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ECOGRAFIA DEL NODULO TIROIDEO
ECOGRAFIA DEL NODULO TIROIDEO
Autore: Dott. Andrioli Massimiliano
INTRODUZIONE
Il nodulo tiroideo รจ indubbiamente una delle patologie tiroidee piรน frequenti. Il riscontro di noduli tiroidei, spesso casuale, รจ in continuo aumento in conseguenza della sempre maggior diffusione della metodica ecografica. La loro prevalenza รจ stimata fino al 60% della popolazione generale.
A seconda del numero di lesioni nodulari e delle dimensioni della ghiandola tiroidea, รจ pertanto possibile definire i seguenti quadri ecografici: nodulo tiroideo singolo, tiroide multinodulare (piรน noduli in una ghiandola di volume normale) o struma/gozzo multinodulare (piรน noduli in ghiandola di volume complessivamente aumentato).
Nella maggior parte dei casi la tiroide con noduli conserva una normale funzione (gozzo normofunzionante) ma in alcuni casi puรฒ funzionare eccessivamente (gozzo iperfunzionante o tossico).
Ai pazienti che scoprono di avere noduli tiroidei, piรน frequentemente di sesso femminile, e solitamente asintomatici, si suggerisce primariamente di stabilirne: la natura, la funzione ed eventuali effetti meccanici sulle strutture del collo.
Pertanto, la diagnosi completa del nodulo tiroideo prevede la valutazione clinica, lโesecuzione di esami di laboratorio, lโecografia del collo ed in alcuni casi selezionati dellโagoaspirato e/o della scintigrafia.
La valutazione clinica viene effettuata dal medico specialista endocrinologo e consente la valutazione delle dimensioni, della forma, della consistenza e della mobilitร della tiroide e dei suoi noduli.
Gli esami di laboratorio, dosaggio del TSH, se necessario degli ormoni tiroidei (FT3 e FT4), invece, consentono di stabilire la funzionalitร della tiroide. A questi, solitamente si aggiunge il dosaggio della calcitonina.
Nella diagnostica del nodulo tiroideo lโecografia tiroidea ha un ruolo fondamentale. Trattasi di una metodica semplice, non invasiva che, eseguita da un medico esperto di patologia tiroidea, meglio se endocrinologo, permette non solo di evidenziare e misurare i noduli tiroidei in modo preciso ma anche di individuare quelli maggiormente sospetti per tumore anche grazie allโausilio di una nuova metodica ecografica chiamata elastografia. Lโesecuzione da parte di uno specialista esperto e dedicato alla patologia tiroidea consente indubbiamente di ottenere esami ecografici meglio rappresentativi ed piรน diagnostici.
Tuttavia, va ricordato che per una certezza diagnostica, lโunico esame in grado di effettuare una diagnosi differenziale tra noduli benigni e maligni รจ lโagoaspirato tiroideo.
Una volta esclusa la possibilitร che un nodulo sia un tumore tiroideo, le opzioni terapeutiche attualmente disponibili sono rappresentate dalla terapia soppressiva con levotiroxina, dalla chirurgia e dalla terapia radiometabolica a cui si รจ recentemente aggiunta anche la termoablazione (laser o radiofrequenze).ASPETTI ECOGRAFICI DEL NODULO TIROIDEO
Il nodulo tiroideo รจ definito come una lesione discreta allโinterno della ghiandola tiroidea, ecograficamente distinguibile dal parenchima tiroideo circostante. Il nodulo si differenzia dallโarea pseudonodulare per essere sempre chiaramente distinguibile sia nei piani trasversali che longitudinali. In alcuni casi, tuttavia, tale distinzione puรฒ non essere cosรฌ semplice.
Lโesame ecografico dei noduli tiroidei dovrebbe sempre documentarne: posizione, rapporti con la capsula e numero. Inoltre, per ciascuna lesione dovrebbero esser sempre descritte le seguenti caratteristiche ecografiche: forma, contenuto interno, ecogenicitร , ecostruttura, presenza di calcificazioni, margini, vascolarizzazione e dimensione.Posizione
Di un nodulo รจ consigliabile descrivere sempre la sua posizione esatta nel parenchima tiroideo (lobo destro, lobo sinistro, istmo), rispettivamente nel terzo superiore, terzo medio, terzo inferiore. Raramente, noduli possono esser situati nel lobo piramidale ed ancora piรน raramente in sede ectopica mediana. In caso di vicinanza con la capsula tiroidea รจ sempre consigliabile descriverne rapporti e relazioni.
