Quando il cibo non ha sapore. Disgeusia: cause e rimedi

Il bello di mangiare è sicuramente godersi il gusto prelibato dei vari ingredienti che compongono i nostri piatti, e il muscolo insostituibile che ci permette di farlo è la nostra lingua.

Dolce, salato, amaro e acido sono sensazioni che noi tutti conosciamo, ma esiste una patologia che inibisce la nostra capacità di percepire i sapori, e che oltre a peggiorare la qualità dei nostri pranzi e delle nostre cene può avere delle conseguenze negative anche per la nostra salute.

Intanto perché non percependo il sapore del cibo non si riesce a comprendere se un alimento è guasto, sporco o avariato, o peggio se una ricetta è presente un ingrediente al quale magari siamo allergici o intolleranti.

Inoltre le alterazioni del gusto possono mettere a rischio la salute di chi soffre di disturbi alimentari, ma anche di chi è affetto da malattie cardiache o cardio-circolatorie o da altre patologie gravi come tumori, ictus e diabete.

Un individuo che ha infatti perso la capacità di percepire il sapore dei cibi potrà infatti mangiare troppo o troppo poco, non percependo senso di sazietà, o tendere ad abusare del sale o dello zucchero, altro fattore di rischio da non trascurare, soprattutto per i soggetti diabetici o che soffrono di ipertensione.

Se si considera che tra le cause di questa patologica perdita del gusto c’è anche una poco accurata igiene orale e che esiste un legame tra diabete e possibili complicanze ai denti, si capisce che l’alterazione del senso del gusto, nelle sue varie forme, è una malattia che non deve essere trascurata.

Vediamo quindi di capire le cause di questi disturbi del gusto e quali sono i rimedi più efficaci per proteggere la nostra salute.

I vari gradi dei disturbi del gusto

Con termine medico le alterazioni del senso del gusto rientrano in una patologia precisa che prende il nome di disgeusia.

Il livello di alterazione del gusto può essere classificato in base a diversi gradi e diversi tempi, che vanno da un’alterazione lieve e temporanea, per cui si parla di ipogeusia, a vari livelli mediani in cui si può avvertire una disgeusia più marcata avvertendo un sapore metallico in bocca, fino alla totale perdita del senso del gusto, per cui si parla di ageusia. Questa condizione è in genere permanente ma risulta anche molto più rara.

Le cause più comuni della perdita del gusto

Anche se non si possono escludere situazioni dove le alterazioni del gusto sono congenite ed ereditarie, ci sono diversi fattori che possono portare alla disgeusia.

Tra le cause note che possono alterare il nostro senso del gusto alcune possono essere riferite a comportamenti scorretti e cattive abitudini, mentre altre sono dovute ai mali stagionali, all’assunzione di farmaci anche a seguito di operazioni, o alla presenza di altre infezioni o particolari patologie.

Ecco le più comuni:

  • scarsa igiene orale, che comporta disturbi dentali che vanno ad aumentare il rischio, come infiammazioni gengivali, gengiviti e parodontiti
  • tabagismo, che porta anche all’anosmia, spesso legata alla disgeusia
  • infezioni delle vie respiratorie e mal di gola
  • anestesia pre e post operatoria
  • interventi chirurgici che interessino il naso, la gola o le orecchie
  • esposizione prolungata a sostanze tossiche, come fumi, disinfettanti industriali o insetticidi
  • trauma cranico
  • assunzione prolungata di farmaci e medicinali come antibiotici, antistaminici e antidepressivi
  • scorretta alimentazione con carenza di zinco e vitamina B12

Anche alcune patologie gravi o le terapie prescritte per la loro cura possono portare all’ageusia, quindi alla totale perdita del gusto. Tra queste ci sono:

  • i tumori alla testa e al collo e la relativa radioterapia
  • alcune tipologie di diabete mellito
  • la paralisi di Bell
  • la sclerosi multipla
  • la sindrome di Cushing

Prevenzione e altri rimedi

Nel caso non sia dovuta alla presenza di altre patologie, la prevenzione è una buona arma per evitare che la disgeusia si presenti.

Correggendo alcuni comportamenti e seguendo delle buone abitudini di vita e di alimentazione si può scongiurare il rischio di soffrire di queste alterazioni del gusto, e continuare a stare in salute, godendosi la buona cucina.

Per prima cosa bisogna curare ogni giorno la propria igiene orale, lavando i denti dopo i pasti e passando il filo interdentale. Solo in questo modo si potrà eliminare la placca batterica ed evitare la formazione di tartaro e quindi il manifestarsi di carie, gengiviti e parodontiti che aprono la strada alla disgeusia e ad altri problemi.

I fumatori incalliti scopriranno inoltre che già pochi giorni dopo aver smesso di fumare cominceranno a ritrovare il senso del gusto e il loro olfatto, alterati a causa delle sostanze presenti nelle sigarette.

Per curare la disgeusia sono previste sia terapie a base di farmaci sia specifici interventi chirurgici.

In generale, una volta presa coscienza di essere in presenza dei primi sintomi della malattia, la scelta migliore è rivolgersi a un otorinolaringoiatra per farsi fare un esame accurato. In base alla vostra storia clinica lo specialista potrà infatti individuare la causa di questa alterazione e prescrivervi la più corretta terapia da seguire.

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