Iridodonesi – Cause e sintomi – Rimedi e cure

L’iridodonesi è un disturbo dell’occhio riconducibile molto spesso ad un trauma. Da cosa dipende? Quali sono i sintomi? Come intervenire? Analizziamo meglio questo sintomo nei seguenti paragrafi.

Cos’è l’iridodonesi?

L’iridodonesi è un tremolio dell’iride che si manifesta quando si muove l’occhio. Il problema si verifica per il mancato sostegno del cristallino, contro cui poggia l’iride che può oscillare nell’umor acqueo. In questi casi l’iride del soggetto può tremare o fluttuare all’interno del suo spazio in concomitanza dei movimenti oculari.

Tale sintomo si verifica quando il cristallino è assente o si discosta dalla sua normale posizione, condizione nota anche come ectopia lentis. La parziale dislocazione del cristallino viene chiamata sublussazione e si verifica in seguito alla rottura del legamento sospensore. La lussazione del cristallino determina invece uno spostamento completo dalla sua sede naturale, in camera anteriore o nel vitreo.

Lo spostamento del cristallino può comportare anche altri disturbi come diplopia monoculare, maggiore profondità della camera anteriore e modifiche del potere rifrangente dell’occhio, che può tramutarsi in ipermetropia o miopia.

Le cause della lussazione del cristallino possono essere di natura spontanea, quindi congenite ed in molti casi associate ad altri disturbi dell’occhio come colobomi, microftalmo e aniridia. Altre volte le cause sono secondarie a processi post-infiammatori o ad un forte trauma del globo oculare. Il disturbo può essere generato anche da traumi o complicanze derivanti da interventi oftalmo chirurgici. L’iridodonesi può presentarsi ad esempio in seguito ad interventi di asportazione del cristallino opacizzato, la cosiddetta cataratta.

L’iridodonesi congenita è uno dei sintomi della sindrome di Marfan e della sindrome di Ehler-Danlos. Nella sindrome di Marfan è presente un complesso disordine ereditario a carico del tessuto connettivo che può colpire gli occhi, il sistema cardiovascolare ed il sistema muscolo scheletrico. Poiché ogni organo è composto da tessuto connettivo, potenzialmente la sindrome di Marfan può danneggiare in modo importante la funzione di ogni sede anatomica. La sindrome di Ehler-Danlos invece comprende una serie di patologie ereditarie caratterizzate da un’alterata codificazione, trascrizione e sintesi del collagene.

Il movimento dell’iride può essere di natura fluttuante, una situazione associabile all’omocistinuria, patologia metabolica rara che determina un accumulo di omocisteina e del suo dimero omocistina. Gli effetti indesiderati più temuti sono la tendenza trombotica, anomalie scheletriche ed appunto la lussazione del cristallino.

Come curare l’iridodonesi?

L’iridodonesi di solito non incide sui movimenti oculari, ma per fissare bene il cristallino è necessaria una correzione chirurgica. Ad ogni modo il medico deve individuare l’esatta causa del disturbo, per poter intervenire in modo mirato e prevenire la ricomparsa del problema in futuro.

Rimedi naturali

Non sono previsti rimedi o cure naturali per questo disturbo, ma è opportuno rivolgersi ad uno specialista. L’unico consiglio possibile è di non sforzare eccessivamente gli occhi, evitando l’utilizzo prolungato di dispositivi mobile che possono danneggiare l’occhio soprattutto sul lungo periodo.

Quando rivolgersi dal medico?

L’iridodonesi generalmente non compromette le funzioni visive, se però il disturbo si manifesta è opportuno rivolgersi ad un medico, meglio ancora ad un oculista che ha maggiori competenze nel settore.

Quali malattie può causare?

Le patologie associabili all’iridodonesi sono:

  • appendicite;
  • carcinoma della cervice uterina;
  • clamidia;
  • colite ulcerosa;
  • endometriosi;
  • fibromi uterini;
  • gastroenterite;
  • gonorrea;
  • gravidanza ectopica;
  • malattia infiammatoria pelvica;
  • morbo di Crohn;
  • ovulazione;
  • peritonite;
  • sindrome dell’intestino irritabile;
  • sindrome dell’ovaio policistico;
  • sindrome di Ehlers-Danlos;
  • sindrome di Marfan;
  • tumore dell’ovaio.

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