La localizzazione di una lesione tiroidea non ha alcuna rilevanza nella diagnosi differenziale del tumore tiroideo ma รจ molto utile, invece, nellโidentificazione e nel follow-up del nodulo.Rapporti con la capsula tiroidea
Va sempre valutato se il nodulo deforma, infiltra o supera la capsula tiroidea invadendo i tessuti adiacenti.
Nel caso della deformazione, la capsula tiroidea รจ solo dislocata dalla lesione nodulare senza che la sua caratteristica iperecogenicitร appaia interrotta.
Lโinfiltrazione della capsula, invece, รจ fortemente sospetta se รจ visibile una chiara interruzione dellโiperecogenicitร capsulare a livello della lesione. Tale reperto รจ solitamente molto sospetto per malignitร anche se non equivale necessariamente ad unโinvasione delle strutture circostanti.
Lโinvasione dei tessuti adiacenti, infine, si osserva piรน frequentemente nel caso di tumori particolarmente invasivi (carcinoma anaplastico, linfomi tiroidei o metastasi intratiroidee, carcinoma tiroideo differenziato avanzato).Numero
Eโ oramai dimostrato che il rischio di malignitร nel nodulo tiroideo singolo รจ paragonabile a quello nello struma multinodulare. Eโ pertanto sempre consigliabile unโanalitica descrizione di tutte le formazioni nodulari presenti.Forma
In base alla morfologia, un nodulo tiroideo puรฒ essere classificato come: ovalare/ovoidale (diametro antero-posteriore inferiore al diametro trasversale), rotondo (diametro antero-posteriore uguale al diametro trasversale), taller-than-wide (diametro antero-posteriore maggiore del diametro trasversale) o irregolare (morfologia differente dalle precedenti).
La morfologia ovalare/rotonda รจ frequentemente riportata nelle lesioni benigne ma non esclude la presenza di malignitร . Lโaspetto taller-than-wide, invece, รจ molto sospetto per patologia neoplastica. Anche la morfologia irregolare, infine, รจ piรน frequentemente riscontrabile nei noduli maligni, seppur non in modo esclusivo.Contenuto interno
La natura del contenuto interno di un nodulo tiroideo รจ solitamente facilmente determinabile con lโecografia. Su questa base, un nodulo tiroideo puรฒ essere definito: solido (contenuto liquido minore del 10% del volume nodulo), misto prevalentemente solido (porzione liquida compresa fra il 10% ed il 50% del volume nodulare), misto prevalentemente liquido (parte liquida compresa fra il 50% ed il 90% del volume del nodulo), cistico (parte liquida superiore al 90% del volume nodulare), spongiforme (piรน della metร della lesione caratterizzata dallโaggregazione di piรน micro-aree liquide (< 5 mm) intervallate e separate da sottili setti di tessuto solido).
I noduli misti sono chiamati anche noduli complessi. I noduli cistici possono essere ulteriormente suddivisi in: cisti pure/semplici (priva di setti interni) o cisti concamerate (con uno o piรน setti interni). Talvolta, nella componente fluida รจ possibile osservare numerosi deboli spots iperecogeni con moto browniano, che costituiscono il quadro ecografico a โtempesta di neve (snow falls)โ.Ecogenicitร
Lโecogenicitร di una lesione tiroidea viene definita dal confronto della sua componente solida con il parenchima tiroideo. Su queste basi nodulo tiroideo ogniย puรฒ essere definito: marcatamente ipoecogeno (ipoecogena rispetto ai muscoli adiacenti), ipoecogeno (ipoecogena rispetto al parenchima tiroideo), isoecogeno (stessa ecogenicitร del parenchima tiroideo), iperecogeno (piรน ecogena del parenchima tiroideo), anecogeno (completamente transonica come avviene nelle cisti a contenuto fluido).Ecostruttura
In base allโecostruttura i noduli tiroidei possono essere definiti: omogenei, finemente disomogenei, marcatamente disomogenei.Calcificazioni
Le calcificazioni tiroidee appaiono ecograficamente come foci iperecogeni, con o senza ombra posteriore, e possono essere sia sparse nel parenchima tiroideo (calcificazioni parenchimali) che allโinterno di noduli, benigni e maligni (calcificazioni intranodulari). Si distinguono: microcalcificazioni, macrocalcificazioni e calcificazioni periferiche ad anello (a โguscio dโuovoโ) complete o incomplete.
Le microcalcificazioni sono piccoli spots iperecogeni puntiformi (diametro inferiore a 1 mm) privi di ombra acustica posteriore. Le microcalcificazioni sono frequenti nei grossi tumori papillari ma possono mancare del tutto nei tumori papillari di piccole dimensioni e sono descritte anche nei noduli benigni.
