Polidipsia: che cosa è e a quali malattie è associata

Un particolare sintomo talvolta utile a identificare una malattia in corso è la sete, normalmente un segnale fisiologico atto a soddisfare il bisogno di idratare l’organismo. Quando questo persiste senza una reale necessità di approvvigionamento di liquidi, significa che qualcosa non va e occorre indagare. Bere continuamente senza necessità passa sotto il nome di polidispsia che in greco significa molta sete.

Se stai leggendo questo articolo ti consigliamo anche di leggere Sintomi Diabete: tutto ciò che devi sapere

Come si manifesta

La polidipsia si manifesta con l’eccesso di bisogno di bere che si ha anche dopo avere già bevuto: questa condizione comporta altri sintomi come la necessita di urinare in maggior misura e più frequentemente, e la sensazione di disidratazione che si avverte con la secchezza delle fauci.
Come detto la polidipsia è un segnale di un disequilibrio dell’organismo, spesso è un sintomo del diabete che si presenta unitamente ad altri. Si può quindi associare a sensazione di stanchezza, calo di peso corporeo, necessità di nutrirsi in continuazione, vista offuscata, emicrania, infezioni alle vie urinarie, nonché difficoltà di guarigione delle ferite.

I pericoli derivanti dalla polidipsia

Di solito si parla degli effetti negativi dovuti alla scarsa assunzione di acqua, per cui è abbastanza raro affrontare il tema opposto, ovvero quando l’eccesso di acqua crea all’organismo problemi anche gravi. Si parla infatti di avvelenamento da acqua che può sfociare nell’iponatremia, in cui il livello del sodio nel sangue cala per effetto dell’insufficiente capacità di eliminare acqua attraverso le vie urinarie.
L’acqua in eccesso rimane in circolo e le cellule si allagano mettendo in crisi ossa e organi del corpo. Il persistere di questa condizione provoca a sua volta altri disturbi come la nausea, i crampi, mal di testa, sfinimento, stato confusionario, lentezza nei riflessi e altro ancora. Se lo stato dovesse persistere oltre, si può incorrere nel coma.

La polidipsia come sintomo del diabete, ma non solo

Un medico associa la polidipsia al diabete normalmente e cerca altri sintomi per ricavarne uno stato completo. Nel diabete gli zuccheri nel sangue aumentando inducono la necessità di urinare, portando il corpo a una continua necessità di reidratazione.
Il diabete è una malattia che nella sua forma tradizionale, quello mellito, dipende dal pancreas, ma esiste anche un’altra forma di diabete denominato insipido in cui la causa è più da ricercarsi nei reni o più precisamente nella ghiandola pituitaria a cui è attribuito il compito di emettere l’ormone che assicura il corretto funzionamento degli stessi reni. La polidipsia può anche derivare da una malattia mentale come la schizofrenia, l’anoressia o in generale disturbi dell’umore. In questo caso si parla della polidipsia psicogenetica o potomania.
La necessità di assumere molta acqua può dipendere da un’eccessiva perdita di liquidi che avviene per effetto di stati febbrili, con sudorazioni oltre la norma, il vomito e la diarrea. L’insufficienza renale infine da origine alla polidipsia quando è cronica. La polidipsia può anche essere provocata dall’assunzione di farmaci, come gli antidepressivi, quelli per la poliura (eccesso di minzione) o gli anticolinergici. Si può trattare di un eccesso di sale che causa disidratazione e altro ancora.

Trattamenti della polidipsia

Un disturbo come questo è un campanello d’allarme per un medico, che normalmente procede con la ricerca delle cause per approntare la giusta diagnosi. Attraverso l’indagine sugli altri sintomi, tramite l’analisi del sangue e delle urine, stabilisce quale malattia l’abbia originata.
Nel caso di diabete, a seconda del tipo, potrebbe portare all’assunzione di insulina per controllare i livelli di glucosio nel sangue (nel diabete mellito di tipo 1), oppure a contenere l’assunzione di zuccheri con un’apposita dieta (nel diabete di tipo 2), o ancora ad assumere ormoni (in caso di diabete insipido). Nella polidipsia psicogenetica o primaria il medico tenderà a indagare sulla causa comportamentale associata al disturbo.