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TERAPIA MEDICA DELLA MALATTIA DI CUSHING
TERAPIA MEDICA DELLA MALATTIA DI CUSHING
Autore: Dott. Andrioli Massimiliano
La sindrome di Cushing definisce il quadro clinico che fa seguito ad una prolungata esposizione ad elevati livelli di cortisone, endogeno od esogeno, nel sangue. La sindrome di Cushing da eccessiva produzione endogena di cortisolo è eziologicamente distinta in forme: ACTH-dipendenti (adenoma ipofisario ACTH-secernente, secrezione ectopica di ACTH o di CRH) o ACTH-indipendenti (adenoma o carcinoma surrenalico, iperplasia micro- o macronodulare, displasia nodulare pigmentata). L’ipercortisolismo da adenoma ipofisario ACTH-secernente, definito anche malattia di Cushing, si caratterizza …
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TERAPIA MEDICA DELLA MALATTIA DI CUSHING
Autore: Dott. Andrioli Massimiliano
La sindrome di Cushing definisce il quadro clinico che fa seguito ad una prolungata esposizione ad elevati livelli di cortisone, endogeno od esogeno, nel sangue. La sindrome di Cushing da eccessiva produzione endogena di cortisolo รจ eziologicamente distinta in forme: ACTH-dipendenti (adenoma ipofisario ACTH-secernente, secrezione ectopica di ACTH o di CRH) o ACTH-indipendenti (adenoma o carcinoma surrenalico, iperplasia micro- o macronodulare, displasia nodulare pigmentata). Lโipercortisolismo da adenoma ipofisario ACTH-secernente, definito anche malattia di Cushing, si caratterizza per obesitร centrale, osteoporosi, resistenza insulinica, ridotta tolleranza glucidica o franco diabete, dislipidemia ed aumentata mortalitร per patologie cardiovascolari. Numerosi studi, tuttavia, hanno evidenziato che alcune di queste alterazioni possono persistere anche dopo la correzione dellโipercortisolismo. Da qui lโimportanza di una diagnosi precoce e soprattutto di una terapia tempestiva ed efficace. In generale il trattamento di prima scelta per la malattia di Cushing รจ lโintervento neurochirurgico di adenomectomia che prevede lโasportazione selettiva dellโadenoma ipofisario ACTH-secernente. Quando questa opzione รจ impraticabile, o in caso di mancata remissione o recidiva, eventualitร riscontrabili nel 30% dei casi, si puรฒ ricorrere a trattamenti di seconda scelta, quali: una neurochirurgia piรน estensiva, la radioterapia, la surrenectomia bilaterale o la terapia farmacologica. Questโultima, pertanto, ha solo un ruolo secondario nella gestione della malattia di Cushing.
TERAPIA FARMACOLOGICA La terapia farmacologia puรฒ essere molto efficace nel controllo dellโipercortisolismo ma non rappresenta un trattamento risolutivo per il tumore ipofisario ACTH-secernente. Non รจ dimostrato, infatti, il ripristino di una normale funzione dellโasse ipotalamo-ipofisi-surrene dopo terapia medica. La terapia farmacologia, pertanto, non รจ mai una terapia definitiva, poichรฉ alla sospensione del trattamento fa quasi sempre seguito la ripresa di malattia. In ogni modo, lโobiettivo di qualunque trattamento medico รจ la remissione dei segni e sintomi di malattia e la normalizzazione della produzione di cortisolo. Pertanto, per valutare unโeventuale ripresa di ipercortisolismo รจ sempre necessario un regolare follow-up clinico-laboratoristico del paziente trattato. La terapia medica รจ finalizzata al controllo della sintomatologia dellโipercortisolismo e attualmente trova indicazione nei pazienti: a) che non possono affrontare la chirurgia; b) in attesa di intervento, quando รจ necessario un rapido controllo dei sintomi; c) in cui si attenda il beneficio della radioterapia; d) con ipercortisolismo ACTH-dipendente con sorgente di ACTH ancora non identificata. I farmaci attualmente impiegati nel controllo dellโipercortisolismo appartengono a due categorie: a) farmaci inibenti la steroidogenesi surrenalica (riduzione della produzione di cortisolo attraverso unโazione adrenolitica e/o per diretta inibizione enzimatica); b) farmaci inibenti la secrezione di ACTH.
