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Biologico, esperti e un commiato
Biologico, esperti e un commiato Per quanto ci siano ancora โespertiโ che in vari articoli si affannano a scrivere che il โconvenzionaleโ siaย inferiore al biologico (termine che indica pratiche agricole che ammettono lโuso di โpesticidi naturaliโ, come i composti di rame o gli oli minerali, che possono essere altrettanto o piรน tossici per lโambiente …
via Il Fatto Quotidiano ยป Biologico:
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Per quanto ci siano ancora โespertiโ che in vari articoli si affannano a scrivere che il โconvenzionaleโ siaย inferiore al biologico (termine che indica pratiche agricole che ammettono lโuso di โpesticidi naturaliโ, come i composti di rame o gli oli minerali, che possono essere altrettanto o piรน tossici per lโambiente dei pesticidi di sintesi), la ricerca scientifica continua a non trovare grandi differenze nutrizionali tra le due classi di prodotti.Avete una sensazione di dรฉjร -vu? Allora fermatevi un attimo a leggere questo articolo. Poi tornate qui. Che cosa deducete dalla prima parte dellโarticolo? (per altro un semplice copia e incolla di un comunicato stampa). Che la โqualitร nutrizionale ed organolettica delle produzioni biologiche รจ miglioreโ? No. Questo non cโรจ scritto nel comunicato stampa. Che โil biologico fa vivere di piรน e meglioโ? Anche in questo caso nessuno scienziato degno di questo nome (non prezzolato ovviamente) direbbe una cosa del genere. Quindi?ย Il confronto tra agricoltura biologica e convenzionale si puรฒ fare su vari livelli. Dal punto di vista della sostenibilitร ambientale, delle rese, dei residui di pesticidi, degli effetti sulla salute oppure del contenuto nutrizionale. Se vi interessa sapere che cosa dice la ricerca scientifica di questi altri aspetti potete leggere lโultima edizione ampliata del mio libro Pane e Bugie (Chiarelettere). Veniamo al contenuto nutrizionale. Nel 2010 viene pubblicata una โrassegna sistematicaโย sulle differenze nutrizionali tra prodotti bio e convenzionali: unย mega riassunto di tutti gli articoli scientifici di qualitร mai pubblicati di confronto tra biologico e convenzionale dal 1958, la potete trovare qui. Tenendo conto di tutte le ricerche mai pubblicate questa era la โfotografiaโ piรน accurata che si potesse fare della ricerca in questo campo. I risultati fecero arrabbiare molti โinnamorati del bioโ perchรฉ sostanzialmente diceva che a parte casi specifici (ad esempio i cereali bio sono mediamente piรน poveri di proteine mentre i pomodori bio sono mediamente piรน ricchi di vitamina C) non ci sono prove che dimostrino sostanziali differenze nutrizionali tra alimenti bio e convenzionali. E questo invece รจ un chiodo spesso battuto nella comunicazione commerciale dei prodotti bio. Eโ noto che siamo tutti ambientalisti con il portafoglio degli altri e che gli eventuali benefici ambientali (ne parlo nel libro) non sono sufficienti per rendere commercialmente appetibili i prodotti bio al grande pubblico. Il consumatore vuole un beneficio per il suo benessere e per la sua salute. Da qui una serie di tecniche di comunicazione volte a inneggiare proprietร salutistiche e nutrizionali dallo scarso o nullo supporto scientifico. Quello studio del 2010 scatenรฒ molte polemiche, spesso di chi non comprendeva appieno la ricerca. Nel 2012, indipendentemente, dei ricercatori dellโUniversitร di Stanford pubblicarono una seconda โrassegna sistematicaโ, che potete leggere qua, arrivando sostanzialmente alle medesime conclusioni: dal punto di vista nutrizionale non cโรจ granchรฉ differenza tra cibi bio e convenzionali. Anche qui sono seguite critiche schiumanti rabbia ma completamente fuori tiro, anche da grandi guru come Michael Pollan (โLo studio non tiene conto dellโimpatto ambientale!