Implantologia transmucosa: gli aspetti da valutare

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Parlare di implantologia transmucosa vuol dire fare riferimento a una tecnica minimamente invasiva che deve essere adottata solo dopo che sono stati compiuti tutti gli esami radiografici del caso. Essa offre il vantaggio di non richiedere il taglio della gengiva, e di conseguenza non presuppone l’applicazione di punti di sutura. L’iniezione di una dose di anestesia è propedeutica al posizionamento dell’impianto, che viene alloggiato all’interno del foro che è stato realizzato con l’aiuto di diverse frese. Come si può notare, pertanto, è escluso il ricorso al bisturi, e il sanguinamento è ridotto ai minimi termini.

I vantaggi dell’intervento

L’implantologia transmucosa è destinata a garantire molteplici vantaggi dal punto di vista della semplicità, della rapidità e perfino dei costi. Il periodo successivo all’operazione è poco traumatico, così che l’assunzione di farmaci risulta limitata; sono molto rare le circostanze in cui compare un gonfiore, così come sporadici sono gli ematomi. Insomma, nel giro di pochi giorni si ha già la possibilità di fare ritorno a una vita normale, a differenza di quel che accade quando ci si sottopone alla tecnica tradizionale, che richiede lo scollamento dall’osso della gengiva dopo che la stessa è stata tagliata con il bisturi. < /p>

Gli impianti

Non è vero che gli impianti che vengono adottati per la tecnica tradizionale offrono standard di qualità più elevati rispetto a quelli che sono impiegati per la tecnica transmucosa, ma non è vero neppure il contrario: in entrambi i casi, infatti, vengono usati gli stessi impianti, cioè quelli in titanio. In pratica, è come guidare la stessa macchina per arrivare a destinazione, ma semplicemente si scelgono due percorsi differenti.

I benefici della tecnica transmucosa

L’assenza di punti di sutura che è già stata messa in evidenza è solo uno dei punti di forza che vengono assicurati dall’implantologia transmucosa, la quale si contraddistingue anche per una maggiore facilità nel rilevamento delle impronte e per la riduzione dei farmaci usati prima dell’operazione. Anche la quantità di anestesia che è necessario impiegare è più bassa rispetto al solito. Ma i vantaggi non finiscono qui, perché c’è da tenere conto anche della quasi totale mancanza di gonfiori e di ematomi, così come della maggiore semplicità del procedimento di creazione dei denti provvisori. L’intervento dura meno in proporzione a quelli standard, è meno rischioso – per esempio perché sono limitate le probabilità di emorragie – ed è più semplice. In seguito
all’operazione, il rischio di infezioni è contenuto, e si può tornare a mangiare alimenti solidi praticamente da subito. Insomma, il ritorno alla vita di tutti i giorni è pressoché immediato, e non si è costretti a rimanere lontani dal lavoro per lungo tempo.

Chi può scegliere la tecnica transmucosa

Non tutti i pazienti hanno la possibilità di sottoporsi alla tecnica transmucosa, la quale ha delle limitazioni di cui è bene tenere conto. Il caso tipico è quello delle persone a cui manca l’osso, con l’inserimento degli impianti in simultanea con il rialzo del seno mascellare o in maniera contestuale rispetto a una rigenerazione ossea: in questa circostanza non c’è alternativa alla tecnica tradizionale. 

Senza ferite chirurgiche

Nota anche come implantologia flapless, questa tecnica non richiede l’apertura del lembo gengivale per l’inserimento dell’impianto dentale: questa è la ragione per la quale viene ritenuta meno invasiva, anche perché non causa ferite chirurgiche. Sulla gengiva viene eseguito un foro circolare, e subito dopo si procede all’introduzione dell’impianto: è evidente la differenza con il metodo tradizionale, per il quale il lembo gengivale viene aperto nel corso di una seduta in cui l’impianto viene inserito e c’è bisogno di una seconda seduta per l’applicazione della protesi, che comporta una nuova apertura della gengiva. Ovviamente, prima del trattamento è indispensabile un’ortopanoramica ad alta risoluzione che consenta di verificare la qualità e la quantità di osso. 

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