Farmaci inibenti la steroidogenesi surrenalica
Chetoconazolo ร il farmaco piรน comunemente utilizzato nel trattamento dellโipercortisolismo. Il chetoconazolo, nasce come antimicotico, ma รจ in grado di bloccare molteplici tappe della steroidogenesi (colesterolo scc, 17-alfa-idrossilasi, 17,20-liasi), cosรฌ da inibire la produzione di glucocorticoidi e androgeni. Un suo possibile effetto diretto sulla secrezione di ACTH รจ ancora argomento controverso, ma sembra potersi escludere un sua azione inibitoria diretta sui corticotropi ipofisari in vivo. Il chetoconazolo riduce efficacemente la produzione di cortisolo nel 70% dei pazienti. La dose giornaliera puรฒ variare da 200 a 1600 mg al giorno. Eโ consigliabile una dosa iniziale di 200-400 mg, con eventuale incremento posologico da effettuare gradualmente, sia per evitare lโiposurrenalismo che per un miglior monitoraggio della funzione epatica. Eventuali effetti collaterali possono manifestarsi nel 10-15% dei pazienti trattati ma sono generalmente di lieve entitร . Sono frequenti reversibili, lievi incrementi delle transaminasi. Possibile, anche se raro con le dosi abitualmente impiegate, il rischio di ipogonadismo maschile. Non piรน in commercio in Italia, puรฒ essere ancora acquistato dalle aziende ospedaliere ed universitarie presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze o puรฒ essere prodotto ed acquistato direttamente da alcune farmacie come galenico. Il chetoconazolo รจ considerato il farmaco di prima scelta nel trattamento dellโipercortisolismo laddove vi sia indicazione a terapia medica.
Mitotane (o,pโ-DDD) Il mitotane inibisce diverse tappe enzimatiche (3-ร-idrossisteroidodeidrogenasi, 11-ร-idrossilasi, aldosterone sintetasi) ma il farmaco esplica la sua azione soprattutto mediante la sua specifica attivitร adrenocitolitica. Il mitotane, pertanto, รจ altamente efficace nel controllo a lungo termine dellโipercortisolismo. Gli effetti collaterali (gastrointestinali e neurologici), la necessitร del monitoraggio delle sue concentrazioni plasmatiche ed il rischio di iposurrenalismo sono allโorigine del suo uso poco generalizzato. Prima che se ne evidenzi lโeffetto terapeutico puรฒ essere necessario un tempo di latenza anche protratto.
Metopirone Inibitore dellโenzima 11-ร-idrossilasi (P450c11), blocca la produzione di cortisolo a livello dellโultima tappa sintetica. A dosi variabili fra 750 e 2000 mg al giorno risulta essere efficace nel trattamento a breve termine (75% dei pazienti) e a lungo termine (83% dei pazienti). Tra gli effetti collaterali si segnalano: irsutismo, ipertensione ed iposurrenalismo. Il metopirone inibisce anche la sintesi di aldosterone con accumulo di precursori, da cui puรฒ derivare un effetto individualmente variabile sui livelli pressori e sullโequilibrio elettrolitico. Attualmente non disponibile in Italia.
Etomidato รโ un anestetico a breve durata dโazione, utilizzato nellโinduzione dellโanestesia in procedure diagnostiche. Si caratterizza per rapiditร di inizio e di esaurimento dโazione. Il suo uso, pertanto, รจ particolarmente indicato quando sia necessario un rapido controllo dellโipercortisolismo. Agisce sugli enzimi 11ร-idrossilasi e P450-SSC della steroidogenesi. ร lโunico inibitore della steroidogenesi somministrabile per via parenterale e pertanto utilizzabile in presenza di situazioni di emergenza che precludano la somministrazione orale di un farmaco analogo. Ne รจ documentata lโefficacia anche per periodi prolungati.
Mifepristone (RU486) Ha un meccanismo dโazione differente dai precedenti, in quanto si lega competitivamente ai recettori di glucocorticoidi, androgeni e progestinici, inibendo lโazione dei ligandi endogeni. Non vi รจ esperienza rilevante sullโuso nella malattia di Cushing. Va considerato che lโuso del farmaco si associa ad un incremento della concentrazione di cortisolo e di ACTH, e pertanto il giudizio sullโefficacia della terapia va valutato esclusivamente sulla base di parametri clinici glicocorticoidi-dipendenti.
Farmaci inibenti la secrezione di ACTH
Il paradigma di questa terapia sarebbe un farmaco dotato di attivitร inibitoria sulla secrezione di ACTH, ma anche sulla crescita tumorale. Purtroppo le terapie attualmente valutate non si sono dimostrate di generale efficacia.