โ. Certamente, per gli altri aspetti ci sono ricerche analoghe di studiosi di altri campi. Vattele a leggere no?). Veniamo in Italia: il CRA(ex INRAN) ha effettuato uno studio bibliografico delle pubblicazioni dal 2005 al 2011 (quindi molto piรน limitata delle precedenti che invece le includevano tutte) che confrontavano prodotti bio e convenzionali. Lo potete leggere qui (io lโho letto, altri โespertiโ non so). Le conclusioni, da pag. 22, ribaltano il risultato delle due rassegne sistematiche precedenti? No. E sarebbe strano se lo facessero visto che non รจ uno โstudio nuovoโ ma una analisi di solo una parte degli articoli giร presi in considerazione in precedenza anche dagli altri due studi. Ancora una volta risulta che a influenzare il contenuto nutrizionale sono primariamente la genetica e le condizioni agroclimatiche e del suolo, piรน che il metodo di coltivazione. In altre parole un pomodoro con un patrimonio genetico ben selezionato e coltivato convenzionalmente al sole di Sicilia รจ probabile risulti nutrizionalmente superiore al pomodoro Biologico laqualunque coltivato in una triste serra olandese. Questo i nostri ricercatori lo mettono subito in evidenza, ancora prima di iniziare lo studio (a pagina 3): โSe avessimo trovato differenze statisticamente significative per una qualche caratteristica delle qualitร nutrizionale, questo non avrebbe significato che tali differenze potessero essere garantite al consumatore al momento dellโacquisto di un prodotto biologico al mercatoโ. I ricercatori sono riusciti ad effettuare solo 26 tipi di confronti (avendo scelto molti meno articoli da analizzare delle altre due rassegne per alcune tipologie di prodotti o di analisi non avevano abbastanza dati). Nella maggioranza dei confronti che sono riusciti ad effettuare non sono apparse differenze nutrizionali tra bio e convenzionale (tabella di pagina 25). Come giร riscontrato nelle rassegne precedenti in alcuni casi particolari esiste una differenza netta. I cereali convenzionali ad esempio hanno un valore proteico sempre superiore al biologico (per via della minore efficacia della fertilizzazione biologica) mentre la frutta tipicamente aveva un contenuto superiore di vitamina C. Ricordiamo perรฒ che non necessariamente queste differenze, statisticamente significative (cioรจ non dovute ad una normale variabilitร statistica casuale) sonoย biologicamente di qualche rilievo. In altre parole gli effetti potrebbero essere anche in questo caso comunque insignificanti. Nei vari casi i ricercatori analizzano la โtendenzaโ. Ad esempio lโanalisi degli zuccheri nei cereali nella maggioranza dei casi (il 47 per cento) il contenuto รจ uguale tra bio e convenzionale. Nelย 41 per cento dei casi sono maggiori nel bio mentre nel 12 per cento restante sono maggiori nel convenzionale. A parte il caso della vitamina C giร riportato, nella frutta gli altri parametri nutrizionali sono sostanzialmente equivalenti. Ad esempio nel 54% dei casi non sono riportate differenze nel contenuto di composti fenolici, nel 30% dei casi il bio ne aveva di piรน mentre nel 16% dei casi ne aveva di meno del convenzionale. Cโรจ anche da dire che limitando il numero di studi presi in considerazione per molti tipi di frutta รจ stato trovato un solo lavoro, e quindi le conclusioni sono robuste solo per mele, ciliegie, mirtilli, albicocche e fragole, dove sono stati trovati dai 3 agli 8 lavori per tipo di frutta. Se vi piacciono pere o pesche ad esempio non รจ stato preso in considerazione alcuno studio. Per i carotenoidi in 6 casi il bio era superiore al convenzionale, in 7 casi equivalente e in 5 casi inferiore al convenzionale. La