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Tra il dire e il fare c’è di mezzo la volontà

Tra il dire e il fare c’è di mezzo la volontà

Tra il dire e il fare c’è di mezzo la volontà
Questo post avrei dovuto scriverlo a settembre, e sarebbe stato un post di buoni propositi e belle speranze; poi per vostra fortuna il blog è imploso, e le cavallette e tutto il resto non hanno permesso che io riuscissi a scrivere nulla. Quindi niente buoni propositi, perché nel frattempo (incredibile), …

via Le (eco) idee tascabili:

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Tra il dire e il fare c’è di mezzo la volontà

Questo post avrei dovuto scriverlo a settembre, e sarebbe stato un post di buoni propositi e belle speranze; poi per vostra fortuna il blog è imploso, e le cavallette e tutto il resto non hanno permesso che io riuscissi a scrivere nulla. Quindi niente buoni propositi, perché nel frattempo (incredibile), sono diventati fatti. Successivamente il blog è resuscitato per una magia di Andrea Beggi (grazie!), ma sto andando fuori tema. È successo che dopo anni (ma veramente anni, almeno cinque) di tentennamenti, di vorrei ma non posso, di non sono capace e via così, mi sono iscritta all’università. Facciamo un passo indietro. Ricordo che a luglio ho letto questo post su minimo che chiedeva: “e voi, quando avete fatto il vostro ultimo salto? Quando farete il prossimo?”. Solo un mese prima avevo scoperto che dopo diverso tempo, finalmente il corso che mi interessava era a numero aperto. Contemporaneamente Rob mi diceva che “nei prossimi dodici mesi potresti avviare un progetto, una fatica d’amore che ti richiederà un costante impegno creativo ma ti darà rifugio per molto tempo”. Ho preso tutti questi input come segni, ispirazioni, chiamateli come volete e questo salto l’ho fatto. Non l’ho solo messo tra i buoni propositi, l’ho fatto davvero. La sensazione che si prova è simile a quando vai a correre da sola per la prima volta, giusto per fare un ulteriore rimando a minimo (che non mi paga a link, quindi cercatevi voi i post): ti vergogni un sacco (perché sono chiaramente tutti lì a guardare te, il tuo sudore imbarazzante e il tuo abbigliamento poco consono) ma ti sta facendo bene, ti sta facendo veramente bene.

Solitamente tra il mio dire e il mio fare c’è di mezzo il “non ho voglia”, ma questa volta ho superato lo scoglio delle mille scuse (ancora minimo? ebbasta!) che in genere mi portano a non andare a correre e a non fare moltissime altre cose. Ho realizzato anche un bel decluttering degno di nota, poiché per pagare le tasse universitarie ho venduto la mia Smart, che in teoria avrei dovuto vendere a maggio di due anni fa ma che in realtà giaceva in un box in attesa che io trovassi la motivazione e il tempo per occuparmene. Venderla è stata un mezzo incubo, tra l’altro, ma vi risparmio i dettagli (chi mi segue su Facebook, sa). Questa volta tra il dire e il fare c’è stata la volontà di fare e dunque, l’ho fatto. sono ufficialmente una matricola di Scienze e Tecnologie erboristiche, ho già iniziato a frequentare e mi piace pure; mi sta facendo bene, veramente bene. Ora, tra il frequentare e il laurearmi ci sono di mezzo tre anni di “non ho voglia”, ma la vita si affronta un giorno alla volta.

Detto questo, continuerò a tenere i miei laboratori di saponi e cosmetici, anzi, terrò dei laboratori sempre più professional e potete trovare tutte le prossime date in questa bella paginetta che aggiorno costantemente: segnatevi gli appuntamenti e venite a trovarmi, ché non accetto scuse in questo periodo 🙂
Se poi avete un quarto d’ora da perdere, vi segnalo un’intervista che è andata in onda a settembre su Radio città Fujiko e che potete riascoltare qui; si parla delle mie eco-fatiche.

Prosegui la lettura su: Tra il dire e il fare c’è di mezzo la volontà

Le (eco) idee tascabili

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Questo post avrei dovuto scriverlo a settembre, e sarebbe stato un post di buoni propositi e belle speranze; poi per vostra fortuna il blog è imploso, e le cavallette e tutto il resto non hanno permesso che io riuscissi a scrivere nulla. Quindi niente buoni propositi, perché nel frattempo (incredibile), …

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Questo post avrei dovuto scriverlo a settembre, e sarebbe stato un post di buoni propositi e belle speranze; poi per vostra fortuna il blog è imploso, e le cavallette e tutto il resto non hanno permesso che io riuscissi a scrivere nulla. Quindi niente buoni propositi, perché nel frattempo (incredibile), sono diventati fatti. Successivamente il blog è resuscitato per una magia di Andrea Beggi (grazie!), ma sto andando fuori tema. È successo che dopo anni (ma veramente anni, almeno cinque) di tentennamenti, di vorrei ma non posso, di non sono capace e via così, mi sono iscritta all’università. Facciamo un passo indietro. Ricordo che a luglio ho letto questo post su minimo che chiedeva: “e voi, quando avete fatto il vostro ultimo salto? Quando farete il prossimo?”. Solo un mese prima avevo scoperto che dopo diverso tempo, finalmente il corso che mi interessava era a numero aperto. Contemporaneamente Rob mi diceva che “nei prossimi dodici mesi potresti avviare un progetto, una fatica d’amore che ti richiederà un costante impegno creativo ma ti darà rifugio per molto tempo”. Ho preso tutti questi input come segni, ispirazioni, chiamateli come volete e questo salto l’ho fatto. Non l’ho solo messo tra i buoni propositi, l’ho fatto davvero. La sensazione che si prova è simile a quando vai a correre da sola per la prima volta, giusto per fare un ulteriore rimando a minimo (che non mi paga a link, quindi cercatevi voi i post): ti vergogni un sacco (perché sono chiaramente tutti lì a guardare te, il tuo sudore imbarazzante e il tuo abbigliamento poco consono) ma ti sta facendo bene, ti sta facendo veramente bene.

Solitamente tra il mio dire e il mio fare c’è di mezzo il “non ho voglia”, ma questa volta ho superato lo scoglio delle mille scuse (ancora minimo? ebbasta!) che in genere mi portano a non andare a correre e a non fare moltissime altre cose. Ho realizzato anche un bel decluttering degno di nota, poiché per pagare le tasse universitarie ho venduto la mia Smart, che in teoria avrei dovuto vendere a maggio di due anni fa ma che in realtà giaceva in un box in attesa che io trovassi la motivazione e il tempo per occuparmene. Venderla è stata un mezzo incubo, tra l’altro, ma vi risparmio i dettagli (chi mi segue su Facebook, sa). Questa volta tra il dire e il fare c’è stata la volontà di fare e dunque, l’ho fatto. sono ufficialmente una matricola di Scienze e Tecnologie erboristiche, ho già iniziato a frequentare e mi piace pure; mi sta facendo bene, veramente bene. Ora, tra il frequentare e il laurearmi ci sono di mezzo tre anni di “non ho voglia”, ma la vita si affronta un giorno alla volta.

Detto questo, continuerò a tenere i miei laboratori di saponi e cosmetici, anzi, terrò dei laboratori sempre più professional e potete trovare tutte le prossime date in questa bella paginetta che aggiorno costantemente: segnatevi gli appuntamenti e venite a trovarmi, ché non accetto scuse in questo periodo 🙂
Se poi avete un quarto d’ora da perdere, vi segnalo un’intervista che è andata in onda a settembre su Radio città Fujiko e che potete riascoltare qui; si parla delle mie eco-fatiche.

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