Riciclo della carta: il bilancio del 2020 in Italia

Il riciclo della carta rappresenta un processo di cui non si può fare a meno: grazie a esso è possibile evitare l’abbattimento di nuovi alberi, tutelando l’ambiente. Il cittadino contribuisce al riciclo attraverso la raccolta differenziata, che consiste nel porre all’interno  di un contenitore fogli, quotidiani e scatoloni, i quali verranno poi ritirati da imprese addette allo smaltimento della carta. Dopo essere giunta al centro di decongestionamento, la carta viene sottoposta a una serie di trattamenti prima di finire nuovamente sul mercato. Non tutte le carte sono idonee al recupero, come nel caso in cui subiscano lavorazioni con vernici isolanti o contaminazioni da sostanze oleose. Gli scontrini fiscali sono un’altra classica dimostrazione di cosa non va inserito nel contenitore della carta.  Nonostante sia cresciuta la consapevolezza degli italiani verso l’importanza del recupero della carta, durante il 2020 ci sono stati due fenomeni che hanno influenzato il processo di riciclo, condizionando i dati che lo riguardano.

 

L’Italia e il riciclo della carta:un bilancio del 2020

La raccolta differenziata nell’arco di quest’anno ha subito un calo pari al 3,2% rispetto al 2019. Questo mutamento ha impattato inevitabilmente sugli impianti di smaltimento carta e cartone, in quanto non erano in grado di soddisfare la domanda di carta da macero sul mercato. A seguire vi è stato un aumento dei prezzi, con una leggera ripresa durante il mese di settembre.

Il primo semestre del 2020 ha inoltre registrato un rallentamento di piena operatività dei processi di riciclo, evidenziando un rallentamento del 10%, a causa della pandemia provocata dal Covid-19.

Gli impianti che si occupano di trattare i rifiuti di carta e cartone sono circa 600, tra cui GV Macero, disposti su tutto il territorio nazionale, i quali hanno posto l’accento sull’aumento in percentuale dell’imballaggio presente all’interno del circuito domestico della raccolta differenziata, cresciuta dal 40% al 44% a causa dello sfruttamento massivo del servizio e-commerce.

 

L’influenza del Covid e della tecnologia

Il Covid-19 ha avuto un impatto negativo sul settore relativo al riciclaggio della carta e del cartone, che già da un paio d’anni attraversava un periodo non semplice, nonostante mai come in nelle fasi più critiche della pandemia la carta si sia rivelata un materiale indispensabile per il trasporto del cibo e delle forniture mediche. L’unico modo per evitare un blocco dell’industria del riciclo è sostenere le attività di riciclaggio con gli aiuti delle istituzioni europee e delle autorità nazionali, soprattutto quelle che a seguito dell’emergenza sanitaria hanno subito un’interruzione o hanno problemi di trasporto, non riuscendo a far arrivare i maceri alle cartiere, bloccandole perché si ritrovano senza materia prima su cui agire.

In Italia inoltre, nonostante vi sia stato negli anni un aumento del fenomeno di digitalizzazione, il consumo della carta non accenna a diminuire. La causa sarebbe rintracciabile nella burocrazia, che impone al compilazione di quantità cospicue di documenti da conservare ed esibire, ma non solo: negli anni si sta affermando il commercio online, il quale ha contribuito alla moltiplicazione di imballaggi per contenere la merce da consegnare al cliente finale. Anche in questo caso il Coronavirus ci ha messo lo zampino: durante il lockdown gli acquisti online sono incrementati, del + 29% tra gennaio e settembre 2020 secondo il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica (Comieco). Cresce di pari passo però anche l’attenzione all’ambiente da parte dei consumati: più dell’80% predilige un imballaggio ecosostenibile. Comieco fornisce ai cittadini spiegazioni su come smaltire correttamente le scatole che giungono nelle loro case, le quali verranno utilizzate per creare nuove confezioni.

 

Riciclare aiuta l’ambiente

Pilastro della bioeconomia, l’industria che si occupa dello smaltimento di carta e cartone appare fondamentale per salvaguardare il pianeta e le sue risorse, dando nuova vita a materiali che altrimenti andrebbero distrutti. Recuperando una tonnellata di materiale cellulosico, si riescono a salvare 3 alberi alti una ventina di metri, inoltre produrre carta riciclata richiede il 60% in meno di energia e l’80% in meno di acqua rispetto alla carta vergine. La normativa punta a realizzare impianti sempre più liberi da fonti fossili, in linea con l’idea di economia circolare, migliorando la qualità della raccolta differenziata e favorendo nuove forme di riciclo grazie all’investimento nelle tecnologie. Lo scopo di mettere in atto tali disposizioni è quello di fronteggiare al meglio le sfide degli anni a venire, una su tutte l’incremento esponenziale dell’e-commerce che, se non monitorato, potrà causare danni irreversibili all’ambiente. Estremamente importante è educare i cittadini alla raccolta differenziata, anche se i dati mostrano che in Italia il senso civico è alto sotto questo punto di vista.

L’aver surclassato a risorsa i materiali di carta e cartone risultanti dal sistema di riciclaggio, smettendo di definirli utilizzando la parola rifiuto, permette di creare un nuovo mercato in cui reintrodurre tali prodotti, in grado di competere a pieno titolo con le materie prime vergini, diminuendo il consumo di risorse naturali. Ciò è possibile solo grazie alla qualità della raccolta: meno contaminanti ci saranno in fase di riciclo, più sarà alta, attribuendo alla materia a cui viene data nuova vita lo stesso valore di quella vergine. 

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