Preservativo femminile: la rivoluzione del sesso sicuro sarà in borsetta e tacchi a spillo

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Preservativo femminile: la rivoluzione del sesso sicuro sarà in borsetta e tacchi a spillo

Lei aveva i preservativi in borsetta. E quando arrivò il momento fece quello che doveva fare…

Per tutta risposta, il ragazzo le diede della “zoccola”. E con lui milioni di italiani, contro i quali si schierarono altri milioni di italiani convinti che lei, a 17 anni, stesse facendo “quello che  dovrebbero fare tutte”. Fine della storia.

Questo accadeva nel vicino 2017, non in un Paese del terzo mondo, ma nel cuore dell’evoluta, emancipata, libera Italia, ancora divisa tra chi è convinto che le donne dovrebbero almeno mostrarsi ingenue, anche se tutti sanno che – per fortuna – non lo sono più da cinquant’anni e chi invece è convinto che la parità dei sessi sia anche questo: responsabilità condivise anche quando si tratta di sesso.

Domanda:

Cosa sarebbe accaduto se al cospetto del partito del “maschio troglodita vs donna intelligente” e di quello del “che fine hanno fatto le caste e brave ragazze?” si fosse presentata una signorinella con un femidom in borsetta? Come l’avrebbero presa gli italiani più progressisti posti di fronte a questa più grande rivoluzione?

Risposta:

Pensare che una donna oltrepassi il limite del “suggerire” la prevenzione al partner e faccia da sé, utilizzando da sola quell’oggetto così innovativo e liberatorio che è il preservativo femminile,
potrebbe destabilizzare molte più persone del previsto. Eppure, in un futuro non troppo lontano, il profilattico per lei sarà la normalità.

A dirlo, prima che i fatti, sono i dati, che spiegano come dai 5 milioni di pezzi distribuiti globalmente nel 2000, si sia passati ai 25 milioni del 2007 e ancora ai 47 milioni nel 2012.
dal 2005 al 2009 la quantità disponibile per le donne è più che triplicata, dai 26 milioni di pezzi del 2009 siamo arrivati ai 47 milioni del 2012. Ma molta strada resta ancora da fare, dato che nella distribuzione di preservativi in tutto il mondo quelli femminili sono ancora solo l’1,6 per cento. Per innumerevoli motivi. Quali? Andiamo con ordine, partendo dal “cos’è”.

Preservativo femminile: cosa è e come funziona

Commercializzato in Europa dal 1993, il preservativo femminile è un sacchettino tubolare in poliuretano, nitrile sintetico o lattice sottile e resistente, che, come una guaina, fodera le pareti
vaginali e ricopre le piccole labbra. Si applica in modo simile ad un assorbente interno ed impedisce il contatto tra le mucose, prevenendo, come il suo omologo al maschile, sia il contagio da tutte le malattie sessualmente trasmesse, sia la risalita degli spermatozoi in vagina e dunque le gravidanze indesiderate. Rispetto ad altri contraccettivi ha un prezzo ragionevolissimo: qualche centesimo in più dell’omologo preservativo maschile, in cambio di tutta l’autonomia di scelta.

Perché scegliere il preservativo femminile

Ma veniamo alle ragioni che lo rendono un prodotto così interessante e – siamo certi ancora per poco – così sottovalutato in Italia.

  1. Abbiamo detto che il preservativo femminile funziona esattamente come quello maschile, anzi esattamente al contrario: si infila in vagina  ed è per questo molto difficile da danneggiare e quasi impossibile da sfilare
  2. Volendo – e questo è gran punto di vantaggio rispetto all’equivalente per cromosomi Y – il preservativo femminile può essere indossato anche molte ore prima del rapporto. Nessuno dovrà dunque sottoporsi alla tortura di dover armeggiare sul più bello e spezzare l’incantesimo dell’attimo, mentre nella mente fa macumbe affinché nulla lì in basso si accasci
  3. Può essere utilizzato con tranquillità anche durante il ciclo mestruale Il preservativo femminile non strizza la punta del pene: il vostro lui non dovrà più lamentarsi di alcun fastidio, né di provare sensazioni assopite
  4. A meno che non siate veggenti, donne dalle doti calcolatorie eccezionali o non abbiate preso preventivamente le misure del vostro partner, per essere certe di non fallire, la vostra borsetta da passeggio, al primo appuntamento dovrebbe essere un borsone
  5. Se già lubrificato o utilizzato con un lubrificante, aiuta a combattere i problemi di secchezza vaginale e ad alleviare i bruciori intimi provati dalle donne con la pelle più sensibile
  6. Magia delle magie: il piccolo anello esterno di cui è dotato il preservativo femminile può esercitare un’azione di stimolo sul clitoride, aumentando la sensibilità e quindi il piacere.

Di scusa per provare il femidom ne potremmo elencare innumerevoli.

Ma una valida per iniziare, potrebbe essere l’8 marzo. Vogliamo davvero tingere di rosa per un giorno il mondo e celebrare degnamente, senza retorica, la Giornata internazionale della Donna?

Facciamolo iniziando una rivoluzione…. Intima di nome e di fatto ma dalla portata presto sconvolgente!

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