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MORBO DI PAGET
MORBO DI PAGET
Autore: Dott.ssa Carzaniga Chiara
INTRODUZIONE
La Malattia di Paget (MP) è una patologia caratterizzata da alterazioni focali del rimodellamento osseo in cui la normale architettura è sovvertita dalla formazione di tessuto osseo non organizzato con una conseguente tendenza alla comparsa di dolore, deformità e fratture a carico dei segmenti ossei interessati ed artrosi secondaria nelle articolazioni adiacenti. Il morbo di Paget si definisce mono- o poliostotico a seconda del numero di siti scheletrici coinvolti (1).
EPIDEMIOLOGIA
Il morbo di Paget …
via Endocrinologia Oggi:
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MORBO DI PAGET
Autore: Dott.ssa Carzaniga Chiara
INTRODUZIONE
La Malattia di Paget (MP) รจ una patologia caratterizzata da alterazioni focali del rimodellamento osseo in cui la normale architettura รจ sovvertita dalla formazione di tessuto osseo non organizzato con una conseguente tendenza alla comparsa di dolore, deformitร e fratture a carico dei segmenti ossei interessati ed artrosi secondaria nelle articolazioni adiacenti. Il morbo di Paget si definisce mono- o poliostotico a seconda del numero di siti scheletrici coinvolti (1).
EPIDEMIOLOGIA
Il morbo di Paget colpisce il 3-4% degli adulti oltre i 55 anni. La prevalenza del MP aumenta con lโetร e studi recenti suggeriscono una prevalenza dellโ8% tra i maschi e del 5% tra le femmine nellโottava decade di vita (2). Dal punto di vista epidemiologico ci sono molte differenze etniche e geografiche nella prevalenza della malattia. La Gran Bretagna ha la maggior prevalenza ma la malattia รจ comune anche nel sud e nellโovest Europa, in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa. Al contrario รจ rara in scandinavia, nel subcontinente Indiano, Cina, Giappone e altri paesi del sudest asiatico. Questi aspetti suggeriscono che fattori genetici sono importanti sebbene alcune recenti evidenze indichino che anche fattori ambientali giocano un ruolo rilevante, data la recente riduzione nella prevalenza registrata in alcuni paesi negli ultimi 25 anni. Il motivo di tale riduzione non รจ completamente noto ma si pensa che fattori ambientali e i flussi migratori siano i maggiori responsabili.
EZIOPATOGENESI
La causa della malattia di Paget rimane ampiamente sconosciuta. Le tipiche inclusioni intracitoplasmatiche ed intranucleari del morbo di Paget simili ai nucleocapsidi dei paramixovirus e la presenza di mRNA dei virus respiratori sinciziali suggeriscono che unโinfezione virale possa essere coinvolta nella genesi della malattia. Altre ipotesi eziologiche sono quelle genetiche dato che lโevidenza di una forte familiaritร in molti casi di morbo di Paget indicano lโereditarietร di questa condizione come un tratto dominante. Le mutazioni genetiche somatiche o germinali coinvolte sono a carico del gene SQSTM1/p62 che codifica per una proteina coinvolta nel reclutamento dei preosteoclasti e nellโattivazione degli osteoclasti (3).
STORIA NATURALE E DISTRIBUZIONE SCHELETRICA
Lโevento primario nel morbo di Paget รจ lโintenso focale riassorbimento seguito da una formazione disordinata che porta ad un rimodellamento osseo anormale. Il morbo di Paget evolve attraverso diverse fasi di attivitร , seguite da fasi inattive o quiescenti. Le tre fasi principali sono: la fase litica (incipiente/attiva) in cui predomina il riassorbimento osteoclastico; la fase mista (attiva) in cui vi รจ coesistenza di osteolisi ed osteosclerosi con predominanza di attivitร osteoblastica; la fase blastica (tardiva/inattiva)in cui la fase osteoblastica si riduce gradualmente (4). Queste tre fasi sono responsabili dei diversi quadri radiologici con cui si presenta il morbo di Paget. Lo scheletro assiale รจ preferenzialmente coinvolto e gli altri siti interessati sono la pelvi (30-75% dei casi), femore (25-35%), rachide lombare (30-75%), cranio (25-65%) e la tibia (32%). Meno frequentemente puรฒ essere osservato un coinvolgimento cervicale e toracico. Preferenzialmente vengono coinvolte le estremitร inferiori rispetto alle superiori. Le forme poliostotiche sono molto piรน frequenti rispetto alle monostotiche. Queste ultime sembrano essere predominanti a livello dello scheletro assile.
CLINICA
Circa un quinto delle persone affette da morbo di Paget sono interamente asintomatiche per cui spesso la diagnosi รจ incidentale in seguito allโesecuzione di esami effettuati per altri motivi. Tuttavia la malattia รจ caratterizzata da un processo doloroso e progressivo e bruciore al segmento scheletrico colpito che solo occasionalmente si manifesta con sintomi severi e segni che possono includere complicanze scheletriche, neuromuscolari (sorditร , paralisi dei nervi cranici) e cardiovascolari. Il dolore รจ essenzialmente dovuto alla deformazione del periostio, la presenza di microfratture e lโaumento della vascolaritร delle lesioni pagetiche. Puรฒ essere di origine scheletrica, neurologica, muscolare o articolare; รจ generalmente sordo e continuo, talvolta associato a sensazione di caldo urente e, diversamente dal dolore tipico dellโosteoartrite, peggiora con il riposo, nelle ore notturne, e con il carico se la malattia ha colpito lo scheletro portante. Tuttavia, nella maggior parte dei casi il dolore osseo risulta spesso indistinguibile dal dolore articolare con il quale generalmente coesiste.
I sintomi dipendono dalla localizzazione di malattia. Quando sono interessate le ossa lunghe delle estremitร la curvatura prominente delle stesse รจ uno dei segni piรน evidenti con conseguente alterazione dellโandatura. Quando si verificano fratture causate dallโindebolimento dellโosso alterato sono presenti dolore e ridotta mobilitร con secondaria osteoartrite. La maggior parte delle fratture incomplete si verifica durante la fase osteolitica, mentre quelle complete sono piรน frequenti nella fase osteoblastica. La guarigione delle fratture nellโosso pagetico non รจ ritardata, pur essendo possibile unโincompleta saldatura dei segmenti ossei.
Quando sono coinvolte le ossa della faccia si verificano deformitร caratteristiche note come โleontiasi osseaโ, mentre il coinvolgimento della mandibola puรฒ provocare problemi alla masticazione. Il coinvolgimento della base cranica puรฒ portare a cefalea, invaginazione basilare, idrocefalo mentre quello vertebrale puรฒ essere associato a fratture, compressione delle radici nervose, debolezza muscolare, stenosi spinale, sindrome della cauda equina e cifosi. Possono essere associate complicanze neurologiche tra cui lโipoacusia, dovuta a ingrossamento delle ossa craniche e conseguente compressione del nervo acustico e a perdita di massa ossea a livello coclearie; la stenosi del canale spinale, legata ad una compressione sul midollo spinale da parte di vertebre deformate, con conseguente paraplegia; il deficit dei nervi cranici con compressione delย II, V e VII paio di nervo cranico, con alterazioni del visus e paralisi facciali. Lโipercalcemia รจ una delle complicanze che si puรฒ verificare nei pazienti con lesioni poliostostiche, ed รจ la conseguenza di una prolungata immobilizzazione. Lโaumento del riassorbimento osseo puรฒ determinare un aumento dellโescrezione urinaria di calcio (ipercalciuria), che non si riflette perรฒ in un aumento dellโincidenza di nefrolitiasi. La complicanza piรน grave ma rara รจ un tumore osseo secondario (<1%): si manifesta con peggioramento del dolore notturno, gonfiore e frattura senza trauma (3,5).</p>
DIAGNOSI
La diagnosi di morbo di Paget puรฒ essere effettuata sulla base della comparsa di sintomi e segni specifici o essere del tutto casuale. La sintomatologia clinica, tuttavia, รจ rilevante solo nelle forme poliostotiche e puรฒ essere suggestiva per morbo di Paget solo quando sono interessate le ossa del cranio. Trattandosi di una patologia caratterizzata da un accelerato rimodellamento osseo, i markers di turnover costituiscono un metodo semplice e poco costoso per effettuare la diagnosi ed il monitoraggio della malattia. La fosfatasi alcalina (AP) รจ il marcatore di formazione piรน sensibile e specifico della malattia, รจ aumentata nel 95% dei pazienti e correla direttamente con la gravitร e lโestensione del coinvolgimento scheletrico (6) Qualora il paziente fosse affetto da epatopatia รจ opportuno dosare lโisoforma ossea della fosfatasi alcalina. Anche i peptidi del procollagene di tipo 1, P1NP e P1CP o lโosteocalcina possono essere elevati nel morbo di Paget, sebbene siano meno sensibili e accurati rispetto alla fosfatasi alcalina. La misurazione della sola fosfatasi alcalina รจ sufficiente per la valutazione biochimica e il follow-up, a meno chรจ non coesista unโepatopatia per cui puรฒ essere utile