Uno dei trattamenti estetici più efficaci nei confronti della cellulite è la carbossiterapia, una tecnica che ha il pregio di garantire effetti che durano a lungo nel tempo e che si basa su una sostanza che tutti noi conosciamo: l’anidride carbonica. I vantaggi offerti dal ricorso all’anidride carbonica sono molteplici: essa è naturale, anallergica e non tossica. Il nostro stesso corpo produce l’anidride carbonica in virtù del metabolismo cellulare: poi, con la respirazione, la eliminiamo. La carbossiterapia sfrutta l’anidride carbonica per incentivare il microcircolo dei glutei, delle cosce e delle gambe: in questo modo, si previene la ricomparsa della cellulite e si usufruisce di una gestione più facile del pannicolo adiposo.

Come funziona la carbossiterapia

Se si è alla ricerca di una figura professionale esperta in carbossiterapia è sufficiente recarsi sul sito www.mariarosariaserra.it. Ma come funziona questa tecnica? Tutto dipende da un ago estremamente sottile, attraverso il quale l’anidride carbonica viene inserita nel sottocutaneo dei glutei, delle cosce e delle gambe. Il metodo è in grado di contrastare la cellulite perché va ad agire sulla circolazione del sangue: la velocità del flusso dei vasi sanguigni viene aumentata, e di conseguenza i capillari si aprono. Così, i tessuti vengono ossigenati in misura superiore alla norma, e smaltire le scorie diventa più semplice. Insomma, i gonfiori spariscono.

Che cosa succede al corpo umano in seguito all’esecuzione di una seduta di carbossi? Una similitudine ci può aiutare a capirlo: è come se si aprissero all’improvviso tante piccole dighe – migliaia e migliaia – che di solito impediscono il circolo o comunque lo rallentano. Ecco che tutte le tossine e tutti i liquidi che erano accumulati nei tessuti si liberano e vengono immessi nel circolo del sangue, per poi essere espulsi dagli organi emuntori.

Quando ricorrere alla carbossiterapia?

Se è vero che la cellulite si presenta come una nemica da sconfiggere soprattutto quando ci si avvicina al momento della prova costume e al periodo in cui si deve andare in spiaggia, è altrettanto vero che non bisogna aspettare l’avvicinarsi della stagione estiva per ricorrere alla carbossiterapia: come il suo stesso nome lascia intuire, infatti, non si sta parlando di un normale trattamento estetico, ma di una vera e propria terapia. Insomma, usarla all’ultimo minuto per sperare di dire addio alla pelle a buccia d’arancia in un batter di ciglia ha poco senso, se non altro perché un approccio di questo tipo impedisce di sfruttare tutte le potenzialità della tecnica in questione.

Il motivo è facile da spiegare: è soprattutto nel corso della stagione fredda che nel nostro corpo si accumula il grasso. Le ragioni sono tante: si mangiano cibi più unti e grassi, mentre le condizioni meteo non inducono a svolgere attività fisica e il metabolismo lipidico viene rallentato dalla scarsità di luce. Si parla di grassi non a caso: la carbossiterapia, infatti, è funzionale anche a questo livello, in quanto ha la capacità di riattivare il metabolismo delle cellule e fa in modo che entrino in azione gli enzimi che sono responsabili dello scioglimento dei pannicoli adiposi e del loro successivo riassorbimento. 

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