Sei fiori da seminare nell’orto per la lotta biologica

I lavori nell’orto a marzo riprendono come scrivevamo in questo articolo; sappiamo anche quanto sia importante, per salvaguardare la biodiversità, creare delle aiuole salva api ed insetti impollinatoi. Queste aiuole sono caratterizzate dalle molte specie di fiori che possiamo seminare o trapiantare: in generale avere dei fiori nell’orto, in giardino …

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Incidente Deep Water Horizon, 42 miliardi di danni, pari a un anno di importazioni italiane

A quasi quattro anni di distanza dall’incidente sulla piattaforma off-shore della Deepwater Horizon nel golfo del Messico, il più grave disastro tecnologico dell’industria petrolifera, il conto dei danni ha raggiunto 42,7 miliardi di dollari. Tanto per farsi un’idea, è più o meno la stessa cifra che l&rsquo…

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Cambiamenti climatici: l’Onu premia 17 iniziative sostenibili

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Necessità e bisogni immediati da parte di alcune comunità disseminate in tutto il mondo hanno comportato, spesso senza l’intenzione di cercarle, innovazioni di design che hanno migliorato la loro qualità della vita, fornendo inoltre un contributo significativo per la salvaguardia dell’ambiente e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Quest’anno le Nazioni Unite, con la Fondazione Bill & Melinda Gates, la

Fondazione Rockefeller e il World Economic Forum, hanno assegnato 17 premi a iniziative sostenibili nei cinque continenti, nell’ambito del Vertice sul Clima di Varsavia. Mobili ricavati partendo da plastica usata, abitazioni a basse emissioni ed una piccola industria di biciclette in bambù sono tra i progetti promossi.

La missione degli ambasciatori di UNIDO per uno sviluppo globale equo

I PAESI PREMIATI
Numerosi Paesi hanno riportato premi nel corso del Vertice sul Clima di Varsavia. Sono di seguito elencati i 17 progetti sostenibili a cui l’Onu ha assegnato un riconoscimento:

1. Australia
1 Million Women Campaign è il movimento costituito da un milione di donne che si uniscono per affrontare il cambiamento climatico, con azioni quotidiane volte al riutilizzo dei rifiuti ed al risparmio energetico. Finora hanno aggiunto oltre 80.000 donne nel Paese.

2. Bangladesh
L’iniziativa Adattamento al Cambiamento Climatico e Riduzione per il Rischi di Catastrofi è incentrata sulla formazione e sull’incontro delle donne, per far fronte alle condizioni climatiche estreme nelle comunità vulnerabili e per sviluppare piani d’azioni comuni.

Donne che realizzano orti biologici in Bangladesh

3. Cina
Premiato il China Clean Development Mechanism Fund, che sostiene fondi di progetti di sviluppo sostenibile, offrendo più di 81 milioni dollari in sovvenzioni per oltre 200 progetti con diversi tipi di approcci.

Solar Farm in Cina

4. Ghana
IniziativaRecycle not a Waste, che mira a responsabilizzare i giovani di strada e artigiani locali per trasformare i rifiuti in un’opportunità di business a bassa impronta ecologica, per la costruzione di mobili per la vendita sulla base di riutilizzo.

In alto: Realizzazione di mobilio riutilizzando bottiglie di plastica in Ghana

5. Ghana
Sempre in Ghana, le donne conducono la lotta contro il cambiamento climatico con il progetto Bamboo Bikes costruendo biciclette di bambù di alta qualità, creando posti di lavoro grazie ad abbondanti materiali locali ed al la raccolta sostenibile.

In alto: Bici di bambù in Ghana

6. Globale
Redavia è il progetto che permette di posizionare pannelli solari di locazione a prezzi accessibili, senza alcun investimento di capitale iniziale o obbligazioni a lungo termine.

7. Globale
Adaptation for Smallholder Agriculture Programme (ASAP), per convogliare i fondi verso piccoli agricoltori ed aumentare la loro resilienza ai cambiamenti climatici.