dosare lโisoforma osso-specifica. La misurazione di calcio e vitamina D puรฒ essere utile per escludere un iperparatiroidismo primario e un deficit di vitamina D a fronte di livelli elevati di fosfatasi alcalina. I marcatori di riassorbimento osseo sono piรน costosi e non sono altrettanto sensibili. La diagnosi strumentale di morbo di Paget si effettua facilmente con una radiografia. Al momento della diagnosi le immagini tipicamente mostrano aree di sclerosi alternate ad aree di osteolisi ed espanzione ossea tipiche del morbo di Paget. Tuttavia le lesioni non sono sempre specifiche per morbo di Paget e devono essere prese in considerazione numerose diagnosi differenziali tra cui neoplasie primitive o metastasi ossee. In alcuni casi la TAC puรฒ essere utile per distinguere queste patologie (7). La scintigrafia ossea รจ piรน sensibile rispetto alla radiografia nellโidentificare le lesioni pagetiche (8) tuttavia laย sua specificitร รจ molto scarsa poichรฉ numerose altre patologie caratterizzate da rimodellamento osseo, ivi incluse quelle indotte da metastasi scheletriche, si associano a positivitร scintigrafica; tale indagine va quindi raccomandata in seguito al rilievo radiologico di un segmento scheletrico interessato da morbo di PagetP, per valutare lโestensione della patologia. La biopsia ossea รจ raramente necessaria per la diagnosi di morbo di Paget e puรฒ essere riservata a quei casi in cui la diagnosi differenziale tra MP e metastasi osteosclerotica รจ particolarmente difficile o nei casi in cui si sospetti unโevoluzione verso lโosteosarcoama.
TERAPIA
Lo scopo della terapia del morbo di Paget รจ quello di ridurre lโaumentato turnover osseo con lโobiettivo di ottenere una remissione biochimica prolungata nel tempo nella speranza di ridurre il rischio di complicanze a lungo termine. Eโ inoltre importante raggiungere un rapido controllo dellโattivitร di malattia per preservare la struttura normale dellโosso e lโintegritร meccanica.
La terapia medica รจ indicata nelle seguenti circostanze: per controllare i sintomi causati dalla malattia metabolicamente attiva come il dolore osseo, fratture, mal di testa, dolore da radicolopatia o artopatia, complicanze neurologiche; per ridurre il flusso di sangue locale e minimizzare la perdita di sangue nei pazienti che necessitano di terapia chirurgica; per ridurre lโipercalciuria che si puรฒ verificare durante lโimmobilizzazione, per ridurre il rischio di complicanze quando la malattia รจ altamente attiva. Il dolore dellโosso pagetico risponde bene ai bifosfonati e alla calcitonina che inibiscono il riassorbimento osteoclastico ma puรฒ anche essere controllato con analgesici ed antinfiammatori non steroidei. Evidenze provenienti da trials clinici randomizzati hanno dimostrato che i bifosfonati riducono il turnover, migliorano il dolore osseo, promuovono la guarigione delle lesioni osteolitiche e ripristinano la normale architettura ossea . Non รจ stato ancora dimostrato se i bifosfonati siano in grado di prevenire le complicanze.
Per quanto riguarda i sintomi legati a deformitร , compressione nervosa, artrosi secondaria su cui non hanno effetti i bifosfonati, vengono utilizzati anti-infiammatori anche steroidei per decomprimere radici nervose ed interventi chirurgici. La terapia chirurgica รจ frequentemente utilizzata per il management delle complicanze. Le indicazioni piรน comuni sono le sostituzioni articolari per lโosteoartrite, la fissazione delle fratture, lโosteotomia per correggere le deformitร , la correzione della stenosi del midollo e la chirurgia profilattica nei pazienti con pseudofratture dolorose (9)
Il primo bifosfonato utilizzato nella terapia del Paget รจ stato lโetidronato (10-20 mg/kh/giorno). Era in grado di ridurre rapidamente i markers di turnover osseo in modo piรน completo rispetto a quello che si otteneva in precedenza con la calcitonina. Lโeffetto era dipendente dalla dose totale somministrata e non tanto dalla frequenza o dalla durata delle somministrazioni. Rispetto alla calcitonina inoltre gli effetti permanevano anche dopo la sospensione. Il clodronato fu il primo bifosfonato usato per via endovenosa ad alte dosi e i suoi vantaggi erano soprattutto legati allโassenza di sintomi gastrointestinali.
La terapia del morbo di Paget รจ cambiata con lโavvento degli aminobifosfonati: il primo ad essere utilizzato fu il pamidronato. I risultati sono giร visibili dopo un mese di terapia e completi dopo 3-6 mesi.
