Niente trasfusioni durante i trapianti, negli Stati Uniti è possibile

Niente trasfusioni durante i trapianti, negli Stati Uniti è possibile

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Nuovi successi nel campo dei trapianti: Scott Scheinin, chirurgo dell’Ospedale Metodista di Houston (Stati Uniti) ha sostituito un polmone ad una paziente settantenne senza ricorrere a trasfusioni di sangue. Essendo Testimone di Geova, la donna non ha accettato l’eventualità di ricevere del sangue durante l’intervento perché non consentito dalla sua religione. Ciononostante, l’intervento non ha avuto complicazioni associate alla mancanza di trasfusioni, anche grazie alla metodica scelta da Scheinin e colleghi, un tempo nota come “medicina senza sangue” e ora ribattezzata “Patient Blood Management”.

Scendendo nei dettagli della procedura, i medici hanno prima di tutto ridotto al minimo le analisi pre-operatorie, in modo da evitare sprechi di sangue. Prima dell’intervento alla donna sono stati somministrati del ferro e un medicinale che stimola la produzione di globuli rossi e all’inizio dell’operazione una unità di sangue della paziente è stata prelevata e sostituita con soluzione salina per mantenere costante la pressione e diluire l’emoglobina. In questo modo è stato ridotto il rischio di complicazioni associate ad eventuali emorragie. Durante l’intervento i globuli rossi prelevati dal sangue della paziente sono stati diluiti in soluzione salina e reinfusi attraverso la giugulare. Infine, al termine dell’intervento l’unità di sangue inizialmente prelevata è stata reinfusa nella paziente. Operazioni, queste, consentite dalla religione di appartenenza della donna.

Procedendo in questo modo i medici sono riusciti ad evitare complicazioni dovute ad eventuali emorragie. Ma da dove nasce la necessità di evitare le trasfusioni? Si tratta solo di un problema di tipo religioso o ci sono anche altre motivazioni alla sua base?

In realtà sono sempre più numerosi gli studi che rilevano rischi associati alle trasfusioni. In 1 caso su 400 ricevere il sangue di un donatore può scatenare problemi come gravi infezioni o reazioni allergiche. Per questo trovare una metodica affidabile che permetta a tutti i pazienti di evitare di ricorrere a trasfusioni durante i trapianti è l’obiettivo che Scheinin e altri medici stanno perseguendo ormai da quasi vent’anni.

Il primo trapianto di polmone senza trasfusioni è infatti datato 1996. Negli ultimi 3 anni nel solo Ospedale Metodista di Houston ne sono stati eseguiti altri 10 oltre a quello degli ultimi giorni, fra cui 2 trapianti doppi. Nessuno ha avuto a che fare con complicazioni dovute all’assenza di trasfusioni.

Non solo, secondo i medici dell’ospedale statunitense il risparmio economico associato all’eliminazione ella necessità di trasfondere sangue al paziente è pari al 30% del costo dell’intervento. Insomma, scegliere di evitare la trasfusione non è solo un “capriccio”, ma un’esigenza che porterebbe vantaggi sia ai pazienti, in termini di riduzione dei rischi, sia, in termini di spese, al sistema sanitario.

Via | The New York Times
Foto | Flickr

Niente trasfusioni durante i trapianti, negli Stati Uniti è possibile é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 20:30 di mercoledì 27 febbraio 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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