8. Guatemala
Premiatoil programma Women Farmers in Guatemala (Alleanza Internazionale per il Rimboschimento – AIRES), che promuove la disposizione di alberi per sequestrare il carbonio e migliorare le tecniche di coltivazione delle donne nelle zone rurali.

9. India
Le periferie di Bangalore,dove vivono più di 10.000 persone senza energia elettrica, illuminate a energia solare con Pollinate Energy, generando a sua volta posti di lavoro “verdi” ed eliminando l’uso di lampade a cherosene “sporche”.

10. India
Community based micro climate resilience è il programma per la progettazione e la costruzione di abitazioni resistenti ad alluvioni, con costi contenuti ed uso di materiali locali.

Progetti di edilizia abitativa resilienti in India

11. Kenya
Il Progetto BOMA permette alle donne vulnerabili di adattarsi al cambiamento climatico attraverso la creazione di piccole imprese con borse di studio e di formazione.

12. Liberia
Fostering Innovative Sanitation and Hygiene supportala gestione dei fanghi fecali nelle zone povere e senza fogne. Il progetto cerca di ridurre le emissioni di metano prodotte da questi fanghi accumulati, che liberano gas 25 volte più inquinanti del carbonio.

13. Messico
Il Progetto ECOCASA è stato lanciato con lo scopo di sbloccare agevolazioni e finanziamenti per incoraggiare la costruzione di abitazioni a basse emissioni di carbonio e favorire l’aumento del numero dei mutui per facilitare l’acquisto di case.

Costruzione di abitazioni sostenibili in Messico

14. Mozambico
Partenariati pubblico-privati per sviluppo climatico compatibile, che abilitano le persone più povere, che vivono in ambienti urbani, alla progettazione ed all’attuazione di attività di adattamento ai cambiamenti climatici.

15. Filippine
Programmi di Finanziamento per l’Energia Sostenibile è un massiccio piano di finanziamenti per sbloccare le risorse per far fronte ai cambiamenti climatici.

16. Sud Africa
Cibo & Alberi per l’Africa per la riforestazione e lo sviluppo di orti di permacultura, grazie a seminari di formazione per gli agricoltori e le donne nelle aree urbane e rurali del Sud Africa. Il progetto ha già piantato oltre 4,2 milioni di alberi nella regione.

17. Sudan
Darfur Low Smoke Stoves Project è il progetto sudanese che si è concentrato sulla regione dilaniata dal conflitto del Darfur , cercando di ridurre le emissioni di gas serra, e di conseguenza l’ambiente tossico per le famiglie, attraverso la sostituzione delle vecchie stufe a legna e carbone con nuove stufe efficienti che emettono bassi livelli di fumo.

È possibile approfondire la conoscenza di ciascuno dei singoli progetti collegandosi al sito delle Nazioni Unite.
Foto | © ONU

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Luoghi sicuri per le donne Africane: il design aiuta

Scritto da Lucia Terenziani

Martedì 26 Novembre 2013 07:27

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A Città del Capo l’associazione Rock Girl”, che prende il nome dallo slogan della Lega delle donne dell’African National Women Congress “se colpisci una donna, colpisci una roccia” diffuso negli anni dell’apartheid, ha promosso una serie di progetti per la promozione sociale femminile nella comunità. La fondatrice India Baird, avvocato che si batte da anni per i diritti umani, ha deciso di realizzare luoghi

protetti per le donne installando delle panchine di design negli spazi pubblici, ispirandosi ad un gruppo di sei studentesse di Manenberg che si sono create uno spazio in cui essere sicure presso la propria scuola.

Architettura per le donne: il centro culturale Casa de la Mujer per rifugiate Saharawi

Immagini socialmente utili in pixel composte dalle tegole in laterizio

L’iniziativa dal design caratteristico che offre un approdo reale e simbolico per chi è in difficoltà, rende visibile il problema della violenza e identifica un porto sicuro per le donne africane vittime di aggressione.
Ad ogni panchina è associato un numero verde che la collega ad un centro di sostegno antiviolenza.

