Troppe ore al PC: guida alle patologie invalidanti

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Sono sempre di più le ore che si trascorrono davanti ad uno schermo, sia esso un computer, uno smartphone o, nel caso dei più giovani, i videogames, ignorando del tutto le conseguenze che queste nuove tecnologie possono causare all’organismo. Non a caso è stato definito un nuovo termine con il quale vengono indicati coloro che lavorano per almeno 20 ore alla settimana davanti ad un videoterminale, ovvero un qualsiasi dispositivo dotato di uno schermo: i video-terminalisti.

Negli ultimi anni si è assistito ad un incremento delle patologie definite hi-tech, ovvero tutte quelle condizioni patologiche che possono essere scaturite da un uso continuo, ma soprattutto scorretto, dei diversi dispositivi elettronici che, a lungo andare, potrebbero portare a problemi molto seri.
Non tutti sanno che basterebbero dei semplici accorgimenti giornalieri per evitare spiacevoli conseguenze, ma soprattutto anche per avere una migliore concentrazione quando si è costretti a stare ore davanti ad un PC, sia che si tratti di lavoro ma anche per altre motivazioni.

 

I rischi per chi trascorre troppe ore davanti al PC

Sono davvero numerose le conseguenze che un lavoro prolungato può causare al corpo, in particolare all’apparato muscolo-scheletrico e alla vista, ma anche gli effetti psicologici non sono affatto trascurabili. Ecco solo alcune delle principali patologie da video-terminalisti:

  • Disturbi alla vista: gli occhi sono gli organi che subiscono il maggiore stress quando si passano tante ore davanti a uno schermo e le conseguenze possono essere numerose, a partire dalla sindrome dell’occhio secco, una patologia che porta all’alterazione del film lacrimale, una sostanza deputata alla protezione degli occhi mantenendoli sempre umidi. L’esposizione prolungata alla luce dei monitor aumenta la secchezza degli occhi andando a provocare una lacrimazione continua, vista sfocata, sensazione di palpebre pesanti e continui mal di testa. A lungo andare la vista ne potrebbe risentire andando a provocare lo sviluppo di una miopia abbastanza seria.
  • Danno alle articolazioni: quando si trascorrono tante ore davanti a un monitor, anche i polsi e le dita ne risentono fortemente. Un esempio è la sindrome del tunnel carpale oppure la sindrome del dito a scatto, tutte patologie che si presentano a seguito di un uso prolungato del mouse e della tastiera. La sindrome del tunnel carpale si manifesta con la sensazione di formicolio e forte dolore alla mano e al polso, a causa di un’infiammazione del nervo mediano, accentuata maggiormente quando si compiono movimenti ripetuti nel tempo, come appunto lavorare al computer. Si consiglia l’approfondimento all’articolo “Sindrome del Tunnel Carpale: sintomi e rimedi”.
  • Dolori alla schiena: stare davanti a un monitor implica anche stare parecchie ore seduti e spesso la posizione che si assume non è assolutamente corretta. Si avverte una sensazione sempre più crescente di dolore alla schiena, che potrebbe provocare danni alla colonna vertebrale, come la comparsa della scoliosi, una curvatura anormale della colonna; assumendo per diverse ore una postura tendente in avanti, si può provocare una deformazione delle vertebre, in special modo negli adolescenti, trovandosi ancora nella fase di crescita.
  • Problemi psicologici: trascorre troppe ore al PC non provoca conseguenze solo a livello fisico ma anche mentale. Sono sempre di più gli studi che dimostrano come stare troppe ore davanti ad un dispositivo elettronico vada ad aumentare il livello di ansia e stress, poiché il livello di concentrazione da mantenere è davvero alto per un tempo molto prolungato. È stato altresì dimostrato che chi trascorre troppo tempo davanti ad uno schermo sviluppa un forte senso di solitudine, perdendo interesse per altre cose che lo circondano, tendendo a chiudersi con tutto ciò che è esterno.

 

Alcuni accorgimenti per evitare la comparsa di queste patologie

Iniziare ad assumere comportamenti più corretti e responsabili quando si passa la maggior parte della giornata al PC potrebbe non solo evitare lo sviluppo di patologie invalidanti ma anche permettere di svolgere un lavoro sicuramente più accurato e cospicuo. Innanzitutto, sarebbe opportuno fare delle pausa di circa 15-20 minuti al fine di non affaticare la vista e sgranchirsi le gambe. Inoltre lo schermo non dovrebbe mai trovarsi ad una distanza minore di circa 50-60 centimetri dall’operatore ed avere delle ampie dimensioni e un’illuminazione regolabile in diversi momenti della giornata.

Anche organizzare al meglio la postazione di lavoro può portare a notevoli vantaggi, ad esempio cercando di assumere una posizione dritta evitando il più possibile di protendersi in avanti: per questo ci si può aiutare con una sedia ergonomica, che permette di essere regolata in altezza. Anche l’altezza del piano di lavoro deve essere proporzionata all’altezza del video-terminalista.

Quando si utilizza la tastiera è consigliabile che gli avambracci, i polsi e le mani siano perfettamente allineati in una posizione dritta, appoggiando tutto l’avambraccio sulla scrivania, per evitare l’insorgenza di tensioni muscolari. Anche evitare di utilizzare troppa forza quando si digita sulla tastiera potrebbe rivelarsi vantaggioso, prevenendo il possibile sviluppo della sindrome del dito a scatto.

Il mouse dovrebbe essere sempre tenuto al lato della tastiera e mai davanti, cercando di alternare l’utilizzo ad entrambe le mani, in modo da concedere un po’ di riposo alla mano dominante.

 

Obblighi del datore di lavoro

Forse non tutti lo sanno, ma il datore di lavoro è tenuto a rispettare alcuni obblighi nei confronti dei video-terminalisti. Primo fra tutti è consentire una pausa di almeno 15 minuti ogni due ore di lavoro davanti ad uno schermo; successivamente, assicurarsi che ogni dipendente venga sottoposto a sorveglianza sanitaria, ovvero visite mediche periodiche (solitamente ogni due anni) alla vista e all’apparato muscolo-scheletrico, per assicurarsi che non ci sia la comparsa di alcune patologie invalidanti. Infine, ogni datore di lavoro deve redigere un documento di valutazione dei rischi in cui elenca tutti i rischi esistenti per la sicurezza dei lavoratori.

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