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L’efficacia dei test di ovulazione per identificare i giorni fertili

Periodo fertile e test ovulatori, quali sono i giorni fertili?

Quando si è alla ricerca di una gravidanza identificare i giorni fertili è fondamentale, soprattutto perché sono pochi. Di fatto il periodo fertile coincide con il momento dell’ovulazione, che si verifica quando l’ovocita viene espulso dall’ovaio e si muove attraverso le tube di Falloppio per raggiungere l’utero. È proprio durante il passaggio nelle tube che l’ovulo può essere fecondato. Questa fase dura solitamente tra le 24 e le 48 ore.

I test di ovulazione

I test di ovulazione sono il metodo più efficace e semplice per identificare i giorni fertili. L’aspetto degli stick è molto simile a quelli di gravidanza e funzionano pressoché allo stesso modo, perché rilevano la presenza di un ormone nell’urina. Si tratta dell’ormone LH, che raggiunge il suo picco massimo il giorno che precede l’ovulazione. Ci sono poi altri test, i famosi “Persona”, che percepiscono sia la presenza dell’ormone LH che di estradiolo.

Ormone LH ed estradiolo: cosa sono e a cosa servono

L’ormone LH è prodotto dall’ipofisi ed è il responsabile dell’ovulazione e della trasformazione del follicolo in corpo luteo, una ghiandola endocrina temporanea che sarà necessaria se si verificherà la fecondazione della cellula uovo. L’estradiolo è, invece, il più importante ormone estrogeno. È proprio l’estradiolo prodotto dal follicolo preovulatorio che stimola la produzione dell’ormone LH.

I test Persona

Gli stick Persona sono molto affidabili perché oltre a misurare i livelli dell’ormone LH, rilevano anche quelli di estradiolo. Nel quadrante dello stick appariranno quindi due linee, una per l’ormone LH e l’altra per l’estradiolo. Quando l’ormone LH aumenta, la linea corrispondente è più marcata. Quando il livello di estrogeni è più alto, la linea dell’estradiolo si schiarisce o scompare. Conseguentemente, un risultato in cui la linea dell’ormone LH è marcata e quella dell’estradiolo è sbiadita, sta a significare un’ovulazione imminente.

 

Perché preferire i test ovulatori ai metodi tradizionali

 

I limiti dei metodi tradizionali

Prima dei test ovulatori per identificare i giorni fertili erano utilizzati alcuni metodi, adottati anche attualmente, che però non garantiscono un sufficiente grado di affidabilità perché mancano di precisione e sono soggetti a diverse variabili:

  • il metodo Billings si basa sulla valutazione del muco cervicale, che nel periodo dell’ovulazione è abbondante, elastico e fluido, con un aspetto simile all’albume d’uovo. Questa tecnica di d’identificazione non è affatto precisa perché la produzione di muco può essere influenzata da numerosi fattori, come stress, infezioni o farmaci.
  • Il metodo di Ogino-Knauss consiste nel conteggio dei giorni del ciclo mestruale: partendo dalla data presunta delle future mestruazioni si sottraggono 14 giorni. Il risultato corrisponde all’ipotetica ovulazione, ma è evidente che tale teoria manca di precisione.
  • La tecnica della temperatura basale prevede la misurazione quotidiana della temperatura (vaginale o rettale) ogni mattina, sempre alla stessa ora e prima di alzarsi dal letto. Anche questa metodologia non è sicura perché per un risultato alterato è sufficiente essersi coricate più tardi, essersi alzate durante la notte o aver consumo alcuni cibi o alcolici.

I vantaggi dei test ovulatori

A differenza dei metodi adottati in passato, i test ovulatori sono molto efficaci perché si basano su dati scientifici in quanto rilevano la presenza dell’ormone LH ed eventualmente dell’estradiolo. Inoltre, sono, molto semplici da usare. Capire quando iniziare a fare i test ovulatori è semplice, basta tenere conto della durata del proprio ciclo mestruale. Se, per esempio, il ciclo dura 28 giorni, è consigliabile effettuare il primo test verso il 12° giorno. Basta posizionare la punta dello stick sotto il getto d’urina e attendere un paio di minuti per avere il risultato. È importante tenere presente che l’ormone LH aumenta sempre di più a partire dalle 36 ore precedenti all’ovulazione e che il picco massimo è dopo circa 17 ore. Considerato che gli ormoni vengono rilevati nell’urina dopo qualche ora, è consigliabile non aspettare il picco di LH per avere rapporti, ma iniziare ad averne quando la linea dell’estradiolo inizia a perdere intensità.

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