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Colecisti alitiasica, sintomi, cause e cure

La colecistite alitiasica è la forma più rara e grave di colecistite poiché causa un’infiammazione acuta della cistifellea e si manifesta in assenza di calcoli biliari. Le cause di questa patologia possono essere diverse e i sintomi possono manifestarsi all’improvviso. Per risolvere il problema occorre sottoporsi a terapie specifiche e talvolta l’unica soluzione per evitare ulteriori complicanze e il decesso del paziente può essere un intervento chirurgico per l’asportazione della cistifellea malata.

 

Quali sono le cause della colecistite alitiasica?

I processi fisiopatologici legati alla colecistite alitiasica dipendono da vari fattori che provocano l’ostruzione del dotto cistico e un conseguente ristagno della bile nella cistifellea che si distende e si infiamma. Le cause di questa patologia derivano da diverse condizioni cliniche e da alcune predisposizioni genetiche come:

  • ustioni molto gravi;
  • forti traumi addominali;
  • interventi chirurgici passati di particolare rilievo;
  • adenocarcinomi;
  • diabete mellito;
  • stasi biliare;
  • proliferazione di batteri;
  • ischemia della colecisti;
  • lupus eritematoso sistemico;
  • stati febbrili prolungati nel tempo;
  • torsione della colecisti;
  • disidratazione;
  • insufficienza cardiaca;
  • digiuno prolungato;
  • malattie infettive come salmonellosi o infezioni derivanti da cytomegalovirus in pazienti immunodepressi;
  • vasculiti sistemiche;
  • sepsi.

Questo tipo di patologia è in genere molto rara e si manifesta in soggetti debilitati o in condizioni cliniche gravi. La colecistite alitiasica, se non viene curata in tempo con un trattamento appropriato, potrebbe progredire fino a una necrosi dei tessuti e una conseguente cancrena o perforazione della cistifellea. In quest’ultimo caso l’infezione si diffonderà nell’addome formando ascessi, sepsi e shock.

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Quali sintomi porta la colecistite alitiasica?

I sintomi principali della colecistite alitiasica sono molto simili a quelli di un’infiammazione acuta della cistifellea ossia forti dolori della parte destra e superiore dell’addome prevalentemente avvertiti durante la notte e nel primo mattino. A differenza della colica biliare tuttavia, il dolore:

  1. ha maggiore durata e intensità;
  2. si accentua nel momento in cui si compiono respiri profondi;
  3. si irradia a scapola e schiena;
  4. aumenta quando si preme sulla parte dolente.

Oltre al dolore, la persona soggetta a questa patologia può manifestare nausea, febbre, vomito, flatulenza, mancanza di appetito e ittero se si infiammano anche i dotti biliari.

Quali sono gli esami diagnostici indicati per la colecistite alitiasica?

Per verificare l’esistenza della patologia occorre effettuare per prima cosa degli esami ematochimici e una ecografia dell’addome. Le analisi del sangue non sempre sono sufficienti a fornire dei dati precisi sull’esistenza della colecistite alitiasica ma possono evidenziare un aumento della bilirubina, del fibrogeno, della gamma glutamil transferasi e un’alterazione nel valore dei globuli bianchi. Inoltre, tramite gli esami ematochimici, è possibile verificare la presenza di un’infiammazione al pancreas se sussiste un incremento di lipasi o amilasi.

esami del sangue
L’ecografia all’addome è l’esame migliore per individuare una colecistite alitiasica poiché da questo è possibile esaminare alcuni aspetti tipici della patologia. Se dall’esame ecografico le pareti della cistifellea risultano più spesse rispetto alla norma e si notano dei liquidi intorno alla cistifellea stessa, ossia un versamento pericolecistico, è molto probabile che ci sia l’infiammazione in corso. L’ecografia permette inoltre di dare indicazioni sulla salute di altri organi come fegato, reni, vie biliari e pancreas. Oltre agli esami ematochimici e all’ecografia addominale è opportuno sottoporsi a un esame obiettivo che si concretizza con una palpazione all’addome dalla quale si potrebbero rilevare:

  • il segno di Blumberg, ossia una dolorabilità al rimbalzo. Se il paziente sente dolore dopo la manovra effettuata dal medico, che consiste in una compressione lenta dell’addome con brusco rilascio, significa che si è in presenza di un’infiammazione pelvica.
  • Il segno di Murphy, ossia una dolorabilità causata dall’interruzione di inspirazione. La manovra eseguita dal medico, che si attua con una compressione digitale a livello dell’ipocondrio destro mentre il paziente è in fase inspiratoria, causa un arresto della respirazione poiché la colecisti è infiammata.

Per escludere altre eventuali patologie, che possono avere gli stessi sintomi come calcoli renali o ischemie intestinali, dovrebbero essere eseguite indagini strumentali radiologiche più precise come la TC addominale, la risonanza magnetica e la colescintigrafia.

ecografia della cistifellea

Terapia o intervento chirurgico?

La rapidità della diagnosi potrebbe fare la differenza per salvare la vita di un paziente. In linea generale viene predisposto un immediato ricovero e un trattamento mediante l’impiego di farmaci antibiotici, analgesici, antispastici ed epatoprotettori per scongiurare il rischio di una perforazione rapida della cistifellea. L’unica soluzione per risolvere il problema della colecistite alitiasica è un intervento chirurgico che comunque dipende dalla possibilità da parte del paziente di tollerare un’operazione. Questa consiste nella rimozione della cistifellea malata, definita colecistectomia, che viene eseguita dopo che i sintomi del paziente migliorano; può essere utile effettuare degli impacchi freddi sulla zona che causa dolore. Prima dell’intervento il ricoverato deve essere messo a digiuno per qualche ora e alimentato solo tramite flebo. Se invece si prospettano delle complicanze come la perforazione della colecisti o un ascesso è necessario intervenire tempestivamente ancora prima del miglioramento dei sintomi.

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