Punture d’insetto: consigli e rimedi

Le punture di insetti rappresentano nella stragrande maggioranza dei casi un notevole fastidio già pochissimi minuti dopo essere stati colpiti. Particolarmente aggressivi durante la bella stagione, nella quale la maggior parte di essi riesce a riprodursi con ritmi decisamente veloci, in realtà il pericolo di una puntura d’insetto esiste potenzialmente tutto l’anno ed è per questo che è importante conoscere alcune regole basilari e dotare il proprio ambiente domestico di adeguate zanzariere che possano proteggere ogni stanza, soprattutto qualora in casa fossero presenti dei bambini molto piccoli o dei soggetti allergici.

È proprio in questi due casi, infatti, che le punture d’insetto possono rivelarsi pericolose e provocare il cosiddetto shock anafilattico, una reazione fisica alle sostanze iniettate dall’animale sotto la pelle e che coinvolge in maniera rapida e grave il sistema circolatorio e quello respiratorio rendendo assolutamente necessario un intervento medico tempestivo.

In generale, ciò che avviene quando veniamo colpiti da un insetto è questo: la zona della puntura tende velocemente ad arrossarsi e a prudere ed in breve tempo il puntino (o più di uno) del contatto risulta evidente. L’arrossamento ed il gonfiore sono dovuti ad una risposta fisiologica dell’organismo che rilascia istamina e dilatazione dei vasi sanguigni circostanti. Si tratta di una modalità di difesa da parte del corpo umano che in questo modo cerca di limitare l’azione della sostanza irritante iniettata dall’insetto.

Vediamo ora, a seconda del tipo di insetto che provoca la puntura, cosa aspettarci e come comportarci per risolvere al meglio la situazione evitando complicazioni.

Se a pungere è una vespa, un calabrone o un’ape, il primo step è assolutamente quello di accertarsi che non sia rimasto nella cute il pungiglione dell’insetto. Se così fosse, prima della disinfezione della puntura sarà necessario procedere alla sua estrazione, magari avvalendosi di una pinzetta casalinga opportunamente sterilizzata col fuoco di un accendino o del fornello del gas in cucina.

A questo punto, facendo molta attenzione affinché il pungiglione non si spezzi (in questo caso, infatti, l’irritazione ed il dolore peggiorerebbero), estrarre il tutto e procedere poi alla disinfezione della fastidiosa puntura utilizzando del ghiaccio o getti di acqua freddissima per lenire almeno temporaneamente la sensazione di forte bruciore provocata da questi insetti. Un utile accorgimento post-puntura è quello di utilizzare sulla zona colpita una piccola quantità di ammoniaca. Così facendo, infatti, le molecole tossiche che compongono il veleno dell’animale vengono disattivate .

Nel caso di tafani e zanzare, invece, il primo e solitamente unico sintomo è un prurito talvolta difficile da sopportare. Grattarsi, però, peggiora unicamente le cose. Per migliorare nell’immediato la situazione, il consiglio è quello di applicare sulla pustola che di lì a poco si formerà del ghiaccio che riduce la sensazione di prurito o magari del dentifricio da mantenere sulla zona almeno per 10-15 minuti.

A differenza di questi due insetti, quando a colpire sono cimici o pulci, è purtroppo possibile che la puntura sia localizzata anche in zone del corpo coperte dai vestiti. In questo caso, infatti, gli insetti non volano ma strisciano e ciò permette loro di arrivare in zone meno comuni. Le punture di questi animali, a differenza degli altri, si trasformano spesso in vescicole con all’interno del liquido. Il consiglio, in questi casi, è quello di utilizzare una pomata cortisonica ma di consultare il medico o il pronto soccorso più vicino se l’insetto ha colpito più zone o se la puntura interessa parti del corpo particolari come gola, lingua, labbra, organi genitali oppure gli occhi.

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