Per ogni postazione situata in un’area urbana ne è stata posizionata una “gemella” all’interno di scuole, centro sociali o altri posti pubblici in una zona degradata della città.
Dopo la prima installazione, inaugurata a metà del 2011 su progetto di Tim Lewis e decorazioni del mosaicista locale Lovell Friedman e collocata nel Town International Convention Center di Città del Capo, Rock Girl ha coinvolto artisti e designer per creare altre sedute che sono diventate un esempio di arte pubblica in giro per la città.

Questo semplice intervento ha ispirato Paul du Toit, Laurie van Heerden, Aidan Hart, Boyd Ferguson,Tracy Lynch, Mokena Makeka e tanti altri creativi pronti a mettersi in gioco in questa sfida progettuale dando vita a circa 17 “postazioni sicure” dislocate in vari punti di Città del Capo.

Grazie a queste installazioni di arte pubblica, le panchine hanno trasformato luoghi vulnerabili e pericolosi in punti di interesse ben visibili al pubblico e sono state capaci di riaffermare l’importanza di una continua sensibilizzazione in favore delle donne vittime di violenza. Le panchine si sono diffuse a macchia d’olio in tutto il Sudafrica.

Subito dopo l’inaugurazione di questi spazi temporanei, “Rock Girl” ha annunciato che l’iniziativa è stata selezionata come progetto riconosciuto al World Design Capital che sarà organizzato a Città del Capo nel 2014.

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12 container per una residenza: abitare l’eccezionale

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Distesi comodamente ai piedi delle Ande di Calle Manquecura, Santiago del Cile, 12 container per il trasporto merci spuntano dalle colline costituendo l’ultima residenza progettata dall’architetto cileno Sebastian Irarrazaval, la Caterpillar House. Idea compositiva che peraltro è stata sperimentata più volte dallo stesso progettista, avendo orientato la sua ricerca sull’abitare in tal senso già dal 2000 in occasione

della XII Biennale di Architettura a Santiago del Cile, proseguendola poi per la Container House 1 a Chicureo e soprattutto per la Chile’s Pontificial Catholic University a Retiro, sempre in Cile.

Il progetto: Cargotecture, quando il container diventa abitazione collettiva

CATERPILLAR HOUSE, LA RESIDENZA DELL’ARCHITETTO CILENO SEBASTIAN IRARRAZAVAL
Idea senz’altro originale, per quanto oramai moderatamente sfruttata nelle opere contemporanee, la riconversione dei 12 container navali per il trasporto merci in architettura presenta indubbi vantaggi, è economico, prefabbricato, modulare, facilmente montabile e smontabile, di certo sostenibile perché implica il riuso ed il riciclo, con ridotti tempi di costruzione e scarsa manutenzione.

In questo caso particolare risulta inoltre una scelta vincente anche per risolvere gli elevati salti di quota che presenta il sito e per permettere di seguire appieno l’orografia del terreno sottostante. I volumi distesi sul suolo a forte pendenza non solo si integrano perfettamente nell’importante paesaggio circostante, ma grazie alla loro forma allungata ed alle aperture opportunamente studiate nelle parti terminali dei container, convogliano lo sguardo incorniciando il panorama cileno.

I 350 mq dell’abitazione sono distribuiti su due livelli, la base in cemento armato ed i volumi sovrastanti, che rappresentano anche le diverse dislocazioni funzionali. Al primo livello è situata la zona giorno, mentre nei container per il trasporto merci troviamo la zona notte, la distribuzione verticale e, nell’unico open top, la piscina olimpionica, accessibile anche dall’esterno.

La drammatica ed impattante potenza strutturale dei volumi, enfatizzata peraltro dalle imponenti travi d’acciaio a vista che le collegano al livello di cemento armato, viene mitigata dal rivestimento di lamiera, che ha in realtà lo scopo di creare una parete ventilata e al contempo da la possibilità di inserire pannelli in poliuretano per l’isolamento termico. Gli spazi interstiziali che si formano dalla disposizione dei vari container sono invece appositamente studiati per ottimizzare e la ventilazione naturale e l’illuminazione interna.