Agonisti di PPAR? Eโ stato ipotizzato che i PPAR? agonisti, riducano la secrezione di ACTH in virtรน del loro effetto anti-proliferativo e pro-apoptotico. Tuttavia, rosiglitazone e pioglitazone, agendo sul recettore nucleare PPAR? attivo come fattore di trascrizione nei tumori corticotropi, si sono dimostrati di limitata efficacia nella pratica clinica, sia in termini di percentuale di successi (<40%) che di durata dellโeffetto. Non si puรฒ escludere che siano attivi solo in alcuni sottogruppi di pazienti con <a title=”SINDROME DI CUSHING” href=”http://lnx.endocrinologiaoggi.it/2011/06/sindrome-di-cushing/”>malattia di Cushing. Inoltre, le dosi usate nella clinica sono molto inferiori a quelle utilizzate nellโanimale da esperimento ma la somministrazione di dosi maggiori non รจ clinicamente attuabile.
Acido retinoico Studi sperimentali sui topi hanno dimostrato che lโacido retinoico riduce la secrezione di ACTH sia direttamente che indirettamente mediante unโazione anti-proliferativa sui corticotropi tumorali. In aggiunta lโacido retinoico รจ in grado di inibire anche la sintesi di corticosterone e la proliferazione delle cellule surrenaliche. Gli studi sperimentali sullโanimale sono stati recentemente confermati da uno studio clinico sullโuomo in cui la somministrazione del farmaco (alla dose di 80 mg/die), ha determinato un miglioramento dellโipercortisolismo in assenza di significativi effetti collaterali in 5/7 pazienti con malattia di Cushing trattati con acido retinoico.
Farmaci dopaminergici Recettori dopaminergici D2 sono presenti in oltre il 75% degli adenomi corticotropi. Studi retrospettivi sullโuso della bromocriptina nel trattamento della malattia di Cushing hanno evidenziato un modesta risposta in termini di riduzione di cortisolo e di ACTH. Tali dati sono stati confermati da successivi studi prospettici che hanno evidenziato una responsivitร al trattamento con bromocriptina inferiore al 25%. Piรน recentemente lโefficacia dopaminergici nella malattia di Cushing รจ stata rivalutata mediante lโimpiego di cabergolina, farmaco attivo sul recettore D2 ma dotato di maggiore affinitร e maggior durata dโazione rispetto alla bromocriptina. Studi recenti hanno dimostrato lโefficacia di cabergolina (alla dose di 1-3 mg alla settimana per tre mesi) nel normalizzare la cortisoluria nel 40% dei pazienti con malattia di Cushing, Gli autori sostengono che la responsivitร alla cabergolina รจ strettamente legata allโespressione dei recettori dopaminergici D2 che, tuttavia, sono espressi solo nellโ80% degli adenomi ACTH secernenti.
Analoghi della somatostatina Gli adenomi corticotropi tumorali esprimono recettori per la somatostatina e questo dato supporta lโuso nel trattamento degli analoghi della somatostatina nella malattia di Cushing. Gli adenomi corticotropi tumorali esprimono i sottotipi recettoriali sst R1, sst R2 e sst R5, con prevalenza di questi ultimi. Alcuni analoghi in commercio (octreotide e lanreotide), hanno prevalente affinitร per sst R2 ed infatti si sono dimostrati generalmente inefficaci nel trattamento della malattia di Cushing. Recentemente รจ stato sintetizzato pasireotide (SOM 230), con affinitร 30, 5 e 40 volte maggiore di octreotide per i recettori sst R1, sst R3 e sst R5 e 2.5 volte inferiore per sstr 2. In virtรน della quasi selettiva espressione di sst R5 nei corticotropinomi umani e stata valutata lโefficacia di pasireotide nellโinibire la secrezione di ACTH. La lunga durata dโazione del pasireotide (emivita di 23 ore) ne favorisce lโapplicazione clinica nella malattia di Cushing. In uno studio multicentrico preliminare la somministrazione di pasireotide in 9 pazienti (600 ?g sc per due volte/die) per 15 giorni, si รจ associata ad una discreta risposta in termini di riduzione del cortisolo libero urinario. Recentemente รจ stato pubblicato anche uno studio multicentrico internazionale su vasta scala che ha confermato la potenziale utilitร del pasireotide nel trattamento eziologico della malattia di Cushing. Collateralmente lo studio segnala un incremento dei valori glicemici e dellโemoglobina glicosilata che ha richiesto un trattamento farmacologico ipoglicemizzante in quasi la metร dei pazienti trattati.
Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio
Endocrinologia, Istituto Auxologico Italiano, Milano
via Mosรจ Bianchi 90, Milano
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