Ruolo dei radicali liberi sulla salute dell’organismo

I radicali liberi sono molecole particolarmente instabili che, per tornare al loro equilibrio, modificano la struttura degli elementi adiacenti, innescando una serie di reazioni a catena nocive per l’organismo.
Per la maggior parte dei casi si tratta di composti contenenti ossigeno indicati come ROS (Reacting Oxygen Species), responsabili della formazione di elementi tossici.

Che cosa sono e come si formano i radicali liberi

Caratterizzati da una condizione di particolare reattività derivante dalla loro configurazione elettronica, i radicali liberi più comuni sono quelli che contengono ossigeno in forma altamente instabile.

Quando si trovano in soluzione con metalli di transizione liberi (in particolare rame e ferro), queste molecole danno origine a radicali ossidrili (OH-), il cui ruolo biologico è notevolmente nocivo in quanto responsabile della perossidazione lipidica.

La sintesi dei radicali liberi è una reazione che di norma si verifica a livello metabolico, ma che diventa dannosa tutte le volte in cui la loro concentrazione supera la soglia fisiologica.

 

Qual’é il ruolo dei radicali liberi sull’organismo

Lo stress ossidativo è responsabile dell’insorgenza di numerose patologie croniche, come malattie cardiovascolari derivanti da elevate concentrazioni di colesterolo plasmatico, oltre che da ipertensione, aterosclerosi e cardiopatie degenerative.

È ormai assodato il collegamento tra la presenza di radicali liberi e l’insorgenza di malattie infiammatorie a carico dell’apparato respiratorio, come enfisema, fibrosi cistica e polmonare, peggiorate dalla prolungata esposizione ad agenti inquinanti.

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i radicali liberi aggravano i processi infiammatori come ad esempio l’artrite remautoide

Alcuni processi infiammatori, come l’artrite reumatoide (autoimmune) sono peggiorati dai radicali liberi, la cui azione si realizza anche a livello del sistema immunitario.

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Tra le malattie digestive è molto probabile una relazione tra Morbo di Crohn e Retto Colite Ulcerosa (RCU) e lo stress ossidativo.

In ambito neurologico il ruolo dei radicali liberi è notevolmente incisivo in quanto patologie come il Morbo di Parkinson, la Sindrome di Alzheimer e la Sclerosi Multipla presentano un quadro morboso più grave in presenza di processi ossidativi.

Sembra ormai certa la correlazione tra l’invecchiamento cellulare, responsabile dei processi di senescenza precoce, e la presenza in circolo di radicali liberi.

Una probabile azione delle sostanze efficaci contro questi radicali è rapportabile alle proprietà antitumorali che sarebbero in grado di realizzare.

 

 

Come si eliminano i radicali liberi

Per eliminare i radicali liberi è opportuno fare ricorso ad alcuni composti, dotati di proprietà antiossidanti.

Tra questi, un ruolo di primaria importanza viene svolto dalla vitamina C (presente nella frutta fresca e soprattutto negli agrumi e in molti ortaggi), dalla vitamina E (che si trova nel germe di grano, nei cereali integrali e nei latticini) e nei flavonoidi (contenuti nel succo d’uva, nei frutti di bosco).

Per minimizzare lo stress ossidativo, anche il glutatione risulta efficace, a patto che sia assunto sotto forma del suo precursore cisteina che consente un migliore assorbimento del composto.

Tra le bevande, il té verde svolge un ruolo di primaria importanza in quando consente una rapida eliminazione dei radicali liberi per via urinaria e quindi bypassando la fase digestiva.

Anche l’acido lipoico, presente abbondantemente nelle carni rosse, contribuisce a potenziare la disattivazione di questi dannosi elementi.

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i radicali liberi si combattono con cibi dotati di proprietà antiossidanti

Quali sono i fattori responsabili della formazione dei radicali liberi?

I fattori responsabili della formazione dei radicali liberi possono essere di natura endogena oppure esogena (ambientale).

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Nel primo caso essi derivano da processi sintetici di natura biomolecolare, come ad esempio la β-ossidazione degli acidi grassi, la sintesi energetica aerobica (a livello mitocondriale), il catabolismo di farmaci e sostanze tossiche e alcune reazioni immunitarie.

Nel secondo caso i principali responsabili della sintesi di tali molecole sono riferibili all’impatto ambientale con sostanze inquinanti, il fumo (attivo ma anche passivo), il contatto con radiazioni ionizzanti, alcuni additivi impiegati nell’industria alimentare e lo stress psico-fisico.

Tenendo conto che è impossibile impedire la produzione dei radicali liberi, l’organismo umano è in grado di contenere, almeno parzialmente, il problema, mettendo in atto alcuni meccanismi di detossificazione.

L’anione superossido (O2-) viene convertito in perossido d’idrogeno (H2O2) che è la comune acqua ossigenata, che rappresenta un notevole pericolo per l’organismo dato che in presenza di ferro (Fe) è portata a liberare un radicale ossidrile.

Grazie all’enzima catalasi, l’organismo è in grado di bloccare questo processo sintetico, scomponendo il perossido d’idrogeno in acqua e ossigeno (H2O2→H20+O).
Su questa reazione può agire anche il glutatione, il cui ruolo biochimico è del tutto analogo a quello enzimatico della catalasi.

Quando le reazioni organiche di difesa non risultassero efficaci, è comunque possibile assumere integratori antiossidanti oppure praticare sport in quanto l’attività fisica contribuisce a potenziare il metabolismo energetico incentivando il consumo di ossigeno.

I radicali liberi, che sono composti naturalmente presenti nel sangue, non devono risultare troppo abbondanti in quanto potrebbero provocare reazioni ossidanti nocive per l’organismo.

 

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l’attività fisica è utile in quanto migliora il metabolismo sollecitando il consumo di ossigeno

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