In netta contrapposizione con il luogo comune che lega l’utilizzo del container al concetto di modularità e standardizzazione, il progettista sa sapientemente modellare e movimentare i volumi della residenza. Nasce così uno spazio per l’abitare frantumato e scomposto in una successione di cellule spaziali con differenti altezze interne, di pieni, di vuoti e di sbalzi a strapiombo sull’importante orografia cilena.

La Caterpillar House risulta dunque il frutto maturo di un’indagine che lega insieme espressione formale, sostenibilità energetica e filosofia del riciclo, e allo stesso tempo ci offre importanti spunti di riflessione sull’indirizzo verso il quale si sta orientando la contemporanea ricerca architettonica.

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L’esordio israeliano al China Solar Decathlon

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Sono questi i giorni del concorso internazionale creato dal dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti in cui, universitari di tutto il mondo, si incontrano per progettare una casa ecosostenibile che sfrutti energia solare. Stiamo parlando della prima edizione in Cina del China Solar Decathlon, iniziato il 2 Agosto per concludersi il giorno 13 dello stesso mese, che ha visto l’esordio del team israeliano ed in cui verrà individuato il miglior prototipo di casa solare.

Rhome for denCity: il progetto di una nuova casa solare ecosostenibile

Segui la rubrica sul team italiano al Solar Decathlon Europe 2014

PROTOTIPO ABITATIVO ISRAELIANO A 4 STANZE IN CHIAVE SOSTENIBILE
Tra le abitazioni smart presentate si è distinta quella del team israeliano al suo esordio, un edificio ad energia zero che si ispira al prototipo mediterraneodi costruzione, rinvenuto negli scavi archeologici che risalgono a circa 3000 anni fa e che ripropongono la “Casa Israeliana a 4 stanze”, il cui fulcro è un patio centrale attorno al quale si sviluppano tutti gli ambienti della casa. L’articolazione degli ambienti è essenziale ed è composta da un soggiorno ampio e totalmente aperto, una cucina con sala pranzo, una camera da letto e servizi.

È la prima volta che un team israeliano partecipa al Solar Decathlon concorrendo con altre 22 squadre provenienti da circa 40 paesi al mondo.

La proposta, dal nome “All [e] Land”, è un prefabbricato in acciaio che dispone di tecnologie sostenibili studiate appositamente per assicurare l’efficienza dell’involucro edilizio, l’impiego di pannelli fotovoltaici che coprono l’involucro, sistemi ombreggianti, accorgimenti per favorire la ventilazione naturale, l’impianto solare termico e quello di stoccaggio in materiali a cambiamento di fase e il sistema di raffrescamento notturno per radiazione, i quali contribuiscono a ridurre al minimo i consumi volti al benessere termoigrometrico.

Particolarmente interessante è il sistema di raffrescamento radiativo,basato sul principio di trasferimento di calore tra corpi a temperature diverse in cui l’elemento più freddo che svolge la funzione di pozzo termico; a questa tecnologia si affiancano finestre con fotovoltaico incorporato, una tecnologia proveniente direttamente da Israele, che evidenza le capacità emergenti in campo tecnologico della paese.

Ulteriore aspetto positivo dell’abitazione israeliana riguarda la rapidità di realizzazione che richiede tempi non superiori alle 2 settimane per rendere la casa pronta per essere abitata, grazie all’impiego di elementi costruttivi quali travi in acciaio prefabbricate e riciclabili e pannelli in fibra di cemento consentono di abbreviare i tempi di messa in opera.

A prescindere dagli esiti del concorso internazionale indetto, quello di Israele si potrebbe definire un esempio già vincente in termini di fattibilità e di avanguardia sostenibile, rispettosa della tipica tradizione costruttiva abitativa israeliana rivisitata in chiave ecosostenibile.

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