Gli antibiotici, ottimi alleati per la nostra salute, aiutano il corpo ad affrontare pericolose battaglie contro le tanto temute infezioni. Questa guida vuole condurvi alla scoperta del loro complesso e affascinante universo: nella prima parte, dopo aver definito e classificato i farmaci tradizionalmente impiegati, vengono trattati aspetti quali modalità d’uso, durata delle terapie, controindicazioni, effetti collaterali e regime alimentare da seguire per controllare i possibili disturbi indesiderati. Nella parte finale vengono, invece, presentati i cosiddetti antibiotici naturali che, laddove possibile, possono rappresentare una valida terapia alternativa.
Indice rapido
Il termine antibiotico, di derivazione greca, significa letteralmente ‘contro la vita’: la sostanza, prodotta da un microrganismo, viene infatti impiegata per ucciderne altri. La storia degli antibiotici affonda le proprie radici in un lontano passato e le principali tappe comprendono:
Gli anni successivi sono densi, fino ai giorni nostri, di scoperte vitali; tra queste si ricordano:
Gli antibiotici possono essere classificati in modi diversi, in base a:
Gli antibiotici devono essere assunti con attenzione;ci sono, difatti, innumerevoli segnalazioni di resistenza antibiotica. Il farmaco, secondo quanto stabilito dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), deve essere preso esclusivamente sotto prescrizione medica e il paziente deve attenersi scrupolosamente alla cura nei tempi e nei modi. Il trattamento si rende necessario quando:
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La terapia antibiotica si propone di debellare in modo definitivo l’infezione ed è, quindi, essenziale portare a termine il trattamento. La sua durata ottimale, nella maggior parte dei casi, non può essere stabilita a priori; vi sono infatti diversi fattori da tenere in considerazione e tra questi sono degni di nota la tipologia d’infezione da trattare, le pregresse condizioni cliniche del paziente e la risposta del suo organismo. Alcune terapie durano pochi giorni, mentre altre possono proseguire per diverse settimane. Molti pazienti tendono inoltre a interrompere il trattamento prima del dovuto; questo comportamento, spesso correlato alla sensazione di ritrovato benessere, è assai pericoloso. I batteri sopravvissuti possono, difatti, continuare a moltiplicarsi: l’infezione ricompare, il soggetto accusa nuovamente la relativa sintomatologia e sviluppa la cosiddetta farmacoresistenza.
Questa condizione si verifica quando i batteri, presenti nell’organismo del paziente, diventano resistenti all’antibiotico. Il farmaco diviene quindi impotente e non riesce a debellare l’agente patogeno o inibirne la crescita. Si definiscono, generalmente, due diversi tipi di resistenza:
La resistenza indotta è, nella maggior parte dei casi, frutto di errati comportamenti da parte del soggetto e/o del medico, come l’impiego del farmaco quando non strettamente necessario, o una prescrizione scorretta, quando la molecola utilizzata non è indicata per l’infezione in corso. Anche un’errata modalità d’uso è causa di farmacoresistenza, quando il soggetto non segue la terapia prescritta e assume dosaggi diversi da quelli indicati o interrompe il trattamento ante tempo.
L’assunzione di antibiotici è del tutto inutile in caso di patologie sostenute da virus, miceti e protozoi. L’eventuale trattamento non può, quindi, dirsi risolutivo in caso di tradizionali malanni di stagione quali raffreddore e influenza: il farmaco non abbassa difatti la temperatura corporea e non riduce la sintomatologia correlata. L’uso dell’antibiotico è perciò necessario, solo ed esclusivamente, in caso di insorgenza di complicanze di origine batterica. Le donne in stato interessante devono, invece, prestare particolare attenzione ad antibiotici ad azione non selettiva, mentre per i soggetti cardiopatici (sindrome Q-T) non è indicata l’assunzione di fluorochinoloni in virtù dei possibili effetti cardiotossici.
Ciascun tipo di antibiotico può presentare controindicazioni diverse; i principali fattori da considerarsi prima di intraprendere la terapia comprendono:
Gli antibiotici, usati per sconfiggere affezioni dovute a batteri patogeni, possono dare origine a diversi effetti collaterali. I più comuni comprendono reazioni allergiche, disturbi all’apparato gastrointestinale, candidosi, fotosensibilità e acufeni.
Si segnalano, altre sì, alterazioni della frequenza cardiaca, disturbi muscolari e bocca secca.
Gli antibiotici irritano frequentemente stomaco, intestino e relativa mucosa; è quindi fondamentale seguire, in corso di trattamento, una dieta mirata. Forniscono un valido aiuto alimenti quali:
Gli antibiotici naturali rappresentano, in molti casi, una valida alternativa alle terapie tradizionali. Tra questi, i principali sono:
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Gli antibiotici, alla luce di quanto detto, possono essere considerati un vero e proprio patrimonio per la salute della popolazione mondiale. Il loro impiego non deve, però, essere sottovalutato: assunzioni scorrette indeboliscono il sistema immunitario e sono responsabili dello sviluppo della cosiddetta farmacoresistenza. I prodotti di origine naturale sono quindi, laddove possibile, una valida alternativa al trattamento tradizionale perché rafforzano le difese del corpo umano e sono estremamente efficaci contro batteri, virus e funghi.
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