Le macrocalcificazioni, invece, sono piรน grandi (diametro superiore a 1 mm), grossolane (coarse) e spesso associate ad ombra acustica posteriore. Queste si possono riscontrare sia nei noduli benigni di โvecchia dataโ andati incontro a degenerazione sia nei tumori tiroidei.
Le calcificazioni periferiche ad anello, infine, circondano il nodulo (ring o egg shell) e possono essere complete od incomplete.Margini
I margini nodulari possono essere: ben definiti/netti (con chiara demarcazione dal tessuto tiroideo circostante) o mal definiti/sfumati (assenza di chiara demarcazione dal parenchima tiroideo adiacente), regolari (contorni uniformi) o irregolari (contorni eterogenei). Questโultimi, a loro volta, possono essere ulteriormente definiti come: margini irregolari acuminati (presenza di una o piรน punte/spigoli sulla superficie dei margini) o margini irregolari lobulati (presenza di uno o piรน convessitร sulla sua superficie).
I noduli maligni presentano piรน frequentemente margini sfumati e/o irregolari. Tuttavia, questa tipologia di margini รจ stata descritta occasionalmente in noduli benigni o nel contesto di una tiroidite.
Lโorletto periferico (halo sign) รจ un segno ecografico costituito da un anello ipo-anecogeno che circonda il nodulo. Lโorletto puรฒ essere: completo o incompleto ed in base al suo spessore in: sottile regolare e spesso irregolare.Vascolarizzazione
Il flusso vascolare di una lesione tiroidea รจ valutabile sia con il colorDoppler che con il powerDoppler. Il powerDoppler, in virtรน della sua maggior capacitร di valutare il flusso nei piccoli vasi, รจ la metodica piรน adatta alla valutazione della vascolarizzazione dei noduli tiroidei. La vascolarizzazione di una lesione, pertanto, potrร essere: assente (nessun o scarso flusso ematico), perinodulare (vascolarizzazione nella periferia del nodulo) ulteriormente suddivisa in: completa o parziale, intranodulare (vascolarizzazione allโinterno del nodulo), peri-intranodulare (flusso in periferia ed allโinterno del nodulo). Gli ultimi due tipi di vascolarizzazione, intranodulare e peri-intranodulare) possono essere ulteriormente descritti come: moderata (flusso ematico moderatamente accennato) o incrementata (flusso ematico intenso).
La valutazione del flusso ematico di un nodulo trova indicazione soprattutto nello studio del contenuto interno di un nodulo mentre ha un ruolo non sempre primario nella diagnosi differenziale del tumore tiroideo.Dimensioni
Ciascuna lesione andrebbe sempre misurata nei suoi tre diametri: antero-posteriore, trasversale e longitudinale.
Il rischio di malignitร non cambia con la dimensione del nodulo. Pertanto la misurazione dei diametri รจ utile esclusivamente nel valutare un eventuale incremento dimensionale e mai nella distinzione tra lesioni maligne e benigne. Lโincremento dimensionale di un nodulo รจ definito come un aumento del 20% di un suo diametro (con un aumento minimo di 2 mm in due diametri) od un aumento del 50% del suo volume.
Sebbene sia opinione comune che le lesioni neoplastiche crescano piรน frequentemente di quelle benigne, va tenuto presente che anche la maggior parte dei noduli tiroidei benigni puรฒ crescere nel tempo. Pertanto, un nodulo in incremento dimensionale, specie se lento e progressivo, non deve essere necessariamente considerato maggiormente sospetto per tumore. Viceversa, un tumore tiroideo differenziato puรฒ presentare dimensioni stabili nel tempo anche per anni. Un accrescimento dimensionale particolarmente rapido, non dovuto ad un aumento della componente liquida, deve sempre far sorgere il sospetto di una neoplasia con andamento particolarmente aggressivo (carcinoma midollare, anaplastico o linfoma tiroideo).Bibliografia
1. Andrioli M. Manuale di ecografia tiroidea. Un approccio specialistico. Griffin Editore. 2014
2. Andrioli M, Carzaniga C, Persani L. Standardized Ultrasound Report for Thyroid Nodules: the Endocrinologistโs viewpoint. European Thyroid Journal. 2013;2:37-48.
3. Andrioli M, Attard M, Valcavi R. Ecografia ed eco-doppler. Diagnostica in Endocrinologia Clinica. Manuale per la valutazione e lโinquadramento delle patologie della tiroide. Capitolo libro AME, 2011
Dott. Massimiliano AndrioliSpecialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio
Endocrinologia, Istituto Auxologico Italiano, Milano
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A seconda del numero di lesioni nodulari e delle dimensioni della ghiandola tiroidea, è pertanto possibile definire i seguenti quadri ecografici: nodulo tiroideo singolo, tiroide multinodulare (più noduli in una ghiandola di …
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