Tra le numerose diete, più o meno rigide o più o meno discusse, che si ripropongono da decenni a seconda delle mode alimentari, la dieta Scarsdale è tra quelle iperproteiche e ipocaloriche, una delle più longeve e diffuse.
Si basa sull’assunzione di proteine della carne magra, di pesce e di verdure, con un taglio completo degli zuccheri e dei carboidrati complessi e un apporto di massimo 1000 calorie al giorno.
Indice rapido
La domanda principale da porsi quando si sceglie di aderire a un regime alimentare così severo come quello della dieta Scarsdale è se funzionerà realmente poiché non sempre una dieta alla moda consente effettivamente di perdere peso e mantenere la nuova forma, raggiunta a suon di privazioni e assoluta mancanza di gusto nel nutrirsi.
Naturalmente è altrettanto importante considerare gli effetti indesiderati e i rischi di carenze nutrizionali a cui ci si espone con un regime dietetico che, alla lunga, è sicuramente nocivo per l’organismo.
Difatti, un regime alimentare basato sulla chetosi, ovvero l’alterato metabolismo degli acidi grassi che porta a intaccare le riserve energetiche bruciando i grassi in eccesso perché non si reintroducono zuccheri e carboidrati, è estremamente rischioso per i reni e il fegato.
E’ per questo che lo schema della dieta Scarsdale va seguito esclusivamente per una o al massimo due settimane.
La colazione è a base di caffè o te e agrumi, mentre il pranzo e la cena sono ricchi di alimenti proteici (carne, uova, pesce), senza condimenti (ad eccezione di spezie, limone o salsa di soia) e con scarso apporto di carboidrati.
Esiste anche un’interessante variante: la dieta Scarsdale vegetariana.
Si consiglia l’assunzione di liquidi, sotto forma di preparati erboristici o tisane che aiutano a tenere sotto controllo lo stimolo della fame e nello stesso tempo idratano l’organismo e aiutano lo smaltimento delle scorie azotate, dovute alla metabolizzazione delle proteine.
Non bisogna sottovalutare il rischio dell’effetto yo-yo, ovvero il rischio di recuperare in fretta (e con gli interessi) i chili persi nel primo periodo di dieta. Questo effetto è da considerarsi fisiologico perché imposto dal ripristino delle scorte di glicogeno e dalla naturale tendenza alla reidratazione dell'organismo.
E’ pertanto quanto mai fondamentale pianificare un periodo di mantenimento successivo alla settimana (o al massimo ai quindici giorni) di dieta Scarsdale.
Bisogna inoltre tenere ben presente che l’eccessiva assunzione di proteine comporta un sovraccarico dell’attività renale ed epatica, motivo in più per non protrarre la dieta Scarsdale oltre il periodo di tempo previsto.
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