Stiramento muscolare: cause, sintomi e rimedi

I muscoli scheletrici (striati), strutture anatomiche responsabili dell’attività motoria e volontaria del corpo, sono dotati della capacità di contrarsi, una proprietà funzionale resa possibile dalla loro istologia.
La loro struttura comprende un certo numero di fibre muscolari costituite a loro volta da miofibrille striate orizzontalmente per la presenza di due tipi di proteine contrattili: actina (sottile) e miosina (grossa), in grado di incastrarsi e scivolare tra loro, dando luogo al movimento.

 

Che cosa si intende per muscolo stirato

Lo stiramento muscolare consiste in una modificazione del tono muscolare che, dal punto di vista patologico, si pone tra la contrattura (aumento del tono delle miofibrille) e lo strappo (rottura delle stesse).

Molto comune per chi pratica attività sportive e allenamenti di vario tipo, lo stiramento consiste in un eccessivo allungamento delle fibre muscolari, a cui non è più consentito di riprendere il loro aspetto fisiologico.

 

Quali sono le cause

Le cause di questo disturbo sono di vario tipo:

  • inadeguato riscaldamento precedente all’attività fisica, che provoca il funzionamento delle miofibrille non ancora pronte al movimento, e che quindi non sono in grado di mettere in atto i meccanismi contrattili del complesso actina/miosina;
  • movimenti violenti oppure troppo veloci che non consentono la fase di riposo tra una contrazione e l’altra, sottoponendo il muscolo a un surplus funzionale;
  • disturbi articolari oppure tendinei che alterano i collegamenti con le miofibrille;
  • squilibri posturali che innescano modificazioni anatomiche dei muscoli;
  • brusche modificazioni climatiche con intense variazioni di temperatura, soprattutto verso il freddo, che peggiora le condizioni funzionali della muscolatura;
  • insufficiente recupero dopo un intenso sforzo atletico.

Dato che ogni fibra muscolare è innervata da parte del sistema nervoso centrale, il funzionamento dipende da stimolazioni elettriche derivanti dal cervello.

Pertanto alla base dello stiramento muscolare c’è una iperstimolazione di natura neuro-muscolare innescata da un’alterazione funzionale a livello dei neuroni encefalici.

 

Quali sono i sintomi

Quando un muscolo si stira, il primo sintomo è quello del dolore, che insorge con violenza e in maniera improvvisa. Contemporaneamente si verifica uno spasmo delle miofibrille, che risultano ipertoniche e molto dure al tatto.

Continuando a utilizzare il muscolo stirato si peggiora notevolmente la situazione, contribuendo a potenziare la sensazione dolorosa e a incentivare sempre più la condizione patologica.

La tipica sintomatologia di questo disturbo comporta anche l’indurimento del muscolo che, in seguito a palpazione, appare rigido, sodo e non funzionante.

 

Quali sono i principali rimedi

Il rimedio più indicato in caso di stiramento muscolare è rappresentato dal riposo in quanto le fibre ipertoniche necessitano di uno stop funzionale che permetta loro di rilassarsi per assumere l’assetto fisiologico.

Viene inoltre consigliata l’applicazione di impacchi freddi, impiegando spray oppure borsa del ghiaccio, poiché la diminuzione di temperatura produce una vasocostrizione periferica in grado di diminuire i processi flogistici.

I bendaggi occlusivi tramite fasce elastiche, che devono essere applicati il prima possibile, svolgono la funzione di ridurre le sollecitazioni meccaniche a livello della parte infortunata, consentendo al muscolo di rimanere inattivo per tutto il tempo necessario al ripristino del suo stato fisiologico.

Spesso viene prescritta una terapia farmacologica che può essere di due tipi; inizialmente si fa ricorso a prodotti per uso topico, come creme o pomate a base di principi attivi miorilassanti che, venendo a contatto con le miofibrille contratte, contribuiscono a rilassarle, agendo sul funzionamento biochimico del complesso actina/miosina.

Se tali trattamenti risultano inefficaci, solitamente si passa all’impiego di farmaci per uso sistemico, come i FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), il cui scopo è quello di eliminare la componente flogistica dello stiramento muscolare.

Alcune terapie fisiche, come gli ultrasuoni, la TENS o la massoterapia possono rivelarsi di notevole efficacia, soprattutto dopo la fase critica iniziale.

Il protocollo R.I.C.E. comprende le quattro opzioni specifiche, che sono:

  • “R” come riposo;
  • “I” come “ice” (ghiaccio);
  • “C” come compressione;
  • “E” come elevazione.

In base a questo programma terapeutico è quindi necessario mantenere il muscolo a riposo per almeno 20-30 giorni, a seconda dell’intensità della lesione; applicare ghiaccio a livello della zona infortunata; mantenere il muscolo fasciato, posizionandolo preferibilmente sopra al livello del cuore, per migliorare la circolazione sanguigna.

La pratica dello stretching può avere conseguenze ambivalenti dato che, in alcuni casi, può anche peggiorare la situazione.
Pertanto è necessario evitare programmi autonomi e affidarsi a professionisti del settore, come fisioterapisti o fisiatri, in grado di impostare un adeguato programma di riabilitazione.

Tutte le volte in cui insorge un dolore muscolare è sempre buona regola interrompere qualsiasi attività riguardante le miofibre coinvolte e rivolgersi al medico per poter impostare un protocollo terapeutico adeguato.

Bisogna ricordare che lo stiramento muscolare può essere l’inevitabile conseguenza di un infortunio sportivo, ma può anche insorgere in seguito a iperstimolazione della placca neuro-muscolare.

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