Successivamente fu introdotto lโalendronato (40 mg/die) per 6 mesi con una normalizzazione della fosfatasi alcalina nellโarco di 6 mesi nel 60-70% dei soggetti. Gli effetti migliorano se la terapia viene protratta per 12 mesi. Gli stessi risultati, e secondo alcuni anche migliori, si ottengono con risedronato (30 mg/die per 2-3 mesi). Il piรน recente farmaco introdotto รจ lo zoledronato, il farmaco a maggior potenza. Eโ somministrato via endovenosa alla dose di 5 mg in 15 minuti. I livelli di fosfatasi alcalina si normalizzano in quasi tutti i pazienti e i risultati si mantengono fino a 6 anni dalla somministrazione nella maggior parte dei pazienti.
I bifosfonati somministrati EV sono da preferire a quelli per OS nei pazienti con problematiche a livello gastrico. Essi possono provocare una sindrome post-infuzione con sintomi simil-influenzali nel 15% dei pazienti trattati durante il primo ciclo. Per questo motivo รจ consigliata la somministrazione di paracetamolo (es. 1 g x 2 al dรฌ) durante il giorno dellโinfusione e nei primi giorni successivi (10).
Il metodo piรน semplice e maggiormente utilizzato per valutare gli effetti della terapia รจ la misurazione dei parametri di rimodellamento osseo, in particolare la fosfatasi alcalina. In passato una riduzione del 30% della fosfatasi alcalina era considerata una buona risposta tuttavia, con lโavvento di metodiche di dosaggio piรน sensibili, lโend-point primario della terapia farmacologica (11).
Al termine della terapia, i parametri biochimici dovrebbero essere valutati a 3 mesi, tempo sufficiente per stabilire la remissione o lโeventuale necessitร di un nuovo ciclo terapeutico da iniziare 6 mesi dopo il primo. Il trattamento dovrebbe essere monitorato attraverso il dosaggio della fosfatasi alcalina ogni 3 mesi per i primi 6 mesi di terapia e ogni 6 mesi successivamente. Nel momento in cui fosfatasi alcalina aumenta del 25% rispetto al limite di norma, รจ indicativo di riattivazione e dovrebbe essere considerato un nuovo ciclo di terapia. Dal momento che il morbo di Paget รจ frequentemente diagnosticato negli adulti ed anziani i quali spesso soffrono di deficit di vitamina D, รจ raccomandata una terapia con calcio (500-1000 mg/die) e vitamina D (400-800 U/die) prima di iniziare la terapia riassorbitiva in modo da evitare lโinsorgenza di ipocalcemia e/o iperparatiroidismo secondario.
Dott.ssa Chiara Carzaniga
Bibliografia
1)Monfort J, Sala R, Romero A, Durรณ J, Maymรณ J, Carbonell J. Epidemiological, clinical, biochemical, and imaging characteristics of monostotic and polyostotic Pagetโs disease. Bone 1999; 24[suppl 5]:13Sโ14S
2) Van Staa TP, Selby P, Leufkens HG, Lyles K, Sprafka JM, Cooper C. Incidence and natural history of Pagetโs disease of bone in England and Wales. J Bone Miner Res 2002; 17: 465โ71.)
3) Alberto Falchetti, Laura Masi and Maria Luisa Brandi, Pagetโs disease of bone: thereโs more than the affected skeletal- a clinical review and suggestions for the clinical practice. Current Opinion in Rheumatology 2010, 22:410-423
4) Renier JC, Audran M. Progression in length and width of pagetic lesions, and estimation of age at disease onset. Rev Rheum Ed Fr 1997
5) Daphne Theodoru, Stravoula J. Theodorou, Yousuke Katisubata. Imaging of Paget Disease of Bone and its muscoloskeletal complication: review, AJR Integrative Imaging: 196, June 2011.
6) Alvarez L, Guanabens N, Peris P, et al. Discriminative value of biochemical markers of bone turnover in assessing the activity of Pagetโs disease. J Bone Miner Res 1995; 10:458โ465).
7) Wellman HN, Schauwecker D, Robb JA, et al. Skeletal scintimaging and radiography in theย diagnosis and management of Pagetโs disease. Clin Orthop Rel Res 1977; 127:55โ62.)
8) Singer FR. Paget disease: When to treat and when not to treat. Nat Rev Rheumatol 2009, 5: 483โ9.
9) Josse RG, Hanley DA, Kendler D, et al. Diagnosis and treatment of Pagetโs disease of bone. Clin Invest Med 2007, 30: E210โ23.
10) Adami S, Bartolozzi P, Brandi ML, et al. Italian guidelines for the diagnosis and treatment of Pagetโs disease of bone. Reumatismo 2007, 59: 153-68.
11) Shankar S, Hosling DJ (2006) Biochemical assessment of Pagetโs disease of bone. J Bone Miner Res 21[Suppl 2]:P22โP27)
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