Naturopatia: come guarire con la medicina alternativa

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Naturopatia: come guarire con la medicina alternativaLa naturopatia è una multi disciplina che si fonda sull’integrazione di varie tecniche e metodi naturali non invasivi, volti al mantenimento della salute. Mentre per la medicina convenzionale la malattia è vista come una forza esterna che colpisce la persona, per la naturopatia è una forma di comunicazione del corpo. L’uomo, infatti, per sentirsi e stare bene, deve essere in armonia con se stesso, oltre che fisicamente, anche emozionalmente, mentalmente e spiritualmente in armonia con la realtà circostante. Per stare bene quindi è necessario essere consapevoli del proprio stile di vita, delle proprie abitudini e necessità. In questo quadro, il naturopata si inserisce come professionista capace di consigliare la persona, di aiutarla a stimolare la propria capacità di autoguarigione e di riequilibrio, ripercorrendo il vissuto dell’individuo e cercando di individuare le cause del malessere. Siamo andati quindi ad intervistare la dottoressa Antonella Manca, biologa nutrizionista e naturopata, che spiega come “spesso, per trattare determinati i sintomi, gli esperti in medicina complementare si avvalgono della fitoterapia, ovvero dell’utilizzo di erbe e piante officinali”.

Dottoressa, qual è la pianta più utilizzata? Sicuramente l’Aloe, una pianta conosciuta già dalle civiltà egiziana, sumera, greca e romana, battezzata come: “pianta dell’immortalità”, “giglio del deserto”, “fontana della giovinezza”, “elisir della longevità” e “pianta miracolosa”. L’etimologia della parola Aloe deriva dal greco àls-alòs (sale), per il suo particolare sapore che rimanda all’acqua del mare.
Quali sono le sue principali caratteristiche? Riesce a risanare, quasi istantaneamente, ogni tipo di trauma o danno inflitto alle foglie della stessa pianta ed è proprio grazie a questa sua grande capacità di auto risanamento che le antiche civiltà hanno scoperto le sue enormi virtù terapeutiche.
Quali, quindi, le proprietà benefiche per via orale? Antinfiammatorie, antidolorifiche, antimicrobiche, antimicotiche e antiedemigene. Costituisce un potente disintossicante, favorisce il drenaggio e l’eliminazione delle tossine, ha un’azione gastroprotettiva e riequilibrante della flora batterica intestinale, stimola la digestione e la peristalsi e, di conseguenza, ha anche un potere lassativo. Inoltre, essendo particolarmente ricca di sostanze nutrienti, l’aloe regolarizza il metabolismo e svolge un’azione benefica anche sul sistema nervoso, grazie alla fenilalanina, principio ad azione antidepressiva, e al triptofano, dalla cui sintesi deriva la melatonina, ormone che regola il sonno; risveglia il sistema immunitario e favorisce la rigenerazione cellulare, accelerando la cicatrizzazione dei tessuti.
Esternamente invece come può essere impiegata? E’ indicato nelle irritazioni della pelle, per le piccole bruciature e lesioni da raggi x, acne, psoriasi, dermatite seborroica, emorroidi e anche come barriera per gli agenti atmosferici. Applicata localmente tutti i giorni, deterge, rinfresca e rigenera la pelle, fornendo un corretto apporto vitaminico e stimolando l’irrorazione sanguigna: migliora l’ossigenazione dei tessuti e velocizza l’eliminazione delle tossine e dei radicali liberi. Infine, previene l’invecchiamento e la degenerazione della pelle e stimola la sintesi del collagene e dell’elastina.
In sentesi, qual è la sua maggiore proprietà? Sicuramente l’adattabilità, ovvero la capacità di adeguare la propria risposta terapeutica ad ogni specifica problematica.

ALOE VERA
Pianta grassa perenne, della famiglia del cactus, le cui foglie verdi, carnose e lunghe, con punte aguzze ed aculeate al bordo, contengono un liquido gelatinoso, di colore verdastro, molto amaro e dall’odore caratteristico. Cresce in zone dal clima caldo e secco. Al mondo ne esistono oltre 350 varietà, ma solo tre-quattro tipi possiedono vere e proprie proprietà officinali. La tipologia più conosciuta è l’Aloe Barbadensis Miller, più nota come Aloe Vera (o Linneo), che deve il suo nome alle isole Barbados, dove è molto diffusa. Grazie alla sua composizione biochimica, viene utilizzata da oltre duemila anni per le sue caratteristiche curative.

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