Pasta madre liquida, m’hai provocato e io…

Una delle cose che ho notato in questi anni di pasta madre, di incontri, di persone, e sopratutto di tanto internet, siti, post e commenti è che – purtroppo, come spesso accade – anche nel mondo dei panificatori casalinghi si creino scontri, invidie, dissapori.Sembra che tutti si sia in possesso della …

Segnaliamo questo post da:

Comunità del Cibo Pasta Madre:

Pasta madre liquida, m’hai provocato e io…

Una delle cose che ho notato in questi anni di pasta madre, di incontri, di persone, e sopratutto di tanto internet, siti, post e commenti è che – purtroppo, come spesso accade – anche nel mondo dei panificatori casalinghi si creino scontri, invidie, dissapori.
Sembra che tutti si sia in possesso della verità assoluta, fatta di nottate a vegliare davanti al forno con il panettone in lievitazione, e che ogni piccola opinione diversa dalla propria sia occasione di scontro, di flame, di polemica.
Insomma, non è che la stiamo prendendo un po’ troppo seriamente? (leggete i commenti qui, per esempio).


E invece, non c’è cosa più bella del confronto, sopratutto se con veste ironica e in piena consapevolezza che quello che stiamo facendo è una cosa BELLA, prima di tutto per noi, per la nostra famiglia, ma anche per la società.
E la pasta madre, la panificazione in casa è proprio il simbolo di questa diversità: sempre diversa, di casa in casa, di ora in ora, da persona a persona.
Cambia la consistenza, l’utilizzo, le materie prime utilizzate, le modalità di lievitazione, ma il risultato sarà sempre perfetto.

Perfetto nella concezione più olistica del termine: perfetto perchè è perfetto per me, in quel momento, in quell’occasione particolare, con quelle condizioni personali e ambientali.
Lo sapete che anche il vostro umore incide sul risultato che otterete? (materialisti, non crocifiggetemi, vi prego).

Di paste madri ce ne possono essere di diverse tipologie.
In sintesi, escludendo quella essicata (che nel 99% dei casi non funziona 🙂 una prima macro-classificazione è data dalla sua idratazione.
La pasta madre può essere infatti conservata solida (di solito con un’idratazione intorno al 50-60%) e liquida (idratazione al 100% o superiori).
Dove sta la differenza? Semplice: la pasta madre liquida NON FUNZIONA.
(ahahaha, attenzione, sto scherzando).

No, no, via la mano da quei commenti al vetriolo, era una battuta che qualcuno di voi (Izn) sicuramente capirà.

Le differenze ci sono, sopratutto nelle modalità di utilizzo e di conservazione.
La più grossa comodità per gli utilizzatori della pasta madre liquida, infatti, è la facoltà di non doverla rinfrescare tutte le settimane, come invece accade per chi la utilizza in forma solida (pigroni che non siete altro!).
Altra comodità per voi pigroni è la velocità di rinfresco, in quanto basterà aggiungere farina e acqua nelle dovute proporzioni e mescolare con un cucchiaio direttamente all’interno del vasetto (pigroni 2!)
Poi (dicono) la maggiore idratazione consente una maggiore ossigenazione dei microorganismi presenti che quindi stanno meglio, sono più felici e quindi daranno il loro meglio quando si tratterà di panificare. (qui in parte è vero, ma c’è da dire che la meravigliosa biodiversità della pasta madre comprende microorganismi aerobici e anaerobici).

Insomma, se fosse così bello tutti i panettieri e pizzaioli professionisti userebbero la pasta madre liquida, non è vero?
Invece nelle mie esperienze e visite ne ho viste di tutti i colori: legata, solida in un barattolo di vetro, solida in acqua, liquida in secchio di vernice 🙂



La verità assoluta, collegandomi a quanto detto prima, non c’è.
E’ come negli interessantissimi sondaggi televisivi a ridosso del Natale: panettone o pandoro? spumante o champagne? da soli o coi parenti?
La risposta è dentro di voi (cit. Quelo) e solo per stavolta non è quella sbagliata.

La migliore pasta madre è quella che mi dà la possibilità di avere un pane buono per me e per la mia famiglia, senza stress o paranoie, con la voglia e la curiosità di imparare sempre cose nuove, di sperimentare, e di godere della soddisfazione di un buon risultato così come nel sorridere mangiando l’ennesima pagnotta sovralievitata e poco cotta.



Ci vuole dialettica, con il sorriso sulle labbra.
La bellezza del confronto l’ho provato domenica scorsa, al Laboratorio “Panificazione Senza Sprechi” organizzato con l’amica Izn del Pasto Nudo presso la cucina della Scuola Steineriana.
E’ stata una meravigliosa occasione per conoscere una bella persona e una bella famiglia: voglia di conoscere, di imparare, di ridere, di capire.
E’ questo l’approccio che ci vuole quando si fa il pane in casa! (anzi, è l’approccio che ci vorrebbe sempre nella vita, lo so).

Nelle tre ore di domenica (trovate alcune foto tra le righe di questo post) abbiamo parlato di pasta madre, di macinatura a pietra, di grani antichi, di biologico…di ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE, insomma.
E poi, abbiamo realizzato anche qualche ricetta di “riciclo” utile per utilizzare la pasta madre in eccesso.

Naturalmente, preso dall’evento, non mi sono appuntato le ricette, e quindi chiedo a chi ha partecipato (o magari a Sonia-Izn direttamente) di commentare!

Ah, alla fine sono tornato dalla mia bella pasta madre solida a casa, pfui!

Per questa news ringraziamo:

Comunità del Cibo Pasta Madre

e vi invitiamo a continuare la lettura su:

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