È comunemente conosciuto con la sigla europea E330, quella del correttore di acidità: l’acido citrico è un composto presente in tutti gli organismi viventi che partecipa ai processi metabolici delle varie cellule del corpo. Lo si trova in altissime quantità negli agrumi, nelle fragole e nei kiwi; a livello industriale è sintetizzato dalla melassa grazie alle spore di un fungo, l’Aspergillus niger. La sua funzione principale è quella di antiossidante: aiuta a proteggere dai radicali liberi che si formano dalla ossidazione delle molecole a contatto con l’ossigeno. Al di là dei principi di conservazione dei cibi (è spesso utilizzato anche per far “brillare” le verdure congelate, oppure in alcune preparazioni culinarie per preservarne l’aspetto), l’acido citrico, che si trova in polvere e granelli simili al classico sale da cucina, è anche un valido alleato per le pulizie di casa: va acquistato bei suoi barattoli recanti la dicitura “acido citrico anidro puro”, da conservare chiuso ermeticamente e al riparo dalla luce. Ecco come si usa e quali sono le dosi giuste per ogni preparato fai-da-te:
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