Pellegrinaggio alla Mecca? Bonci Bonci Bonci Bo.

fonte

Da vero food nerd, come mi chiama la mia amica Mary Valeriano, nun potevo farme mancà la pizza der maestro.
Bonci Bonci Bonci Bo, come lo chiama mia madre.
Non sono un uomo dall’illimitato stomaco di ferro, come un Bourdain in giro per l’Asia più strana, e nella mia toccata e fuga ho dovuto fare un’accurata selezione di pizze in teglia da assaggiare.
Tanto che, anche troppo facilmente, la scelta è caduta sul Pizzarium di Bonci, più per la fama che per la fame.

Avevo già provato un micro trancio della sua (un po’ esosa) pizza allo scorso Salone del Gusto allo stand dei miei amici (e di Bonci) del Mulino Marino assieme all’amica già citata Mary Valeriano (qui sotto una testimonianza della nostra bellezza col già citato stand sullo sfondo), e non ne ero rimasto molto soddisfatto. Anzi, per niente. Ma, come dire, in questi mega eventi c’è sempre l’attenuante e quindi, essendo in giro per Roma, come non dargli una vera seconda chance?!
Ah, qui c’è la foto che vi dicevo.

Torniamo a bomba.
La…
fila fuori dal Pizzarium in un sabato di novembre è allucinante.

Per di più, nella mia testa mi ero fatto il viaggio di un luogo “culto” della pizza in teglia, dove si parlasse e si respirasse lievito madre, coi tavolini per sedersi, una buona birra da degustare e l’aureola fatta di pane di farro monococco sulla testa dei commessi.
Invece, il Pizzarium non è niente di più che una pizzeria al taglio come ce ne sono miliardi in Italia, se non fosse che la calca pazzesca stile concerto death metal (con tagliafuori a gomito alto come il peggiore dei parquet di bassa lega per potersi guadagnarsi il trancio di pizza fumante e grondante di condimento) mi infastidisce, come dire, un pochetto.

Oh, che vi devo dire, io sono uno all’antica, uno di quelli che ha bisogno “di mettere i piedi sotto a un tavolo”, come direbbe mio nonno. O almeno, aggiungo, di non essere ucciso e martoriato per assaggiare – pagando profumatamente – un pezzo di pizza.

Nella foto sopra, lotta dura senza paura per entrare.

Bonci non c’era (se c’era l’avrei visto, eh… perdonate la battuta di cattivo gusto…scusate…sic), ma tant’è. Sicuramente gli avrei chiesto se la sua pizza è solo a pasta madre oppure no. E’ una cosa che ancora non ho capito, dal momento che lui veleggia sempre un po’ border-line tra lievito madre e lievito di birra (vi ricordate quando ormai un annetto fa disse che la pasta madre era diventata una moda e che il lievito compresso andava benissimo per fare pane e pizza in casa?).

Il bancone delle pizze era molto ricco e fornito, anche se senza alcuna indicazione sugli ingredienti e farciture. Ora, non voglio entrare nemmeno nell’argomento dell’obbligatorietà di indicare in modo esplicito e ben visibile ingredienti e allergeni quando si vende un prodotto alimentare anche se sfuso, ma, mio caro, dal momento che le tue pizze sono particolari e molto ricche (e buone, eh, ci mancherebbe) facci il piacere di scrivere per bene cosa c’è sopra.

Lo sai, siamo feticisti, vogliamo crogiolarci nel leggere quale ben di dio ci aspetta al primo morso.

(Infatti, il commesso mi ha odiato quando, con una fila chilometrica alle mie spalle, ho chiesto gli ingredienti di tutte le pizze proposte)

Le pizze vengono tagliate (con le forbici, una cosa che mi sconvolge… lo so, perdonatemi) e riscaldate (di nuovo), poi servite su un piccolo tagliere pronti per uscire, sempre a gomito alto, dal locale alla ricerca di un buco dove sedersi. Ah, prendete abbondanti tovagliolini con voi, vi potrebbero servire.

Aò, ma le pizze come sono?
(vedere foto all’inizio del post)

Sono ben farcite, con abbinamenti divertenti, curiosi, ben studiati e sicuramente soddisfacenti.
Con una tale farcitura, l’impasto perde di importanza. 
O meglio, bisogna essere davvero bravi (e in pochi ci riescono, purtroppo) a creare il giusto equilibrio di importanza e di piacere tra impasto e condimento. 

Come dire, hai delle farine buone (perchè le farine del Mulino Marino sono buone, non c’è che dire), ma non le valorizzi. Insomma, la pizza è talmente ricca sia sopra che dentro (l’impasto naviga nell’olio) che se le materie prime di farcitura utilizzate sono buone, è quasi impossibile fare una pizza cattiva.

Sono un appassionato e un fondamentalista sognatore quindi non smetterò mai di essere esigente.
Questa volta le mie aspettative erano molto alte e un po’ sono state disattese.
Ora, non fraintendetemi, la pizza è buona, ma niente di trascendentale. Però, mi aspettavo di arrivare alla Mecca delle pizzeria alla pala, e invece, ho trovato chiuso. Luogo di culto non pervenuto.

Ultima chicca per voi appassionati desiderosi di commenti, consigli e polemiche per gli acquisti, il nostro scontrino (per tre tranci di pizza…due li vedete nella prima foto)

Chi è? Dov’è?

Pizzarium
Via della Meloria 43 – Roma

Approfondisci l’argomento consultando l’articolo principale
Fonte:
Argomenti trattati: 6501 | Pasta Madre | Panificazione | Panificazione Casalinga | Lievito Madre | Mugnai | Panificatori | Filiera cerealicola | Cerealicoltura | Coltivazioni Biologiche | Coltivazioni Biodinamiche | Pane | Creali Antichi
Altre informazioni inerenti Pellegrinaggio alla Mecca? Bonci Bonci Bonci Bo.: , Riccardo, http://pastamadre.blogspot.com/feeds/posts/default, Comunità del Cibo Pasta Madre, Pasta Madre riunisce al suo interno consumatori co-produttori, ma anche agricoltori, mugnai e panificatori, con l’obiettivo di lavorare assieme per migliore la qualità del pane che tutti i giorni portiamo sulle nostre tavole.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi