Le nostre nonne si curavano… così!

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Le nostre nonne si curavano… così!Fino dai tempi delle caverne l’uomo ha sperimentato il cibo offerto dalle piante scoprendone le proprietà terapeutiche. L’arte antica di cibarsi con le erbe entra ufficialmente nella storia con i primi documenti scritti che sono patrimonio di molte civiltà che lo hanno testimoniato in molti modi. Sarebbe troppo lungo l’elenco dellecitazioni dell’uso che ne hanno fatto Greci, Romani, Egizi. Arabi ecc. tutteci dicono come l’erboristeria fosse l’unico rimedio terapeutico della malattie.

E’, tuttavia, il medioevo l’epoca in cui la scienza dell’erboristeria si esalta e si diffonde anche se non sono chiari i confini con la magia e la superstizione.Verso il 1400 saranno gli Arabia creare opere scritte di farmacologia ed aprire le prime farmacie con unguenti, pozioni e droghe che venivano diffusi ed anche esportati attraverso i commerci.

La farmacopea nasce più tardi durante il Rinascimento, periodo in cui inizia la storia moderna. Il più celebre di questa nuova scienza è senz’altro Paracelso: medico, speziale, scienziato, chiromante, astrologo e viaggiatore/ricercatore di nuove essenze. Egli si distingue dagli altri del suo tempo per non affidarsi alla semplice intuizione ma collegando scientificamente arte medica e farmacologica.

Con la scoperta delle Indie occidentali arrivarono in Italia altre piante medicinali e ricettari che hanno anche continuato a convivere con le superstizioni medievali. Ne abbiamo la prova dai documenti del processo per stregoneria ederesia celebrato contro le sette donne di Venegono Superiore. Durante l’interrogatorio del 21 marzo 1520 veniamo a sapere da Caterina Fornasari che la loro maestra, Elisabetta Oleari,forniva loro un unguento, che teneva in una pisside, per ungere delle verghe che, messe fra le gambe, conferivano loro il potere di correre veloci come il vento e di entrare attraverso le porte chiuse.

Ai nostri giorni l’erboristeria, impostata su basi scientifiche, fornisce conferma alla validità delle intuizioni degli antenati sulle proprietà curative delle piante officinali e acquista, oggi, un nuovo interesse e decisivo rilancio.

L’OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha recentemente definito il termine di ” Pianta medicinale” “Come ogni vegetale che contiene in una,o più, delle sue parti sostanze che possono essere utilizzate per scopi terapeutici, sotto forma di preparati semplici, oppure, dopo averle isolate e modificate chimicamente, possono far parte di prodotti farmaceutici”.

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