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Lo smaltimento delle pile

Uno dei principali problemi del nostro paese è senza dubbio lo smaltimento dei rifuti, che soprattutto in alcune zone delle Campania e nelle grandi città è una vera e propria emergenza, vista la mancanza di siti di stocaggio e il ritardo nell’applicare la raccolta differenziata.

Uno dei rifiuti più difficili da smaltire sono le pile usate, che sono un materiale inquinante poichè all’interno presentano dei metalli pesanti come: il piombo, il cromo, il cadmio, il rame e lo zinco e pertanto necessitano della compilazione rigorosa del registro di carico e scarico dei rifuti.

Il principale problema dello smaltimento delle pile è la massiccia presenza di mercurio, che se gettato in modo errato può  inquinare irrimediabilmente l’ambiente e l’acqua, infatti un solo grammo di mercurio può inquinare fino a 1000 litri d’ acqua.

Dal 1 gennaio del 1999 su delibera del D.LGS 188 c’è l’obbligo in Italia di recuperare le pile e gli accumulatori, che non si basano solo sull’ utilizzo del piombo ma anche su tutti gli altri metalli composti, come dichiarato dalla direttiva europea su i rifiuti della comunità europea del 2006.

In Europa il trattamento e il riciclaggio delle pile risulta essere ancora indietro, infatti  per quel che riguarda nello specifico l’Italia la maggior parte delle pile viene smaltita in inceneritori o nelle discariche mentre in alcune nazioni, soprattutto nel Nord Europa  sono presenti dei sistemi nazionali di riciclo delle batterie a base di piombo, che attraverso uno specifico processo viene estratto e  riutilizzato.

In Italia la raccolta viene effettuata dal Combat ( Consorzio Obbligatorio per le Batterie al Piombo Esauste e Rifuti Piombosi), ente istituito dal governo nel 1988.

Tipologie di pile da smaltire

Le pile da smaltire sono divise in due grandi gruppi: la batterie primarie e quelle secondarie.

Tra le batterie primarie, cioè quelle che sono considerate non ricaricabili, abbiamo quelle costituite da:

  • Zinco-Carbone: che si trovano in apparecchi a basso consumo

  • Alcanino-Manganese: per quei prodotti che necessitano di un notevole fabbisogno energetico

  • Zinco-Aria: per apparecchi di uso specifico

  • Litio: utilizzate negli orologi o nelle calcolatrici

  • Ossido d’ Argento

 

Le  batterie secondarie sono quelle ricaricabili costituite da:

  • Piombo: che si trova nelle batterie per alimentare automobili e camion

  • Nichel-Cadmio: per prodotti ad elevato consumo energetico

  • Nichel-Idruro metallico: meno nocive rispetto alle precedenti e sono quelle inserite all’interno di giocattoli e video camere

  • Ioni e polimeri di litio: che comprendono le batterie degli smartphone e notebook

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