I lassativi sono sostanze ormai di comune impiego, che aiutano l’intestino a risolvere episodi di stipsi o stitichezza che non si risolvono in maniera spontanea. Ma sotto questa ampia “etichetta” vengono raggruppate moltissime tipologie di sostanze e principi attivi differenti: in questo contributo spiegheremo quanti tipi di lassativi esistono, come sono classificati, a cosa serve il lattulosio o il mannitolo e il ruolo delle fibre vegetali.
Indice rapido
Le sostanze lassative accompagnano l’umanità fin dalle sue prime espressioni, e da tempi lontanissimi aiutano l’intestino nell’espletare le sue naturali esigenze. Sostanze dal potere lassativo, comunemente diffuse in natura, erano utilizzate fin dall’antichità per porre rimedio alla stitichezza, ma anche come veri e propri purganti, per curare avvelenamenti (involontari o non) e altre particolari tipologie. Oggi i lassativi più comuni possono essere facilmente reperiti in farmacia, in erboristeria e nei grandi supermercati, anche senza necessità di ricetta o prescrizione medica. Questo non toglie che il loro utilizzo debba essere sempre suggerito da uno specialista: specialmente nei casi di stitichezza cronica o di vere e proprie disfunzioni dell’apparato gastro-intestinale, è altamente sconsigliato assumere lassativi senza consulto medico. Episodi di stipsi, specie se prolungati, possono infatti essere indice di problemi più gravi, e un consumo prolungato di farmaci o sostanze lassative può occultare sintomi e manifestazioni di tali problemi. L’uso prolungato di lassativi è inoltre unanimemente sconsigliato, perché induce lesioni della innervazione presente sulle pareti dell’intestino, provocando l’alterazione della normale attività motoria viscerale. Inoltre, sarà proprio il consiglio di un medico specialista a indirizzare chi soffre di disturbi intestinale nella scelta della tipologia di lassativo – tra quelle riconosciute dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), sul cui sito è possibile consultare i foglietti illustrativi di ciascun medicinale in commercio e fare una ricerca per principio attivo – più congeniale alle caratteristiche psicofisiche del paziente: ogni organismo è diverso dall’altro e ha particolari esigenze che solo un medico sa riconoscere, dopo un’accurata visita.
I lassativi vengono comunemente suddivisi in classi; in ciascuna classe si possono trovare differenti tipologie di lassativo, caratterizzate dall’uso di un principio attivo differente.
Oltre alla raccomandazione di seguire sempre durante l’assunzione di lassativi, il consiglio di uno specialista, è bene ricordare che l’azione di tale sostanze deve sempre essere bilanciata da una appropriata dose di acqua per contrastare l’inevitabile disidratazione. In alcuni casi, inoltre, può essere utile ripristinare il naturale equilibrio intestinale con l’aiuto di integratori, probiotici e fermenti lattici: anche in questo caso sarà bene scegliere il prodotto che più si addice alle proprie particolari esigenze.
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