Stonethica: la pietra composta al 99% da scarti di lavorazione del marmo
Quello degli scarti di lavorazione del marmo è un problema sempre più stringente: l’attività estrattiva raggiunge numeri elevatissimi in tutto il mondo. A confermarlo è il ventottesimo rapporto annuale pubblicato da MarmoNews, per cui sono 300 milioni le tonnellate di marmo estratte nel solo 2015. Tale documento pone particolare accento sulla questione del riutilizzo degli scarti di lavorazione della pietra naturale definendola
“prioritaria, sostanzialmente dovunque, ed in primo luogo nelle economie mature, più sensibili ad una ragionevole politica ambientale”
Eppure gli sfridi lapidei possono risultare una risorsa. Ce lo insegna Stonethica, un’azienda che sorge a Pietrasanta, in quella striscia di pianura fra mare e Apuane dove è racchiusa una fitta rete di realtà specializzate nel commercio e nella lavorazione del marmo estratto, fin dai tempi antichissimi, dalle vicine cave di Torano, Fantiscritti e Colonnata.
Il suo nome denota già la sua particolarità: una ricerca sui materiali capace di diventare il cuore di una filosofia “green” applicata a un innovativo ciclo di produzione lapidea.
Indice rapido
Il sistema di riutilizzo messo a punto da Stonethica attinge agli sfridi lapidei come base per una nuova generazione di pietra naturale. I sottili listelli di marmo di risulta, che fino a poco tempo fa erano considerati una scoria da smaltire si trasformano in risorsa e sono assemblati grazie a una resina naturale atossica. Da pietra, nasce pietra a km 0, composta al 99% da scarti.
Prendono così forma delle lastre caratterizzate da trame materiche che esprimono il ciclo di produzione Stonethica in sei varianti di prodotto:
L’aspetto è lo stesso del marmo lucido, levigato e spazzolato.
La sostenibilità di questo innovativo prodotto, che riutilizza circa l’80% del materiale di partenza, è riconosciuta anche da importanti istituti di certificazione: l’impiego di Stonethica nei propri progetti contribuisce all’ottenimento di crediti per le certificazioni LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design) e BREEAM® (Building Research Establishment Environmental Assessment Method).
Grazie alle loro sfumature e ai motivi geometrici nati dall’accostamento e dalla sovrapposizione dei materiali di partenza, i prodotti di Stonethica si dimostrano particolarmente adatti alla personalizzazione degli interni abitativi o di lavoro. Sono ideali per pavimenti e rivestimenti, ma anche per top di cucine e bagni ed elementi d’arredo, o per la messa a punto di singolari espressioni decorative in grado di unire un’elevata resa estetica a una costante attenzione per l’ecosostenibilità.
Dalle tonalità polverose della Pietra del Cardoso, per esempio, gli spazi possono trarre una profondità sinonimo del tratto distintivo di uno stile, mentre quelle dorate del Calacatta possono assumere un’elegante lucentezza.
La rete di distribuzione dei prodotti Stonethica al momento, conta diverse realtà in Europa, Nord America e Australia. Il costante impegno dell’azienda nella propria espansione è segno della volontà di diffondere, insieme ai propri materiali, una filosofia del riciclo interamente sviluppata in Toscana.
Fonte: Stonethica: la pietra composta al 99% da scarti di lavorazione del marmo
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