 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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Deltacortene 25 mg: a cosa serve, scheda tecnica, indicazioni e posologia

Qual è la funzione del Deltacortene 25 mg e come va assunto questo farmaco? Il Deltacortene 25 mg è un farmaco che viene impiegato normalmente per il trattamento di affezioni di interesse reumatologico (artrite reumatoide, malattia di Still, spondiliti anchilosanti ed artrite gottosa acuta), per il trattamento di malattie del collagene (lupus eritematosus sistemico, dermatomiosite, periartrite, cardite reumatica acuta) e per il trattamento di malattie come asma bronchiale, dermatiti da contatto e dermatite atopica.

Inoltre, il Deltacortene 25 è indicato anche per il trattamento di alcune affezioni ematologiche come anemia emolitica acquisita, leucemia acuta dell’infanzia, per il trattamento palliativo per leucemie e linfomi degli adulti, e per il trattamento della colite ulcerosa.

Il farmaco andrà somministrato per via orale secondo la seguente posologia: per l’adulto, la dose terapeutica di attacco è di mg 20-30 al giorno. Questa dose però andrà diminuita nell’arco di una settimana in maniera graduale, e la dose di mantenimento sarà di 10 mg al giorno o di minore dosaggio, in base al peso e all’età del paziente.

Inoltre, per quanto concerne la somministrazione di dosi maggiormente elevate del farmaco (che possono essere richieste nel caso di particolari forme ematologiche, dermatologiche, ecc.) possono essere impiegate le compresse a dosaggio unitario maggiore da mg 25.

Il farmaco andrà somministrato sotto stretto controllo del medico e solo in caso di effettiva necessità per quanto concerne le donne in gravidanza oppure nel periodo dell’allattamento, e per quanto concerne i pazienti nella primissima infanzia.

via | Torrinomedica
Foto | Badedas

Deltacortene 25 mg: a cosa serve, scheda tecnica, indicazioni e posologia é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 19:00 di sabato 27 aprile 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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Dormi e ti pagano: la Nasa offre 5000 dollari a chi rimarrà a letto 70 giorni

Il nuovo studio della Nasa, prevederebbe infatti il reclutamento di soggetti disposti a stare a letto per una durata di 70 giorni per una retribuzione di circa 5000 dollari al mese. Lâ??esperimento si tiene al Johnson Space Centre di Houston, dove ogni aspirante soggetto rimane per due settimane, svolgendo le attività di …

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Esami del sangue: cosa significa se i neutrofili sono bassi e i linfociti alti?

I neutrofili sono un sottotipo di globulo bianco prodotto dal midollo osseo che ha la funzione di attività fagica, combattono i microrganismi e gli agenti patogeni entrati nel corpo umano. nel corso della loro breve vita, della durata di appena due giorni. Nei valori standard degli esami del sangue, il…

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Il paracetamolo è adatto per dolori muscolari e alle ossa?

<!—->Dolori muscolari e alle ossa: il paracetamolo è il farmaco adatto per alleviare questo genere di sintomi? Facciamo un po’ di chiarezza sull’argomento.<!—-> In linea generale, il paracetamolo è senza dubbio un farmaco dalle spiccate proprietà analgesiche ed antipiretiche. Esso &egrave…

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La leucemia mieloide cronica: diagnosi, sintomi e cura

<!—->La leucemia mieloide cronica è una patologia mieloproliferativa, che si caratterizza per la proliferazione e l’accumulo progressivo e costante di cellule granulocitarie a livello midollare.<!—-> La leucemia mieloide cronica, definita anche con l’acronimo di LMC, è una sindrome mieloproliferativa, che …

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Cos’è l’ipersplenismo, le cause, la diagnosi e la cura dell’ingrossamento della milza

Con il termine “ipersplenismo” si intende una patologia provocata da un malfunzionamento della milza, una patologia che provoca un’aumentata attività da parte di questo organo, con conseguenti e comprensibili danni per l’organismo. Tale patologia comporta talvolta anche un ingrossamento della stessa milza (ma ciò non avviene in tutti i casi), noto con il nome di splenomegalia.

L’ipersplenismo potrebbe essere provocato da una serie di cause, come ad esempio gli stati di anemia, malattie infettive (ad esempio la malaria e la tubercolosi) oppure da casi di leucemia mieloide cronica. Ma quali saranno i sintomi di questa malattia? E quali saranno le cure più indicate per il suo trattamento?

I sintomi legati a questa malattia possono essere praticamente nulli, oppure tale patologia potrebbe manifestarsi attraverso episodi di febbre, di leucopenia (ovvero la diminuzione dei globuli bianchi al di sotto della norma), dolorabilità nella zona addominale, pancitopenia (ovvero la riduzione di tutte le cellule presenti nel sangue) e la porpora (emorragie tessutali).

Per diagnosticare l’ipersplenismo sarà necessario innanzitutto rivolgersi al proprio medico curante, che mediante la palpazione della milza ed una serie di altri esami, saprà poi identificare al meglio i vari sintomi e stabilire quali siano le effettive condizioni di salute del paziente.

In linea generale, questa malattia viene trattata mediante l’impiego di farmaci, e in molti casi, per un trattamento davvero risolutivo, si procede con l’intervento chirurgico di asportazione della milza, ovvero la splenectomia.

via | Oltresalute, Wikipedia
Foto | da Pinterest di Jana Hartley

Cos’è l’ipersplenismo, le cause, la diagnosi e la cura dell’ingrossamento della milza é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 18:30 di venerdì 26 aprile 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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