#GreenPeople Essere #UnaMammaGreen. La mia intervista a Silvana Santo per @MinimoImpatto

Segnalibro Essere Ecomamme del XXI secolo si può. Ancor di più se lo si è assieme, raccontandosi e scambiando informazioni. Per la rubrica #GreenPeople di Minimo Impatto ho intervistato Silvana Santo, Silvana Santo, napoletana, classe 81 e dall’08 Febbraio 2013 mamma di Davide. Molto conosciuta grazie alla sua attività di giornalista e …

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Buon Compleanno Twitter che ci “regala” il nostro #FirstTweet

Segnalibro Twitter, sembra sia con noi da sempre e invece sono “solo 8 anni”. Grazie alla possibilità di vedere il mio primo Tweet ho scoperto che personalmente ci sono iscritta dal 2010. Una vita in soli 140 caratteri? Si può… a volte grazie agli short link. Qual è stato il vostro …

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Grattacielo futuristico per l’Indonesia. 99 piani pronti nel 2020

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Si prospetta all’avanguardia in quanto a impegno sostenibile il nuovo quartier generale della compagnia petrolifera statale indonesiana Pertamina ospitato in un grattacielo di 99 piani. La supertorre sarà pronta per il 2020 e il progetto è opera dello studio americano SOM, Skidmore, Owings & Merrill LLP. Con i suoi 530 metri di altezza, l’edificio costituirà indubbiamente il nuovo punto di riferimento dello

skyline di Giacarta, in Indonesia.

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IL PROGETTO
La supertorre sorgerà su un sito vasto poco meno di 60.000 metri quadrati, mentre la superficie complessiva dei 99 piani previsti sarà di quasi 500.000 metri quadrati. Una serie di altri edifici completeranno l’intorno dell’affusolata costruzione e offriranno svariati servizi sia ai 20.000 dipendenti che alla collettività: aree verdi attrezzate, un padiglione da 2.000 posti per conferenze, spettacoli e mostre, una moschea aperta al pubblico, oltre ad un impianto centrale di energia.

SOSTENIBILITÀ
Secondo quanto sostenuto dal gruppo SOM, Pertamina Energy Tower rappresenterà un innovativo modello di riferimento per lo sviluppo sostenibile nel campo delle costruzioni in Indonesia, in quanto primo supergrattacielo in cui il cardine principale della fase progettuale è costituito dagli aspetti energetici, in un approccio comunque integrato con quelli strutturali, funzionali e formali. Un gigante in grado di produrre da sé buona parte dell’energia di cui necessita.

L’edificio ha un aspetto lineare e sofisticato, costituito da due facciate ricurve e accostate a racchiudere, sulla parte sommitale, il cuore del progetto, conformato come una sorta di gigantesco imbuto di raccolta del vento che, sfruttandone le correnti e la velocità, consentirà di generare energia.
Il vento “catturato” sulla cima del grattacielo, viene risucchiato e accelerato all’interno di apposite turbine il cui sistema di funzionamento si spera sarà più sicuro di quello della “piccola” (29 piani) Hess Tower di Houston, che nel 2011 ha letteralmente perso dei pezzi durante il funzionamento, per fortuna senza fare vittime.

La conformazione delle facciate è studiata, in relazione alle condizioni climatiche equatoriali di Giacarta, per mitigare l’apporto solare durante l’anno; allo stesso tempo inoltre, schermi solari permetteranno di risparmiare energia controllando l’ingresso della luce e riducendo l’utilizzo di quella artificiale. Per tenere bassi i consumi, per il condizionamento dell’aria sono inoltre previsti pannelli radianti a base d’acqua.

Passerelle coperte per la circolazione pedonale connettono i vari edifici del campus, proteggendo i fruitori dalle frequenti piogge e producendo al contempo energia grazie a pannelli fotovoltaici posti sulla superficie superiore.

Allo studio è anche la possibilità di sfruttare le potenzialità del sottosuolo per ricavarne energia geotermica; “ciò consentirebbe” – afferma il progettista capo, Scott Duncan – “di disporre di una fonte di energia illimitata “, che dunque permetterebbe alla supertorre e all’intero campus di coprire non solo il proprio fabbisogno, ma di produrre nuova energia.

