Le alghe in cucina

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Le alghe costituiscono un’ottima fonte di alimentazione poichè  tutti gli elementi di cui ha bisogno l’essere umano si trovano nelle alghe in quantità sufficiente a garantire una buona salute. Le popolazioni costiere di tutto il mondo hanno lunghe tradizioni culinarie a base di alghe e l’ambiente mediterraneo non fa eccezione, anche se il loro utilizzo è meno diffuso che in altre zone.

L’utilizzo alimentare delle alghe ha origini molto antiche, se ne hanno notizie sicure risalenti al 300 a C. Esse infatti hanno costituito fin dai tempi più remoti un elemento comune nella dieta di molti popoli, soprattutto Cinesi, Coreani e Giapponesi. Solo in tempi più recenti il loro utilizzo si è esteso anche ad altre aree geografiche: Europa, Nord America, Russia.

Le alghe più utilizzate sono quelle verdi ( Ulva lactuca, Codium ), quelle brune (Laminaria, Alaria ), quelle rosse (Chondrus, Gigartina ), quelle azzurre (Spirulina maxima ) e quelle blu-verdi ( Nostoc).

Il valore nutritivo delle alghe è dato dai loro componenti principali: carboidrati, proteine, grassi, micronutrienti (sali di sodio e di potassio,vitamine del gruppo B, betacarotene). Un ruolo importante è volto dai sali minerali e dalle vitamine. un consumo giornaliero di soli 100 grammi di alghe commestibili è sufficiente a sopperire al fabbisogno giornaliero di vitamina A, B2, B12 e C nonchè di sodio, potassio, calcio, ferro e magnesio.

Le alghe marine sono scientificamente riconosciute come un alimento dall’alto valore nutritivo: presentano un basso contenuto di calorie e di grassi, offrono un’alta concentrazione di minerali, vitamine e proteine, presentano molte fibre dietetiche, contengono un elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi.

Per introdurre le alghe nell’alimentazione non è necessario modificarla radicalmente, basta arricchire le pietanze tradizionali con un cucchiaino circa di alghe. Le varietà eduli sono vendute essiccate, pertanto prima di essere utilizzate vanno lavate e poi lasciate in ammollo per 5-10 minuti. Per Eliminare il “sapore di mare” che a qualcuno potrebbe risultare sgradevole, è sufficiente saltare alghe con una piccola quantità di acqua fino alla completa evaporazione di quest’ultima e poi aggiungerle a zuppe, sformati, minestre, piatti di legumi poco prima di completare la cottura.

Sperimentare le alghe in cucina è molto semplice. Quando si cuociono le leguminose, lenticchie, ceci, soia, piselli, mettere un pezzetto di alga nella pentola: renderà le pietanze più gustose, più digeribili e più tenere. Ogni piatto di pesce migliora nel gusto aggiungendo un pezzetto di alga wakame o di alga nori, che può servire anche da decorazione. Per iniziare è consigliabile l’alga arame, che a un sapore delicato, non spiccatamente marino e che si combina bene con tutte le verdure cotte e le insalate crude.

Paola Agnolucci

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