Sindrome di Down, un esame del sangue per la diagnosi precoce in gravidanza

Buone notizie per le donne incinte: secondo quanto apparso sulla rivista Ultrasound in Obstetrics & Gynecology, sarebbe stato messo a punto un nuovo test per la diagnosi precoce della Sindrome di Down, da effettuare durante la gravidanza con un semplice esame del sangue. A differenza del controllo classico, denominato Bi…

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Pulisci la tua casa con le spezie, gli agrumi e gli oli essenziali

E se vi dicessimo che tutti quei detersivi che tenete nel mobiletto sotto il lavabo della cucina non servono per disinfettare la vostra casa? E che potreste rimpiazzarli con ottimi detergenti ecologici e con sostanza di origine naturale?
Il 24% delle malattie che oggi affliggono l’essere umano, secondo i dati 2010 della quinta Conferenza ministeriale su salute e ambiente, sono ambientali: traffico urbano, inquinamento indoor, malattie respiratorie, asma. I bambini sono i più colpiti.

Tra queste è interessante osservare come il crescente ricorso alla disinfezione grazie all’uso di prodotti sempre più mirati e chimici, riduca la quantità di batteri utili al mantenimento della nostra salute, indebolendo il sistema immunitario e favorendo allergie e dermatiti.
Le allergie, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (dati 2010), affliggono il 40-50% degli individui e tra gli imputati ci sono profumi e conservanti contenuti in saponi, cosmetici e detersivi convenzionali.
Il consiglio è, quindi, da una parte quello di autoprodurseli, dall’altra acquistare detersivi ecologici e biologici.
Esistono anche dei coadiuvanti naturali delle pulizie domestiche, oli essenziali e spezie utilissime per disinfettare gli spazi domestici.

Chiodi di garofano
Il bocciolo essiccato della Eugenia caryophyllata, meglio conosciuto come chiodo di garofano per la somiglianza con il famoso fiore, contiene, nel suo olio essenziale, un prezioso elemento, l’eugenolo. È proprio questo componente a dare alla spezia il classico aroma, un elemento questo con proprietà antisettiche, oltre che anestetiche.
È, quindi, ottimo utilizzato come antitarme negli armadi, potrete versare qualche goccia del suo olio essenziale in un brucia-essenze, negli umidificatori di ambiente, aggiungerne all’acqua di lavaggio dei piatti e all’acqua dei pavimenti.

Cannella
Anche la cannella è un antisettico naturale come i chiodi di garofano: come tale coadiuva l’organismo a combattere ed eliminare funghi, virus e batteri. Non è ormai raro trovare in commercio prodotti per l’igiene personale a base di cannella.
Il suo olio essenziale è prezioso per le pulizie domestiche se aggiunto all’acqua di lavaggio di stoviglie, pavimenti e quant’altro.

Olio essenziale di LAVANDA

La lavanda contiene oli essenziali molto attivi che le conferiscono proprietà antisettiche, disinfettanti, vasodilatatrici, antinevralgiche, cicatrizzanti, diuretiche, per i dolori muscolari e artritici ed è considerata anche un leggero sedativo. Per tutte queste sue proprietà disinfettanti ne consigliamo l’uso per il bucato, due-tre gocce direttamente nella vaschetta dell’ammorbidente, i suoi fiori seccati e posti in sacchettini di cotone nell’armadio come antitarme, come coadiuvante dell’acqua di risciacquo dei pavimenti e superfici varie.

BICARBONATO di sodio
Questa polverina a basso costo è, in realtà, una manna dal cielo per le pulizie domestiche (e personali): qui potrete trovare una miriade di consigli sui suoi utilizzi alternativi.
Per le vostre pulizie, potrete utilizzarlo con il limone creando una pappetta strofinandola sulle incrostazioni più tenaci; utilizzarlo puro su una spugnetta sulle piastrelle da detergere; per pulire l’argenteria, il forno, facendolo sciogliere in acqua calda per l’igiene dei pavimenti.


Succo di LIMONE

E vogliamo poi parlare del limone? Con il limone potrete sgrassare e detergere le stoviglie: fate una pappetta con 1 cucchiaio di bicarbonato e 1 limone tritato finemente nel mixer, mezzo bicchiere da caffè di aceto e passatela sui piatti sporchi. Oppure strofinate mezzo limone sulla superficie delle stoviglie da trattare prima di metterle nella lavastoviglie. Il limone sgrassa le superfici lavabili della cucina, rendendo lucido l’acciaio. Preparate una pappetta di limone, ne basta mezzo, e sale, strofinando bene sui ripiani interessati. Il limone non va utilizzato sul marmo o su materiali particolarmente delicati.
Ottimo anche per pulire e far brillare il rame, ottone, alluminio e superfici metalliche: basta strofinare il limone direttamente sulla superficie da trattare, risciacquare e asciugare.

Borace
Il borace è sodio borato, un cristallo morbido bianco che se disidratato diventa una polvere gessosa è facilmente solubile in acqua. In natura si trova depositato nei laghi a causa delle naturali evaporazioni stagionali.
Si può impiegare nelle pulizie domestiche, specialmente nel bucato, per il suo potere pulente, disinfettante, utilizzandone ½ tazza ad ogni lavaggio. Agisce anche come anticalcare e addolcitore d’acqua.
Nella lavastoviglie versatene 2 cucchiaini sciolti in acqua.

Olio essenziale agli agrumi
Un essenza eterna. Ha potere calmante, rasserena l’umore, aromatizzante, stimolante, diffonde senso di pulito. Particolarmente consigliato da aggiungere al bucato, direttamente nella vaschetta dell’ammorbidente: disinfetta e profuma.