Il fatto che l’edificio – i cui committenti ambiscono a raggiungere nuovi standard in materia di sfruttamento di energie rinnovabili – sia destinato a diventare la principale sede di una società petrolifera, appare comunque quantomeno surreale.
Immagini | ©SOM

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Pedonalizzazione di Times Square: il cuore di Manhattan diventa sostenibile

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I risultati incoraggianti del progetto pilota di pedonalizzazione di Times Square, messo in atto nel 2009 dall’amministrazione newyorkese per rendere più sostenibile il cuore di Manhattan, hanno reso possibile un’ulteriore fase di riflessione sul programma di riqualificazione permanente dell’area. I lavori, guidati dallo studio Snøhetta, renderanno più vivibile e meno congestionato questo storico spazio

urbano.

Manhattan: la riqualificazione urbana che ha trasforma High Line in giardino

IL PROGETTO PILOTA
L’intervento per la pedonalizzazione si inserisce in un vasto programma di riqualificazione sostenibile (DoT Plaza Program) portato avanti a partire dal 2009 dall’amministrazione Bloomberg, al fine di mettere a disposizione della collettività una città più “a misura d’uomo”. Tra gli obiettivi, quello di assicurare a ciascun newyorkese uno spazio aperto, pubblico e di qualità, a non più di 10 minuti a piedi, con interventi di riconversione su una sessantina di spazi.

Riguardo all’iconica area di Times Square a Manhattan, il DoT, Department of Transportation della città di New York, ha analizzato lo stato di fatto e stilato una serie di punti cardine sui quali intervenire, sulla base delle riflessioni del gruppo Gehl Architects.

Il famosissimo tratto di Broadway compreso fra la 42′ e la 47′ Strada, sede di innumerevoli teatri e luogo rappresentativo della città per intrattenimento e cultura, era per lo più destinato a transito di autoveicoli, con solo l’11% dello spazio complessivo riservato a pedoni e ciclisti (il cosiddetto traffico “leggero”), nonostante questi fossero presenti in maniera massiccia (nel nodo cruciale di Times Square sono stati rilevati attraversamenti quotidiani per oltre 400.000 persone).

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Il progetto pilota ha previsto la chiusura al traffico dell’area e la realizzazione di un ampi viali pedonali. Il progetto della pavimentazione temporanea è di Molly Dilworth. Un interessante video aiuta a comprendere meglio le trasformazioni messe in atto negli anni dalla municipalità.

IL PROGETTO DEL TEAM SNØHETTA
Il successo dell’iniziativa ha spinto l’amministrazione a progettare la ridefinizione permanente di Times Square. Il gruppo selezionato per l’operazione è lo studio Snøhetta, e la conclusione dei lavori è prevista per il 2015.

Secondo quanto riportato sul sito ufficiale della città di New York l’intervento – il cui costo complessivo è pari a 55 milioni di dollari – è volto alla creazione di cinque piazze pedonali (tutte sull’asse di Broadway, come la centrale Times Square), nonché alla completa ristrutturazione delle infrastrutture viarie, da tempo deteriorate, compreso il rinnovamento delle reti idrica e di drenaggio.

A cantiere dismesso, saranno oltre 13.000 i metri quadrati di spazio pubblico aggiunti a quelli preesistenti, che consentiranno a pedoni, bambini, ciclisti e turisti di godere appieno di questo vivace luogo urbano, con concerti, mostre temporanee, zone ristoro, lezioni di yoga all’aperto e così via.

Caratteristiche fondative del progetto di pedonalizzazione sono infatti la flessibilità e la multifunzionalità degli spazi, che si presentano (come affermano gli stessi progettisti) come una sorta di palcoscenici all’aperto, a rievocare la storia sempre attuale del Times Square Theater District.

Obiettivi dell’iniziativa sono: ampliamento consistente dell’area pedonale, minore congestione stradale e ridotto inquinamento da gas di scarico, aumento della sicurezza per i pedoni e maggiori spazi esterni per le attività commerciali di ristorazione, oltre che predisposizione di una infrastruttura adatta ad accogliere grandi eventi pubblici, ossia dotata di impianti elettrici, di radiodiffusione e così via.

LA PRIMA FASE
Lo scorso dicembre si sono conclusi i lavori della prima fase di riqualificazione, comprendenti una delle cinque piazze urbane, quella compresa fra la 42′ e la 43′ Strada.
Elementi principali del progetto sono la pavimentazione e le sedute.

