Sappiamo molto bene come sottoporsi a dei controlli regolari sul sangue possa migliorare la prevenzione di determinate malattie, dando la possibilità di prendere le contromisure in tempo e scongiurando danni peggiori. Soprattutto per quel che riguarda le malattie intestinali, essere tempestivi consente di affrontare i problemi con maggiore prontezza e quindi raggiungere dei risultati migliori. Uno dei  parametri più importanti da analizzare quando ci sottoponiamo ad un controllo sanguigno è quello relativo al numero dei globuli bianchi presenti nel sistema circolatorio. Questo dato si rivela un aspetto estremamente delicato, molto interessante da studiare, perché capace di rivelarci un gran numero di informazioni sulla condizione del nostro sistema immunitario. Tenere sotto controllo la quantità di globuli chiari però necessità dell’aiuto di un dottore e alzi la mano coloro i quali, leggendo quei numeretti sul referto, hanno avuto grandi difficoltà nel capire se il numero dei monociti fosse troppo basso oppure troppo alto.

La funzione dei monociti

  Si tratta di una categoria di globuli bianchi estremamente piccoli, ma indispensabili per la nostra esistenza. I monociti infatti hanno la proprietà di pulire i tessuti da sostanze nocive, mantenendo l’organismo sempre efficiente. Questi elementi hanno la funzione di “ordine pubblico”, proprio come li vedevamo rappresentati nel famoso cartone animato “Esplorando il corpo umano”, intervenendo ovunque abbiano il sensore di infezioni o virus. Grazie al lavoro svolto dai monociti il nostro intestino riesce a restare sano, senza essere un facile bersaglio per infiammazioni, anche gravi. Il numero magico dei monociti   Trattandosi di elementi infinitesimamente piccoli non esiste una regola fissa che possa stabilirne il numero corretto all’interno di un organismo. Gli ematologi e altri studiosi dell’apparato circolatorio però spiegano come dovrebbe esistere una proporzione corretta tra monociti e numero totale dei globuli bianchi presenti nel sangue. Un valore medio compreso tra 4 e 10% di globuli rossi monociti dimostra come il soggetto goda di buona salute e tutte le funzioni degli organi interni siano, in linea di massima, sane ed efficienti. Quando però la percentuale dei monociti sale esiste la reale possibilità che qualcosa non funzioni a livello fisico. Equivarrebbe ad osservare camionette e blindati della polizia per ogni strada della città. E’ facile quindi che un numero così elevato di “controllori del sangue” ci induca a pensare ad un malfunzionamento. In questi casi, il primo indiziato, che potrebbe essere stato vittima di un agguato da parte di agenti esterni, per nulla ben intenzionati, potrebbe essere il tubo digerente.

La soluzione per pulire l’intestino

  Una soluzione efficacie, soprattutto quando dai controlli del sangue si è evinto una anomalia evidente di monociti, sarebbe la terapia dell’idrocolon. Si tratta di un sistema estremamente naturale per garantire al nostro apparato gastrointestinale una pulizia completa ed eliminare in maniera radicale le fonti di intossicazione. Potrebbe essere che con i primi trattamenti di idrocolonterapia si manifesti un’eruzione cutanea o un allergia sulla pelle, ma non ci sarebbe comunque nulla da preoccuparsi. Si tratterebbe di una risposta naturale del nostro organismo che segnalerebbe finalmente una reazione e lo farebbe in questa maniera molto appariscente. Questo accade infatti nella prima o al massimo nella seconda seduta di idrocolon terapia, ma sarebbe assolutamente normale. Basta solo persistere e già dalla terza seduta si comincerebbe a sentire nel proprio corpo tutti i benefici di questo trattamento intestinale. Irrorare il colon di acqua infatti, non aiuta soltanto a rimuovere le muffe, i funghi e i principi putrefattivi legati ad un’alimentazione sbagliata o a stili di vita dissoluti ( es. bere alcool, fumare sigarette, abusare di farmaci). Curarsi con l’idrocolon terapia può portare benefici anche a livello mentale, considerato lo stretto legame che unisce colon a risposte nervose da parte del cervello. Ripulire i tessuti intestinali da scorie e residui permetterebbe quindi una gestione migliore della propria sfera emotiva e significherebbe curare definitivamente la colite nervosa, uno dei primi disturbi associati alle anomalie nel numero dei monociti.

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