Vene varicose: è possibile curarle con i rimedi naturali!

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Vene varicose vengono definite dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come abnormi dilatazioni a forma di sacco delle vene, localizzate principalmente a livello degli arti inferiori.
Questi vasi sanguigni, deputati al ritorno del sangue al cuore, assumono un aspetto tortuoso, perdendo la loro fisiologica linearità, per trasformarsi in formazioni che spesso sporgono dalla gamba.

Introduzione

Nella terapia di questa sindrome trovano largo impiego le creme per vene varicose, preparati per uso topico che devono venire applicati tramite massaggio delicato ed i cui principi attivi agiscono per contrastare la vasodilatazione ed evitare la formazione di trombi.
Le vene varicose possono sparire grazie all’impiego di trattamenti specifici e mirati alle differenti tipologie del disturbo; tra le varie opzioni, una scelta che sta trovando sempre maggiori consensi è quella degli integratori alimentari, composti multifunzionali in grado di prevenire l’insorgenza del disturbo.
Quanto più precoce è la terapia, tanto maggiori sono le probabilità di risolvere il problema.
Chiedendosi come eliminare le vene varicose è necessario stabilire il livello di interessamento dei tessuti circostanti; finché le varici rimangono superficiali, le modalità d’intervento sono piuttosto agevoli e non invasive.

 

Le vene varicose

La sensazione di gambe gonfie e pesanti e la comparsa di capillari superficiali ben visibili: le vene varicose sono una patologia molto diffusa

 

Si tratta di una patologia estremamente diffusa e molto comune soprattutto in soggetti abituati a stare molto in posizione ortogonale; si calcola che circa il 30% della popolazione (in prevalenza femminile) ne soffra.
Nella maggior parte dei casi le vene varicose (varici) sono localizzate superficialmente negli arti inferiori e vengono accompagnate dalla sensazione di gambe pesanti, gambe gonfie ed evidente comparsa di teleangectasie (capillari superficiali e ben visibili a livello cutaneo).
La principale conseguenza di tale sindrome è l’insufficienza venosa consistente in un deterioramento della funzione circolatoria; le vene ammalate, infatti, non sono in grado di far fluire correttamente il sangue verso il cuore (ritorno venoso).
Un vaso colpito da questo fenomeno è la vena Safena, da cui partono numerose collaterali che si distribuiscono nei differenti distretti anatomici.
Una delle complicazioni più temibili delle vene varicose è rappresentata dalla trombosi venosa; si tratta di una condizione secondo cui una piccola quantità di sangue coagulato aderisce alla parete vasale, contribuendo ad ostacolare il regolare flusso ematico.
Il coagulo, chiamato trombo, può distaccarsi ed entrare nella circolazione, andando incontro a un destino incerto, ma comunque pericoloso.
In questi casi è consigliato un intervento di chirurgia vascolare.

 

Perché insorgono

Le cause e i fattori implicati nell’insorgenza delle vene varicose 

L’eziologia delle varici dipende da numerosi fattori:

  • sesso. Sono prevalentemente le donne, di età compresa tra i 30 e i 50 anni, a essere soggette a tale problema circolatorio, causato anche da una componente ormonale;
  • difetti congeniti. Alla nascita possono presentarsi alcune anomalie congenite di probabile natura ereditaria, che tendono a peggiorare nel tempo, diventando evidenti dopo una certa età;
  • alterazioni dell’alvo intestinale. La stitichezza è un fattore predisponente di notevole rilevanza in quanto contribuisce ad ostacolare il ritorno venoso;
  • sovrappeso. La tendenza all’obesità è responsabile di una ostruzione meccanica dovuta al peso degli organi che gravano sul sistema circolatorio;
  • ortostatismo. Tutte le attività lavorative che implicano lo stare in piedi per molte ore rappresentano una causa predisponente alla formazione di varici.

Il fattore maggiormente implicato nella genesi delle vene varicose rimane comunque la postura; infatti, durante una prolungata stazione eretta, si crea un aumento della pressione venosa che può arrivare anche a dieci volte rispetto a quella fisiologica.
La conseguente stasi circolatoria provoca l’insorgenza di manifestazioni edematose, con gonfiore diffuso a livello di caviglie e piedi; queste zone gonfie ostacolano a loro volta il ritorno venoso, contribuendo a peggiorare la sintomatologia, creando un vero e proprio circolo vizioso.

