Soia e colesanolo fanno “buon sangue”

Soia e colesanolo fanno “buon sangue”

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La natura, attraverso la fitoterapia ci mette a disposizione dei rimedi efficaci e privi di effetti collaterali per ridurre il tasso elevato di colesterolo e differenti a seconda dell’origine del problema.

Lino, soia e mais “correggono” gli errori alimentari

Se il colesterolo è aumentato dopo gli eccessi alimentari tipici della stagione invernale, è ottimo l’olio di lino: combatte il colesterolo e i trgliceridi, protegge le coronarie e fluidifica il sangue.

 Come fare: Mescola un litro di olio extravergine di oliva e ¼ di litro di olio di semi di lino biologico. Questa miscela può essere usata come condimento a crude per verdure, carni, cereali, con l’aggiunta di qualche goccia di limone.

 Posologia: Usa almeno 2 cucchiai al giorno di questa miscela. Puoi trovare in erboristeria anche l’olio di lino in perle: la dose è di 1-2 prima di colazione, pranzo e cena, per un mese.

 Se non gradisci il sapore dell’olio di lino, una buona alternativa è il mais, che è ricco di gamma orizanolo, una sostanza con una spiccata azione anti trigliceridi e anti colesterolo. Il mais può essere abbinato alla soia che, essendo ricca di isoflavoni, libera il sangue dall’eccesso di grassi. L’ideale sarebbe mangiare 2-3 volte alla settimana un’insalata di mais e germogli di soia, condita con un filo d’olio di riso.

 Colesanolo, il super spazzino delle arterie

Derivato dalla canna da zucchero, il colesanolo è un vero e proprio”spazzino” delle arterie: la sua azione di pulitura dei vasi arteriosi si associa alla proprietà di velocizzare la circolazione sanguigna e fluidificare il sangue. È un ottimo rimedio per le persone a rischio o già ammalate di arteriosclerosi.

 Posologia: se ne prendono due capsule al giorno per 1-2 mesi a seconda dei livelli di colesterolo evidenziate dagli esami del sangue.

 Per proteggere il cuore, usa la “caigua”

Una delle tipologie più difficili da curare è quella del colesterolo alto causato da una “autoproduzione” eccessiva da parte dell’organismo. In questo caso ricorri alla caigua, una pianta sudamericana che assomiglia a un peperone e che dà risultati davvero sorprendenti per la variabile “endogena” del problema. La sua assunzione è consigliata a chi soffre anche di disturbi cardiovascolari.

 Uso e dosi: 3 capsule al giorno prima dei pasti per almeno 3 mesi.

 La posologia dei rimedi suggeriti qui va comunque dosata a seconda dell’entità dello squilibrio: meglio concordarla con l’erboristeria di fiducia e col medico, è preferibile se sulla scorta di un esame del sangue.

Fonte:Tgcom24

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Se vuoi approfondire questo argomento segui il link: Soia e colesanolo fanno “buon sangue”

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