Living Planet Center: l’edificio del WWF è come un’esperienza nella natura

Scritto da Ivana Fasciano

Lunedì 17 Febbraio 2014 07:31

Share

A Woking in Inghilterra è stato progettato il Living Planet Center del WWF, ad opera dello Jason Bruges Studio. Il complesso, funzionante ad energia solare, serve da base per circa 300 impiegati, ed è dotato di una magnifica sala conferenze, illuminata con luce naturale, ed offre numerosi vantaggi per l’istruzione. L’edificio è realizzato come una magnifica costruzione ecocompatibile, ed aiuta a diffondere l’attenzione particolare del gruppo per la salvaguardia dell’ambiente.

 Il centro commerciale carbon-free accanto all’oasi WWF 

Il progettista ha dato forma alla facciata del Living Planet Center del WWF attraverso una persiana-frangisole in legno, per consentire sia una perfetta integrazione con la natura circostante, sia un adeguato ombreggiamento delle parti esposte alla luce. 
Il sovrastante tetto è in zinco, e su di esso sono disposti pannelli fotovoltaici, che consentono l’approvvigionamento di energia elettrica necessaria per l’interno. Una serie di aperture sul tetto permettono la ventilazione naturale degli ambienti, lasciando spazio ad un piacevole effetto di raffrescamento, senza l’impiego di energia.

Esternamente il guscio in legno racchiude un nucleo interno in vetro, che allo stesso tempo rende possibile la presenza di una maggiore quantità di luce naturale, lasciando fuori gli eccessi di calore. Gli spazi interni sono divisi attraverso pareti removibili, che creano spazi flessibili, modificabili in base alle esigenze delle mostre da allestire, o per speciali eventi o manifestazioni.

Il centro del WWF è caratterizzato dalla presenza di quattro zone, ognuna con un tema ambientale differente, appartenente ad uno dei settori chiave dell’organizzazione: foreste, fiumi, fauna selvatica ed oceani. Gli ospiti, attraverso le realtà immersive, sono invitati a scoprire come questi habitat sono fatti, imparando ad interagire con essi. In ciascuna zona sono riflessi anche i colori, gli odori ed i suoni propri dei diversi ambienti. Grandi schermi aiutano l’immaginazione, così come le diverse colonne sonore appositamente ideate da  William Goodchild.

L’edificio è interamente immerso nel verde, circondato da alberi e cespugli che simulano e riprendono esemplari di flora locale. Stimolare il visitatore ad interagire con la natura circostante è uno degli obiettivi cui il centro intende condurre, anche attraverso istallazioni disposte all’ingresso che invitano  al contatto con fiumi, alberi e zone di natura selvaggia.
Foto | © Richard Stonehouse/WWF-UK

Leggi anche:

Lavorare da casa. L’ufficio ideale è autosufficiente e confortevole

È possibile evitare, o almeno ridurre considerevolmente, il prezzo elevato che l’ambiente paga ogni giorno, quando migliaia di lavoratori si s

Lo spazio per la meditazione nella foresta costruito intorno ad un albero

In una foresta di abeti delle montagne di Almaty, in Kazakistan, il giovane architetto Aibek Almasov dello studio A. Masow, ha realizzato il conc

Promozione dell’attivismo pubblico: centro unico al mondo per sostenibilità sociale

Il Center for the Advancement of Public Action (centro di promozione dell’attivismo pubblico), si configura come recente ampliamento del Campus

Grattacielo futuristico per l’Indonesia. 99 piani pronti nel 2020

Si prospetta all’avanguardia in quanto a impegno sostenibile il nuovo quartier generale della compagnia petrolifera statale indonesiana Pertamina

Progettisti, artigiani e maestranze uniti per la tradizione indiana

Esemplare illuminante di un’architettura intesa come pratica collettiva e in cui arte e tecnica si nutrono l’una dell’altra, Palmyra House

Tags:




Leggi tutto

Progettisti, artigiani e maestranze uniti per la tradizione indiana

Share

Esemplare illuminante di un’architettura intesa come pratica collettiva e in cui arte e tecnica si nutrono l’una dell’altra, Palmyra House è un edificio che appartiene al territorio, nel senso sostenibile del termine. Grazie alla maestria degli artigiani locali, che hanno lavorato in sinergia con i progettisti dello studio Mumbai Architects, il legno locale è il protagonista assoluto di questa speciale fabbrica. Le tecniche costruttive della tradizione

esaltano il fascino del dettaglio in un’opera, esempio di un fare architettura che si discosta fortemente dal mood autoreferenziale cui le archistar ci abituano ormai da troppo tempo.

Wall house: tradizione e modernità nella casa indiana in terracotta

Abilità artistiche e competenze tecniche dell’India si accostano tra loro in una metodologia di lavoro che affonda le sue radici nei primordi dell’Architettura: progettisti, artigiani e maestranze creano uno stretto rapporto tra ideazione e costruzione, in un vero e proprio laboratorio progettuale modernamente inteso.

