L’idea, ammettiamolo, non è esattamente una novità: ad esempio almeno dagli anni Settanta abbondano le storie con protagonista Paperon de’ Paperoni, il tirchio multimiliardario Disney, che costringe il nipote Paperino a pedalare su un’apposita cyclette a dinamo per produrre preziosa energia. Adesso un altro multimiliardario, questa volta reale, ripropone questo ingegnoso sistema, per fortuna con un rapporto fatica/risultato un po’ più conveniente: basterebbe infatti un’ora per produrre l’energia sufficiente per un’intera giornata.
Manoj Bhargava (con un patrimonio personale di 4 miliardi di dollari forse il più ricco imprenditore di origine indiana negli Stati Uniti) è il creatore di una bevanda energetica di quelle che vanno per la maggiore oltreoceano, 5-hour Energy. Ora, l’obiettivo di Bhargava è quello di utilizzare parte della sua fortuna per una fonte di energia sostenibile destinata proprio al suo paese natale, attraverso un metodo più particolare di quelli standard come il solare o l’eolico (sul comparatore di SosTariffe.it si possono trovare i migliori fornitori energia elettrica che usano solo fonti rinnovabili).
Non è la prima volta che il miliardario si cimenta in soluzioni “green”, come la ricerca di sistemi di desalinizzazione avanzati per creare riserve d’acqua potabile e anche una speciale fibra di grafene per sviluppare energia geotermica. Ma il progetto più a buon punto è certamente “Free Electric” che negli ultimi giorni ha suscitato più scalpore.
L’idea è quella di distribuire a prezzo di costo 10.000 cyclette speciali nei villaggi e nella città indiane; ognuno di questi apparecchi è dotato di una batteria in grado di custodire l’energia creata dalla pedalata tramite un generatore a turbina. L’iniziativa dovrebbe partire con la distribuzione di 50 cyclette in alcuni piccoli villaggi della regione di Uttarakhand, nell’India settentrionale.
Secondo Bhargava, il prezzo di ciascuna cyclette, grazie a innovativi processi di fabbricazione, dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 dollari, e i dispositivi verranno prodotti in India. Il design sarà molto semplice, per permettere a chiunque di effettuare la manutenzione necessaria e di intervenire in caso di guasti.
Le critiche al progetto sono arrivate da chi sostiene che le persone in situazioni di povertà non accettano soluzioni off-the-grid, preferendo invece l’accesso alla rete elettrica tradizionale come tutti. Free Electric, però, potrebbe cominciare a ridurre il gap.
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