Agroenergia: è stangata. La denuncia di Confagricoltura

Il provvedimento varato dal Consiglio dei Ministri di settimana scorsa, riguardante anche le agroenergie, potrebbe comportare un’importante stangata per gli agricoltori che producono energia a partire da fonti rinnovabili. E’ Confagricoltura Grosseto a fare la denuncia, sottolineando che l’approvazione del provvedimento porterebbe la chiusura almeno il 50% degli impianti in Toscana, dopo che la produzione di agroenergia non sarà più conveniente dal punto di vista economico. 

«Il Governo sta per applicare una misura che potrebbe portare al collasso l’intero settore delle agroenergie nella nostra regione»: sono le parole del presidente di Confagricoltura Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colona, facendo riferimento al provvedimento del governo che porterebbe ad una forte stangata sugli agricoltori che si occupano dell’agroenergia, ovvero che producono energia elettrica da fonti rinnovabili.

«Se quanto previsto dal Governo si tramutasse in realtà – spiega Vivarelli – almeno il 50% degli impianti in Toscana chiuderebbero perché non più vantaggiosi economicamente”. “Ricordiamo infatti come tale possibilità venisse concessa alle aziende agricole a integrazione del reddito agrario e quindi tassato come quest’ultimo; secondo quanto risulterebbe dal provvedimento ministeriale non sarà più così – afferma il presidente Confagricoltura Grosseto – perché quel reddito ottenuto dalle agroenergie subirebbe una stretta fiscale con una aliquota unica al 25% sui ricavi complessivi“.

Il presidente poi si pone una domanda: “Se produrre energia con questi impianti fosse stato economicamente vantaggioso, per favorire la loro diffusione si sarebbero erogati contributi sulla produzione

«Certamente no! – continua Vivarelli – Quindi in pratica si vorrebbe dare da una parte (i contributi) per poi togliere dall’altra (la tassazione aumentata)».

«Non mi pare molto logico cambiare i giochi in corsa – conclude il presidente – visto e considerato che molti contratti hanno una durata di quindici anni e quindi erano state date garanzie a chi aveva compiuto investimenti consistenti nell’infrastrutturazione. Non possiamo tollerare che quanto detto ieri sia oggi cartastraccia perché così facendo si continua a giocare con la vita di queste aziende».

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D’altronde, alcune offerte prevedono un prezzo addirittura più basso rispetto quello stabilito dall’AEEG per la tariffa a Maggior Tutela. Questo vuol dire che consentono di risparmiare sulla spesa annua energetica.

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