Gli elevati livelli di estrogeni tipici del metabolismo ormonale femminile aumentano il rilassamento muscolare delle pareti venose che, di conseguenza, non sono più in grado di spingere il sangue verso il cuore.
Bisogna infatti considerare che la circolazione delle zone poste sotto al cuore deve realizzarsi contro la forza di gravità poiché il sangue è costretto a salire dal basso verso l’alto.
In condizioni fisiologiche, tale funzione è resa possibile dal lavoro cardiaco che richiama il sangue e anche dall’attività dei vasi venosi che spremono le loro pareti.
Quando la tonaca muscolare delle vene non è perfettamente funzionante, non riesce più a convogliare il sangue verso l’alto e di conseguenza si formano le varici.

Recenti studi scientifici hanno evidenziato che, nelle pareti delle varici, è presente una concentrazione di collagene ed elastina nettamente inferiore rispetto a quella delle vene sane; in base a tali dati clinici è quindi stato ipotizzato un collegamento funzionale tra queste proteine strutturali e la funzionalità circolatoria.
L’assunzione di alcuni tipi di integratori alimentari si è rivelata estremamente utile per aumentare la concentrazione di collagene a livello delle pareti vasali.

Livelli di gravità

In base alla presenza di edemi e all’ossigenazione dei tessuti nonché al tipo di vene colpite, si distinguono tre stadi di gravità e tre tipi di varici

A seconda del loro differente livello di gravità, le varici vengono classificate in:

  1. primo stadio
    le vene varicose sono ancora ad un livello iniziale e la loro anomala funzione viene perfettamente compensata dai vasi adiacenti;
  2. secondo stadio
    in seguito al peggioramento delle condizioni fisiologiche, si verifica l’insorgenza di edemi accompagnati da gonfiore diffuso agli arti inferiori e dalla comparsa di macchie cutanee dovute all’iperpigmentazione della pelle;
  3. terzo stadio
    in questa fase i tessuti contigui alle vene ammalate non ricevono una quantità sufficiente di ossigeno e possono ulcerarsi.

In rapporto al tipo di vene coinvolte (con particolare riguardo alle loro dimensioni), si distinguono tre tipi di varici, e precisamente:

  • varici tronculari
    sono quelle che riguardano i vasi di calibro maggiore, come la vena Safena;
  • varici reticolari
    sono quelle che interessano i rami che si riversano nella Safena;
  • microvarici
    sono le teleangectasie consistenti in dilatazione delle venule oppure delle piccole porzioni terminali dei vasi venosi.

Solitamente le varici si definiscono primitive quando non presentano un’eziologia ben definita, ma dipendono unicamente da alcuni fattori di rischio responsabili della loro comparsa.
Si definiscono secondarie se insorgono come conseguenza a gravi patologie, come ad esempio le trombosi venose profonde.

I sintomi

Sensazione di calore, accompagnata dalla percezione delle gambe pesanti, e fenomeni edematosi intorno al malleolo segnalano una sofferenza delle vene 

I sintomi delle vene varicose sono i seguenti:

  • percezione di gambe pesanti, soprattutto alla sera, dopo molte ore di posizione ortostatica;
  • comparsa di fenomeni edematosi nella zona intorno al malleolo;
  • sensazione di calore dovuta all’ipertermia dei tessuti circostanti alla varice;
  • forte prurito nella zona epidermica adiacente alla vena varicosa;
  • insorgenza di crampi agli arti inferiori.

In casi particolarmente gravi potrebbe svilupparsi una flebite superficiale che, se non adeguatamente trattata, può evolvere in ulcera varicosa, accompagnata da sanguinamento, che tende a non risolversi.

 

Le cure

La prevenzione è fondamentale perché una volta comparse, le vene varicose sono complesse da curare

Mai come per questa patologia la prevenzione si dimostra di fondamentale importanza poiché, una volta insorto, tale disturbo si presenta piuttosto complesso da curare.
Gli interventi preventivi sono incentrati sui fattori responsabili e riguardano soprattutto lo stile di vita, e precisamente:

  • evitare di stare per lungo tempo in posizione ortostatica;
  • effettuare regolare attività fisica per almeno 30 minuti ogni giorno;
  • eliminare le fonti di calore vicino agli arti inferiori;
  • dormire con le gambe sollevate;
  • porre particolare attenzione al regime dietetico per non ingrassare.