Olio essenziale a base di eucalipto

Questo olio essenziale è un potente antisettico, deodorante, tranquillizzante, purificante, regola il respiro. Indicato da aggiungere al bucato, ma anche per lavare i pavimenti, soprattutto in inverno, quando le case rimangono a lungo chiuse.

Giulia Landini


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Appendicite: quali sono i rischi della peritonite e come si cura

Quando si soffre di appendicite, uno dei rischi più concreti di questa infiammazione  è quello che possa degenerare in peritonite, una conseguente infezione della membrana peritoneale che avvolge, proteggendoli, molti organi interni. Se l’appendicite è mal curata, perché gli antibiotici prescelti prima dell’intervento chirurgico, che resta comunque l’unica soluzione definitiva, non fanno effetto, oppure trascurata a lungo, può capitare di peggiorare la situazione e rompere l’organo, che infetta le zone limitrofe con la diffusione dei batteri patogeni.

La peritonite è dunque un’infiammazione del sacco peritoneale, che svolge una funzione protettiva degli organi interni del nostro corpo oltre a quella, primaria, di sostenerli; è formato da due membrane simili a foglietti, una parietale che riveste la cavità addominale e una viscerale, che avvolge gli organi contenuti nella cavità suddetta. Tra i due foglietti esiste il cavo peritoneale, un’area “virtuale” contenente il liquido sieroso che permette di attutire e facilitare i movimenti attivi e passivi degli organi interni.

Se un organo interno viene danneggiato da un’infiammazione, come nel caso dell’appendicite, e si rompe spargendo intorno i batteri responsabili dell’infiammazione e i succhi digestivi e gastrici, può capitare che l’azione naturalmente antisettica e antibatterica del siero peritoneale venga meno: ciò dà spazio ad un’infezione del peritoneo, detta peritonite.

La peritonite può essere diversificata in base all’origine, che può essere primaria o secondaria; in base all’estensione, che la categorizza come localizzata o diffusa; o ancora, in base al fatto che sia cronica, piuttosto rara come patologia, o acuta, più frequente e con manifestazioni di dolore violente e brusche.

I rischi della peritonite riguardano il peggioramento ulteriore di una situazione già compromessa per gli organi interni, andando a colpire l’intera zona addominale con blocchi intestinali, affaticamento renale, stipsi, produzione di pus in eccesso che provoca ulteriore disidratazione, perdita di sali minerali e proteine.

La cura migliore per la peritonite prevede la reidratazione del paziente per via endovenosa e la somministrazione di antibiotici e antibatterici che circoscrivano l’infezione prima del possibile intervento chirurgico risolutivo, che andrà a intervenire sull’organo responsabile dell’infiammazione, nella maggior parte dei casi l’appendice infiammata e ormai rotta.

Via | Mypersonaltrainer

Foto | Getty Images

Appendicite: quali sono i rischi della peritonite e come si cura é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 22:32 di venerdì 26 aprile 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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Il ruolo dei linfonodi nella diagnosi di un tumore

Linfonodi e tumori: qual è la correlazione che li lega? O meglio, qual è il ruolo dei linfonodi nella diagnosi di un tumore? Spesso la presenza di linfonodi ingrossati (noti anche con il nome di linfoadenopatia) desta non poca preoccupazione nei pazienti. Coloro che notano tale ingrossamento infatti, temono che la causa principale possa essere proprio un tumore. In realtà, molto spesso l’ingrossamento dei linfonodi (la cui importantissima funzione è essenzialmente quella di filtrare e arrestare germi o cellule tumorali) è dovuto più che altro a delle infezioni delle vie aeree superiori, malattie infettive, infiammatorie o autoimmuni non eccessivamente gravi.

Naturalmente non si può generalizzare, e per questa ragione, nel caso in cui doveste avvertire un rigonfiamento anomalo dei linfonodi, la prima cosa da fare è senza dubbio quella di rivolgersi al proprio medico curante.

In un organismo umano si trovano in media dai 600 agli 800 linfonodi, che sono distribuiti in diverse parti del corpo, dall’addome alle ascelle, dal collo fino all’inguine. Quando i linfonodi si ingrossano, è possibile percepirli al tatto, e se ne possono valutare la forma, la dolorabilità, la consistenza ed anche la mobilità. Oltre a ciò, è possibile riscontrare anche un arrossamento della parte interessata, che potrà risultare anche più calda rispetto al normale. In questo caso, è meglio rivolgersi subito al proprio medico, anche se ciò generalmente non implica la possibilità che si tratti di una malattia tumorale.

I linfonodi si ingrosseranno invece in maniera molto più evidente nel corso di processi metastatici. Normalmente essi non provocano dolore, risultano particolarmente duri al tatto, e non diminuiscono di volume con il passare del tempo, ma anzi, aumentano la propria grandezza.

Per quanto riguarda linfomi come quello del tipo Hodgkin e non Hodgkin, il linfonodo rappresenta la prima sede in cui si origina il tumore. Particolare attenzione va riservata ai linfonodi che si trovano sopra la clavicola, poiché nel 90% dei casi per i pazienti con più di 40 anni, e nel 25% dei casi per i pazienti più giovani, si tratta di una spia di un tumore maligno.

Di fronte a linfonodi ingrossati, se essi sono accompagnati da febbre, perdita di peso e sudorazione anormale, il medico potrà decidere di procedere con una biopsia.

via | Airc
Foto | da Pinterest di Faith

Il ruolo dei linfonodi nella diagnosi di un tumore é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 19:30 di mercoledì 24 aprile 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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