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Allattamento: le posizioni da conoscere

Spesso ci si ritrova le prime ora dopo il parto con un bimbo attaccato al seno senza avere la più pallida idea di come gestire la situazione. Molte volte tutto va bene e nel giro di pochi giorni si avvia un allattamento perfetto, l’istinto, la natura, la casualità, lavorano per noi ma molto più spesso dopo le prime poppate iniziano le vere difficoltà. Il bimbo non si attacca come si deve, la mamma non sa cosa sia un buon attacco e i capezzoli cominciano a spaccarsi dando origine a dolorose e spesso sanguinanti ragadi. Inizia una fase complicatissima in cui la mamma ancora in recupero deve affrontare poppate stringendo i denti e con le lacrime agli occhi per il dolore. Spesso la fragilità di quel momento porta la neo mamma ad abbandonare l’impresa e ad utilizzare il latte artificiale. In realtà le soluzioni sono tante ma la prima fra tutte è controllare l’attacco corretto, ossia che il bambino apra bene la bocca (quasi a sbadiglio) in modo da afferrare tutta l’areola e non solo il capezzolo. In caso di ragadi o indolenzimento è importante variare le posizioni in modo da sollecitare diversi punti e alleviare il dolore.

Le posizioni da conoscere sono:

1- la classica o a culla, la più diffusa, ossia la mamma seduta, con la testa del bimbo poggiata sull’avambraccio e con la pancia del neonato che preme su quella della mamma (non deve essere la mamma a chinarsi sul bimbo ma il piccolo ben sostenuto con cuscini fino all’altezza della mamma) e il corpo del bambino, dalla testa alle gambine, in asse.

2- la posizione a “rugby” , detta così perchè ricorda il modo di tenere la palla nel rugby, in cui il bambino è col busto sotto l’ascella della mamma e afferra il seno frontalmente. questa posizione è molto indicata per stimolare la produzione di latte in alcuni particolari dotti galattofori.

3- l‘abbraccio trasversale o presa di transizione adatta soprattutto i primi tempi perchè garantisce maggiore fermezza nel braccio della mamma. la schiena e la testa del bambino vengono sostenuti col braccio opposto al seno che la mamma sta offrendo al piccolino. ossia se il bimbo verrà attaccato al seno destro, anzichè poggiargli la testa sull’avambraccio destro, si poggia la sua testa sulla mano sinistra e la schiena sull’avambraccio sinistro.

4- Infine la posizione da sdraiate che spesso richiede un pò di pratica e l’uso di diversi cuscini. la mamma e il bimbo sono entrambi stesi ed è consigliata particolarmente dopo un cesareo finchè la mamma non riesce ad alzarsi e durante le poppate notturne.

pensare ad un allattamento in cui le posizioni variano ad ogni poppata aiuta la mamma a superare ragadi e dolori dei primi tempi.

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Se vuoi approfondire questo argomento segui il link: Allattamento: le posizioni da conoscere

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