Paleodieta: regime alimentare “primitivo” che strizza l’occhio all’ambiente

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In oltre due milioni di anni, il patrimonio genetico dell’uomo si è modificato appena dell’1%. Nonostante ciò, il suo regime alimentare ha subito degli importanti cambiamenti. Agli albori dell’umanità la nostra specie cacciava per procurarsi il cibo e raccoglieva le primizie fornite naturalmente dalla terra in uno stile di vita seminomade, che di fatto seguiva lo spostamento del bestiame e la disponibilità di risorse del luogo.

 

Con il tempo la società umana si è evoluta in strutture sempre più complesse ed ha iniziato a creare centri stabili, città e comunità stanziali dove l’esigenza di sfamare la popolazione ha trasformato l’uomo in coltivatore e allevatore. 
Tuttavia ciò è avvenuto soltanto nell’ultima parte della nostra storia evolutiva, cambiando radicalmente le nostre abitudini alimentari che hanno iniziato a privilegiare gli amidi, introducendo anche quei derivati del latte forniti dal bestiame
Numerosi studi hanno già dimostrato come i nuovi cibi introdotti abbiano portato con sé il germe di nuove malattie come l’obesità e il diabete, mentre i nuovi stili di vita hanno messo di fatto a repentaglio il nostro sistema immunitario.

 

 

Paleodieta: regime alimentare "primitivo" che strizza l'occhio all'ambiente
Photo by dbreen / Pixabay License

 

Senza dover per forza ricorrere ad archi, frecce e lance per procurarsi il cibo, vestirsi di pelli e invocare divinità arcaiche con sonagli e tamburi per propiziarsi l’esito della caccia, un buon sistema per mantenere la linea e restare in salute è senz’altro tornare all’antico e investire sulla Paleodieta
Alla base di questa dieta c’è la quasi totale eliminazione di riso, pasta e cereali. 
Gli amidi contenuti in questi alimenti, oltre che a mettere a repentaglio la linea convertendosi facilmente in adipe, contengono glutine, un potenziale nemico della salute per le possibili reazioni autoimmuni, mentre i fitati impedirebbero il corretto assorbimento dei sali minerali e minerebbero l’assimilazione proteica. Se è vero che un bel piatto di pasta ha un influsso positivo sul morale grazie all’esorfina contenuta nei peptidi, bisogna avere la consapevolezza del fatto che questa sostanza crea di fatto dipendenza nei nostri tessuti celebrali ed è forse anche per questo che, valicati i confini nazionali, molti dei nostri connazionali sembrano andare in crisi mistica da “inforchetto”.
Gli “schiavi” della pasta non saranno altresì contenti di dover rinunciare al loro cappuccino mattutino, infatti anche i latticini sono messi al bando per via dei deleteri grassi saturi, di cui sono purtoppo pieni latte e formaggi. Spazio invece a frutta e verdura non amidacei, già ampiamente celebrati dai propagandisti della sana alimentazione, che costituiscono un eccellente bagaglio di fibre, vitamine, sali minerali e fruttosio (zucchero meno pericoloso per via del basso contenuto glicemico). Naturalmente la pietanza onnipresente in questa dieta è la carne, prevalentemente magra (bovino adulto, vitello, pollame e cacciagione) e possibilmente grass-fed (derivata da capi di bestiame che si nutrono di sola erba), alimenti ricchi di proteine nobili e dallo scarso contenuto di grassi insaturi (preferite il grass-fed che ha un’alta proporzione di acidi grassi omega-3 a dispetto degli omega-6, ha minor contenuto di grassi saturi e fornisce un maggior apporto proteico). Anche pesce, molluschi e frutti di mare avranno ampio spazio nella vostra tavola, mentre la frutta secca, consumata con moderazione, è il corollario di questa dieta che ha nelle proteine il suo punto di forza. 
Questo regime alimentare, oltre a produrre effetti benefici sull’organismo, risulta essere anche ecosostenibile. Frutta, verdure e carne sono infatti alimenti che, attraverso una spesa oculata, consentirebbero di tagliare drasticamente il consumo di plastica e a distanza di pochi giorni dalla 
giornata della Terra vale davvero la pena prendere in considerazione l’ipotesi di adottare una dieta salutare che, oltre a portare enorme benefici al corpo, sembra anche strizzare l’occhio all’ambiente.

Paleodieta: regime alimentare "primitivo" che strizza l'occhio all'ambiente
Photo by Pixel-sepp / Pixabay License

 

Mangiare come un Neanderthal ha tuttavia almeno un risvolto negativo. Il vostro portafogli non sarà senz’altro paffuto come prima d’intraprendere il cammino della paleodieta, visto che carne di qualità, frutta e verdura Bio incrementeranno, e non di poco, il conto della spesa. Potreste tuttavia consolarvi con il fatto che a differenza di altri regimi dietetici questo vi consentirà di mangiare fino a sazietà, e pur dovendo senz’altro rivedere il vostro budget mensile dedicato al cibo resterete in forma ritrovandovi satolli ad ogni pasto, una rarità nelle diete fat-burning.

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