La prima è costituita da lastre di calcestruzzo prefabbricato in due tonalità di grigio (a seconda della pezzatura degli inerti utilizzati), studiate sia nel colore che nell’aggiunta di piccoli dischi metallici riflettenti, per dare risalto allo scintillio delle luci al neon e dei grandi cartelloni pubblicitari, in sintonia con il carattere di crocevia effervescente proprio di questo luogo.
Le sedute, in granito, sono distribuite principalmente in asse con Broadway, funzionando da “bussola” per i pedoni, oltre che da elemento distributivo, delimitando funzionalmente gli spazi.

SNØHETTA
Lo studio Snøhetta ha sede a Oslo e New York e si occupa da sempre di sostenibilità in ambito architettonico, con all’attivo progetti in quasi tutti i continenti. Le attività spaziano dall’architettura del paesaggio, alle installazioni al brand design. Tra le opere più note si ricordano la nuova biblioteca ad Alessandria d’Egitto (1989-2001) e il teatro dell’Opera di Oslo (2000-2008).
Immagini | © Snøhetta

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Le valutazioni ambientali – VAS, VIA, AIA/IPPC

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Gli acronimi VIA (Valutazione Impatto Ambientale), VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) sono riferiti a quelle che oggi in Italia sono considerabili come attività amministrative complesse, strutturate in una serie di procedimenti tra di essi connessi, per individuare, descrivere e valutare l’impatto ambientaleche un progetto, un piano o quant’altro può avere sull’ambiente, dal momento del suo concepimento fino alle fasi successive alla realizzazione vera e propria.

Per quanto riguarda l’IPPC(Integrated Pollution Prevention and Control – prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento) essa condiziona alla redazione dell’AIA  l’attività di quegli impianti industriali che presentano un elevato potenziale di inquinamento.

Nel testo non troverete una descrizione di cosa queste procedure siano, bensì esse verranno spesso richiamate col proprio nome all’interno della normative di riferimento e delle sentenze.

 “Le Valutazioni Ambientali” è un codice che raccoglie la normativa  comunitaria, nazionale,  giurisprudenziale e della prassi in tema di procedimenti di:

Valutazione Ambientale strategica (VAS)
Valutazione d’impatto ambientale (VIA)
Valutazione d’incidenza
Autorizzazione integrata ambientale (AIA)

Risulta utile all’utente la modalità in cui la normativa viene riportata, affiancata dalla versione comparativa del testo aggiornato.
Inoltre al testo è allegato il CD Rom che racchiude tutta la giurisprudenza trattata dividendola per materia e, divisa poi ulteriormente anche per annualità. Per quanto riguarda la prassi amministrativa adottata è stata indicata – ove presente nelle singole materie – quella di primo rilievo a seconda degli argomenti trattati.

Mentre per la giurisprudenza, si fa presente che gli autori hanno selezionato giurisprudenza comunitaria e nazionale in base alla rilevanza generale degli argomenti affrontati nelle sedi giudiziarie.

Scheda tecnica del libro
Titolo:  Le valutazioni ambientali – VAS, VIA, AIA/IPPC
Formato: 170×235 mm
Editore: DEI – Tipografia del Genio Civile
Pagine: 221
Data pubblicazione: 2012
Autori: Antonino Cimellaro, Massimo Busà
ISBN:  9788849638110
Lingua: Italiano

Autori
Antonino Cimellaro è un avvocato romano che svolge attività professionale nel campo delle opere pubbliche, con particolare riferimento al settore dell’espropriazione per pubblica utilità e ai relativi procedimenti autorizzatori. Opera nell’ambito delle problematiche ambientali, degli aspetti  procedurali concernenti, in particolare, la valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), la normativa sui rifiuti e terre e rocce da scavo. Di queste materie si occupa, oltre che da avvocato, anche da docente e saggista.

Massimo Busà è avvocato, esperto in materia di diritto ambientale ed in materia di opere pubbliche, ed in particolare in tema di normativa sui rifiuti, di espropriazione per pubblica utilità e di procedure permessualistiche quali valutazioni dell’impatto ambientale, la conferenza di servizi e gli accordi di programma. È consulente di Confindustria Arezzo.

 Acquista il libro

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