capacitร antiossidante nel 55% รจ superiore nel bio, nel 40% equivalente e nel 5% superiore nel convenzionale. Quando siete al supermercato in quale caso ricadete? Non lo sapete. E come detto queste differenze possono derivare dalle diverse varietร prese in considerazione o dalla provenienza diversa e non dal tipo di coltivazione. Curiosamente, a differenza della frutta, nel caso degli ortaggi non si possono fare previsioni sulla vitamina C: a volte il contenuto รจ superiore nel bio ma un numero di volte equivalente invece รจ superiore nel convenzionale. Non vi รจ invece differenza di zuccheri contenuti nรฉ nellโaciditร nรฉ nel contenuto di minerali nรฉ nei composti fenolici nรฉ nella capacitร antiossidante. Insomma il quadro che emerge ricalca quello degli studi precedenti: le differenze maggiori derivano dalla varietร genetica utilizzata, dal clima, dallโannata, dal tipo di terreno, e solo secondariamente dal tipo di coltivazione (bio o convenzionale). E in un mare di equivalenze anche questo studio, come i precedenti, trova alcuni casi specifici dove qualche differenza esiste (la tabella di pagina 25 รจ illuminante). Leggetevi il rapporto (per altro non รจ una pubblicazione peer reviewed come invece le altre quindi ogni scienziato sa che si deve prendere cum grano salis) per vedere i risultati sul latte e altri alimenti, e fatevi la vostra idea. Io che la โqualitร nutrizionale ed organolettica delle produzioni biologiche รจ miglioreโ non lโho mica trovato scritto nel rapporto. E che โil biologico fa vivere di piรน e meglioโ? Cazzate! Fuori le prove o sono solo chiacchiere e distintivo. Veniamo al commiato. Vi confesso che sono sempre piรน a disagio nello scrivere qui dentro. Per via della โcompagniaโ che si รจ aggiunta nel tempo: ย complottisti dellโ11 settembre, antivaccinisti, โespertiโ di energia che sbagliano le unitร di misura, โespertiโ di nanoparticelle nelle merendine, teorici della decrescita, omeopati, teologi assaggiatori di vino che concionano di ogm invece di parlare di Barolo o Barbaresco e cosรฌ via. Io ci metto settimane o mesi a leggermi la letteratura scientifica originale e a scrivere un articolo, mentre a scrivere una cazzata con un copia e incolla ci si mette mezzโora. E dopo neanche un giorno il mio pezzo รจ svanito dalla home page, scivolato via nel mischione generale insieme a tanti altri con cui francamente non voglio essere associato. Non vale la pena fare tanta fatica. Per cui, come si dice solitamente in questi casi, ho deciso di โprendermi una pausa di riflessioneโ. Che temo sarร lunga. Se in altri campi dellโumano sapere รจ accettabile e anche auspicabile โfar sentire tutte le campaneโ, in campo scientifico รจ del tutto inaccettabile accostare due opinioni contrastanti indipendentemente dalla loro dignitร scientifica. Le opinioni nella scienza non valgono nulla se non sono supportate da dati solidi. Un biologo serio si rifiuta di parlare ad un convegno di creazionisti e un astronomo non legittima scientificamente con la sua presenta una riunione di astrologi. No grazie. Quindi per ora addio, e grazie per tutto il pesce.
Caro Dario, ho sempre pensato che in qualsiasi campo chi ha buoni argomenti ย (e tu ne hai) ha il dovere di farli valere.ย Ilfattoquotdiano.itย non รจ una rivista scientifica e sopratutto lo spazio dei blog รจ semplicemente uno spazio libero dove chiunque scrive si sottopone al giudizio dei lettori: sia esso uno scienziato, un filosofo, un politico o un leader religioso. Lo spazio dei blog non fa sentire tutte le campane, permette solo alle campane di suonare (se la loro musica non รจ diffamatoria o violenta).
un abbraccio Peter Gomez Prosegui la lettura su: Biologico, esperti e un commiatoIl Fatto Quotidiano ยป Biologico