I trattamenti attualmente disponibili sono comunque in grado di alleviare efficacemente i sintomi causati dalle varici.
Esistono tre differenti modalità d’intervento, che sono:

  1. trattamenti conservativi
    comprendono le tradizionali terapie farmacologiche e la terapia elasto-compressiva effettuata tramite calze elastiche oppure bendaggi specifici;
  2. trattamenti mini-invasivi
    riguardano la scleroterapia, la radiofrequenza e la procedura endovascolare tramite laser;
  3. trattamenti invasivi
    prevedono veri interventi chirurgici finalizzati sia all’asportazione del vaso ammalato che alla sua conservazione, quando possibile.

La scleroterapia consiste in iniezioni da effettuare all’interno del vaso venoso mediante sostanze chimiche che provocano una trasformazione fibrosa della parete vasale.
Il campo di applicazione di tale metodica è limitato a vasi di piccole dimensioni, tipici dei fenomeni di teleangectasie, e mai per varici di grosso calibro.

La fleboctomia è un intervento chirurgico vero e proprio, consistente nella rimozione del tratto venoso dilatato e nel ricongiungimento dei lembi con quelli del vaso integro.
La procedura prevede una forma di anestesia locale e di solito viene eseguita in day-hospital senza necessità di ricovero.

 

I rimedi naturali 

Creme e pomate, uso di calze elastiche ma soprattutto integratori alimentari che aiutano la circolazione sono i migliori rimedi naturali al problema delle vene varicose

 

I trattamenti farmacologici di primo intervento sono medicinali per uso topico, come creme, pomate oppure gel, da applicare regolarmente sulle zone interessate dalle varici.
Si tratta di sostanze di vario tipo:

  • flebotoniche
    in grado di migliorare il tono muscolare delle pareti delle vene allo scopo di limitare il loro sfiancamento;
  • anti-edemigene
    che riducono i fenomeni edematosi potenziando l’eliminazione dei liquidi ristagnanti;
  • pro-fibrinolitiche
    la cui attività è finalizzata ad impedire la formazione di trombi prodotti dalla stasi ematica;
  • antinfiammatorie
    che combattono i processi flogistici strettamente collegati alla malattia.

I prodotti per uso topico sono formulati con l’impiego di flavonoidi, composti naturali particolarmente efficaci per migliorare la circolazione; solitamente vengono utilizzate anche sostanze enzimatiche, come la streptochinasi, in grado di sciogliere gli accumuli di fibrina.
Gli eparinoidi agiscono come anticoagulanti e trovano largo impiego nella preparazione di pomate e creme anti-varici.
Tra i vari principi attivi naturali, l’ippocastano, il ruscus, la centella asiatica, la vite rossa ed il mirtillo nero svolgono notevoli azioni fitoterapiche.
Anche l’impiego di integratori alimentari contenenti differenti elementi funzionali attivi per stimolare l’elasticità delle pareti venose viene raccomandato come efficace terapia coadiuvante.

L’elastocompressione è un metodo che prevede l’impiego di calze elastiche in grado di esercitare una compressione decrescente dai piedi verso l’inguine, per potenziare il ritorno venoso.
In alcuni casi vengono consigliate vere e proprie bende elastiche da applicare come fasciature più o meno compressive a seconda della sintomatologia.
Le calze elastiche sono uno dei rimedi maggiormente utilizzati sia a scopo preventivo (quando sussistono fattori predisponenti), sia a scopo terapeutico (in caso di patologia in atto).
Il loro impiego non consente la guarigione, ma rallenta notevolmente un eventuale peggioramento, di solito inevitabile.
Affinché tali presidi siano in grado di svolgere al meglio il loro compito, è necessario indossarli al mattino non appena ci si alza dal letto, nel momento in cui viene assunta la posizione ortostatica.
A seconda della gravità delle varici, sono disponibili quattro classi di calze elastiche, da utilizzare preferibilmente tutti i giorni.

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