D-chiro inositolo per la fertilità solo nel giusto tempo e quantità

Nel corso dei decenni, gli studi sul tema si sono moltiplicati, prefigurando nuovi approcci terapeutici al trattamento della PCOS – la sindrome dell’ovaio policistico – e non solo. Cosa è emerso dalle ricerche sull’inositolo? Il nesso esistente tra fertilità e inositoli è, a ben vedere, il risultato di un’interazione complessa che ha ampie ricadute non solo sul sistema riproduttivo, ma anche a livello endocrino e metabolico. La scoperta dell’eccesso di d-chiro-inositolo a livello ovarico in donne PCOS – sindrome dell’ovaio policistico, nota come il paradosso del d-chiro nell’ovaio, o “paradosso ovarico”, spiega i risultati contradditori documentati dagli studi derivanti da somministrazioni elevate di d-chiro per un lungo periodo in donne PCOS. Esiste forse una relazione dose e tempo dipendente del d-chiro? È quello che stanno indagando nuove ricerche a partire da ruolo del d-chiro inositolo nell’espressione dell’aromatasi, enzima deputato alla conversione degli androgeni in estrogeni.  

Cos’è il d-chiro inositolo

Cerchiamo di capire cos’è il d chiro inositolo e che tipo di funzioni svolge nell’organismo. Dal punto di vista chimico, il D-chiro rientra tra le forme che può assumere l’inositolo, un composto che si ritrova anche in diversi alimenti di origine vegetale. La forma più diffusa è il cosiddetto myo inositolo, una pseudovitamina del gruppo B. Il D-chiro inostilo è, a ben vedere, un “prodotto” del myo inositolo e nell’organismo viene sintetizzato a opera dell’epimerasi, un enzima stimolato dall’insulina. Il rapporto “fisiologico” tra i due stereoisomeri è definito “tessuto-specifico”: varia, cioè, in base al tipo di tessuto. Nel fluido follicolare, nello specifico, il rapporto fisiologico tra myo e d-chiro inositolo è di 100:1 se consideriamo le donne sane: il discorso cambia nel caso delle donne con ovaio policistico. Perché?  

D-chiro e myo inositolo: funzioni

Oltre a presentarsi in quantità diverse, myo inositolo e d-chiro inositolo svolgono funzioni specifiche, pur condividendo il fatto di essere “secondi messaggeri dell’insulina”. Il myo inositolo agisce da mediatore dell’assorbimento del glucosio, oltre che del segnale dell’FSH, ovvero dell’ormone follicolo stimolante. Il d-chiro favorisce lo storage del glicogeno e influisce sulla sintesi degli androgeni. Un’altra differenza, come già accennato, riguarda la rispettiva proporzione: il myo-inositolo è molto più diffuso in natura, così come nei tessuti del nostro organismo. Se tale rapporto fisiologico subisce un’alterazione – come avviene in presenza della sindrome PCOS – è possibile intervenire con una somministrazione combinata delle molecole. Numerosi studi clinici hanno evidenziato che la proporzione utile per contrastare i sintomi dell’ovaio policistico è il rapporto 40:1, lo stesso presente nel sangue. Questo tipo di dosaggio consentire di trattare in sicurezza – senza ricadute sulla funzionalità ovarica – le irregolarità del ciclo e gli scompensi legati al tasso di ovulazione e alla sua qualità. Contribuendo, al tempo stesso, a contrastare l’insulino-resistenza, a diminuire la quantità di testosterone libero e a contrastare la carenza di SHBG (la globulina legante estrogeni-testosterone) che si manifesta con l’eccesso di androgeni, gli ormoni sessuali maschili.  

Applicazioni terapeutiche degli inositoli

Oltre a offrire un’alternativa terapeutica al trattamento della PCOS, gli inositoli hanno rivelato altri benefici sull’organismo ma con importanti differenze tra myo e d-chiro inositolo. Secondo diverse ricerche, quest’ultimo infatti, ha dimostrato di agire attraverso due meccanismi differenti. Da una parte, sotto il profilo metabolico, il d-chiro inositolo migliora il signaling dell’insulina, contribuendo al ripristino dei livelli fisiologici di insulina nei soggetti insulino-resistenti. D’altro canto, a livello cellulare, il d-chiro inositolo modula negativamente l’espressione dell’enzima aromatasi, deputato alla conversione di androgeni in estrogeni. Per questo si stanno indagando i livelli ottimali di integrazione di d-chiro inositolo per differenti applicazioni cliniche sia in termini di quantità che di tempo di utilizzo. Il myo inositolo, invece, oltre ai benefici nella PCOS sembrerebbe giocare un ruolo importante anche nell’equilibrio del sistema nervoso e nel contrasto ai disturbi ansiosi, aumentando la sensibilità del recettore della serotonina. Infine, numerosi studi su questa molecola hanno evidenziato i possibili benefici legati alla prevenzione del diabete e degli squilibri metabolici.

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