Il metodo Di Bella funziona? Ecco cosa dice la scienza

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Quando si parla del metodo Di Bella è facile vedere accendersi la discussione. Questa terapia alternativa per la cura del cancro, ideata dal medico Luigi Di Bella, ha continuato ad alimentare le speranze di molti pazienti e dei loro familiari anche dopo che, verso il finire del secolo scorso, la scienza sembrava mettere fine al dibattito sulla sua efficacia con un secco “non funziona”.

Una sperimentazione condotta dal Ministero della Salute, i cui risultati sono stati pubblicati nel 1999 sul British Medical Journal, sembrava infatti sancire definitivamente la sua inefficacia terapeutica. In base a quanto riportato dai suoi autori sulla pagina della nota rivista scientifica,

la multiterapia Di Bella non ha mostrato nei pazienti con cancro in stadio avanzato un’efficacia sufficiente a garantire ulteriori studi clinici.

I pazienti coinvolti nella sperimentazione non ne avevano ricevuto benefici né in termini di efficacia del trattamento, né di maggiore sopravvivenza. Tuttavia, i sostenitori del metodo non si sono dati pace e anche se ancora oggi i dubbi rimangono molti i risultati di nuovi studi sembrano riaccendere le speranze di chi non ha mai smesso di credere nella validità di questa terapia.

Se, infatti, nel 2005 il Consiglio Superiore di Sanità faceva sapere al Ministero della Salute

di non avere elementi che dimostrino l’efficacia della multiterapia Di Bella

e di sconsigliare

a una nuova sperimentazione clinica ministeriale

ritenuta potenzialmente

nociva per i pazienti negando a essi (o procrastinando) l’accesso a farmaci anti-neoplastici di dimostrata efficacia

lo scorso anno il metodo è tornato a far parlare di sé quando un giudice ha imposto all’Asl di Bari la somministrazione della multiterapia ad un paziente che l’aveva richiesta.

All’epoca Giuseppe Di Bella, figlio di Luigi, ne aveva approfittato per parlare delle prove scientifiche dell’efficacia del metodo, spiegando che

basta andare sul sito Medline un database bibliografico di scienze della vita e discipline biomediche ed inserire le componenti del metodo di mio padre per verificare oltre 28mila voci dove si registra il loro effetto antitumorale.

Invece la sperimentazione del 1998 è stata destituita di qualsiasi attendibilità scientifica: ci sono undici casi d’invalidazione e molti farmaci somministrati erano scaduti.

Non solo, Di Bella ha citato

una relazione su 553 casi presentata nel 2010 ad un congresso internazionale a Singapore, un altro studio presentato lo scorso anno ad un congresso mondiale di oncologia in Cina che riferisce dei primi 122 casi di tumore alla mammella guariti senza operazione, chemio o radio, e dove al quarto stadio la possibilità di sopravvivenza usualmente ritenuta non superiore al 19% con il metodo Di Bella sopravvive ormai il 50% delle donne.

Più recentemente uno studio dell’Università di Firenze ha dimostrato che

la co-somministrazione di melatonina con acido trans retinoico e somatostatina

ingredienti della multiterapia Di Bella,

può avere un beneficio terapeutico significativo nel tumore al seno.

Non solo, un’analisi pubblicata lo scorso gennaio sull’International Journal of Molecular Sciences ha dimostrato i meccanismi attraverso cui la melatonina aggredisce il cancro, Secondo Giuseppe Di Bella la pubblicazione di questi nuovi dati riconosce

espressamente al professor Luigi Di Bella la priorità assoluta in queste innovative e determinanti acquisizioni scientifiche.

Di Bella ha fatto nuovamente il punto della situazione, spiegando che

nelle banche dati scientifiche internazionali sono presenti oltre 700 casi favorevolmente trattati con il metodo Di Bella: pazienti che sono stati studiati per oltre 5 anni in un arco temporale di 20 anni, dal 1997-98 a oggi, e che hanno giovato di una risposta positiva superiore rispetto a quello che oggi si ottiene con le cure oncologiche standard.

Nel nuovo studio è stata pubblicata per la prima volta anche la formulazione del professor Di Bella della melatonina in legame di idrogeno con l’adenosina, che ne esalta la biodisponibilità e le proprietà antitumorali, sia nella prevenzione che nella terapia, oltre che antidegenerative e di regolazione della fisiologia del sangue e degli scambi emo-tissutali. Nella pubblicazione viene dunque documentato a livello biochimico, molecolare e clinico il rilevante ruolo fisiologico, biologico, antitumorale e antidegenerativo della melatonina.

Impossibile, quindi, chiudere il dibattito: i risultati ottenuti fino ad oggi spingono medici e ricercatore a non abbandonare gli studi. Lo stesso International Journal of Molecular Sciences, ha spiegato Di Bella,

ci ha chiesto di continuare con questa collaborazione in particolare per approfondire altri aspetti, come le modalità con le quali la melatonina interagisce con gli altri componenti della cura Di Bella: somatostatina, retinoidi, vitamina D3 e inibitori prolattinici.

Via | Corriere Nazionale; Il Fatto Quotidiano
Foto | Flickr

Il metodo Di Bella funziona? Ecco cosa dice la scienza é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 17:29 di giovedì 07 marzo 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.

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