La casa-rifugio indiana si apre verso ovest, cioè verso la spiaggia, lungo il litorale meridionale di Mumbai, sul Mare Arabico. Inserito in una foresta di palme da cocco che schermano il sole e lo lasciano filtrare sottilmente, il complesso è composto da due volumi parallelepipedi.
Lo spazio che li separa è occupato da una vasca d’acqua che funge da piscina e che assume la funzione di elemento di regolazione del microclima. La stessa è stata creata grazie a un articolato sistema di pozzi artesiani e condutture di acqua preesistente.

I materiali impiegati sono quelli della tradizione locale. Strutture in legno duro, intelaiature in legno di palma per il rivestimento deidue volumi.
La pelle degli edifici consiste dunque in un sistema di pannellature fisse e apribili che schermano la luce evitando il surriscaldamento, e assicurano agli edifici un costante rapporto di permeabilità alle correnti d’aria e con l’esterno. In definitiva si tratta di una grande texture in legno continua, interrotta solo da pochi grandi vuoti.

Il piano superiore ospita camere e servizi, al piano inferiore spazi collettivi, aree soggiorno, cucina, una grande sala da pranzo, servizi e una camera, si articolano in open space attentamente distribuiti. Verso nord, le facciate vetrate sono lasciate prive di schermature per consentire alla luce naturale di illuminare le zone più buie. I corpi scala e i blocchi dei servizi sono in muratura, ma ancora una volta il legno primeggia incontrastato grazie alle raffinate tecniche di carpenteria locale che impreziosiscono le pedate delle scale.

L’attenzione posta alla valorizzazione delle risorse locali e la capacità di tradurre in linguaggio contemporaneo l’uso sapiente dei materiali della tradizione indiana, sono le ragioni per cui l’Aga Kahn Foudation ha insignito il progetto del prestigioso riconoscimento Aga Kahn Architecture Award.

Leggi anche:

Grattacielo futuristico per l’Indonesia. 99 piani pronti nel 2020

Si prospetta all’avanguardia in quanto a impegno sostenibile il nuovo quartier generale della compagnia petrolifera statale indonesiana Pertamina

Pedonalizzazione di Times Square: il cuore di Manhattan diventa sostenibile

I risultati incoraggianti del progetto pilota di pedonalizzazione di Times Square, messo in atto nel 2009 dall’amministrazione newyorkese per ren

LISI, progetto vincitore del Solar Decathlon USA

“LISI”, la casa progettata dall’Università di Tecnologia di Vienna.”E’ un’unione perfetta di ingegneria e design – spiegano i membri del team

Tiny house. Case minuscole per una vita in 20 metri quadri

All’idea di vivere una vita più semplice e meno strutturata si ispirano le Tiny Houses, case dalle superfici estremamente ridotte, costruite c

Edifici di terra e ghiaccio. L’importanza dei materiali a km0 in architettura

Laterizi, cemento, legno, acciaio e vetro sono i comuni materiali usati in edilizia, quelli che siamo abituati a vedere, a progettare e che utili

Tags:




Leggi tutto

L’Oréal: materie prime sostenibili entro il 2020 con il progetto Deforestazione zero

<!–occhiello:start–>L’Oreal, la più grande azienda di bellezza e cosmetici al mondo si è impegnata per deforestazione 0 dai suoi prodotti entro il 2020. Greenpeace spera che altre aziende si aggiungano all’ambizioso calendario<!–occhiello:end–> Con il progetto Sharing the wbeauty with all L’Oreal si…

Leggi tutto

Olio di palma: i colossi dell’alimentare lo vogliono sostenibile

<!–occhiello:start–>Unilever e Ferrero si impegnano ad avviare un processo che dovrebbe portarle a un utilizzo<!–occhiello:end–> Unilever e Ferrero utilizzeranno olio di palma sostenibile, a dare la notizia è stata Catapult, un’organizzazione che si batte per la riduzione del commercio di materie prime…

Leggi tutto

Articoli&nbsp;- ECOTURISMO ALLE FILIPPINE

Giungla, barriere coralline e risaie a terrazza – In jeepney nella foresta pluviale di Palawan. Immersioni tra El Nido e Boalboal. Itinerari indigeni sulla Cordillera di Luzon PALAWAN Si chiama Puerto Princesa, ma non ha nulla di principesco. È il capoluogo dell’isola di Palawan, la prosecuzione geografica del Borneo. La …

Leggi tutto

Articoli – IL GOLF NON É GREEN

Uno sport ad alto impatto – I campi da golf alterano il paesaggio e la loro manutenzione consuma risorse idriche e riduce la biodiversità. In Asia il boom di questo gioco ha provocato disastri ecologici, tra deforestazione e sbancamenti. I campi da golf appaiono verdi ma non lo sono. Perché questo …

Leggi tutto

Olio di palma, le bufale della rete: hangout in diretta con Greenpeace e Coop

<!—->L’olio di palma è cancerogeno? causa malattie cardiovascolari? fa ingrassare? induce dipendenza? Quante notizie girano intorno l’olio di palma, alcune vere e altre false: scopriamo con gli esperti la verità<!—-> Oggi alle 15, 30 avremo un hangout su Olio di palma, le…

Leggi tutto