Il disturbo dell’incontinenza e l’utilizzo degli assorbenti per uomo

Gli assorbenti non sono un accessorio riservato esclusivamente alle donne. Anche gli uomini, infatti, possono averne bisogno nel caso in cui abbiano problemi di incontinenza urinaria. Essa costituisce un disturbo molto più comune di quel che si possa pensare, se è vero che solo nel nostro Paese sono circa 4 milioni e mezzo i casi stimati. Per loro l’utilizzo di assorbenti per uomo è una necessità quasi inevitabile. Già, ma quali scegliere?

I prodotti in vendita

In commercio, infatti, si possono trovare diversi tipi di assorbenti per uomo, differenti non solo in base alle misure, ma anche a seconda della funzionalità. Il prodotto ideale è quello che consente di assorbire le perdite nel migliore dei modi possibili, così che il disturbo dell’incontinenza possa essere affrontato senza vergogna e in modo che non possa compromettere le relazioni sociali. Si distingue, in particolare, tra gli assorbenti che devono essere applicati alla biancheria intima e gli assorbenti a mutandina, che a loro volta vanno indossati come se si trattasse di biancheria intima. Le mutandine sono strutturate e realizzate in modo da adattarsi senza difficoltà all’anatomia maschile e permettono di raccogliere tutte le gocce di urina: ciò consente di mantenere asciutta e pulita la pelle, senza che le perdite si disperdano.

Come è fatto un assorbente per uomo

Gli assorbenti per uomo non sono poi molto diversi da quelli femminili: nello specifico, includono nella zona assorbente il tradizionale fluff che si ritrova anche nei pannolini per i bambini. Si tratta di un particolare polimero che assorbe i liquidi. Non solo: in seguito all’assorbimento dell’urina, il polimero dà vita a un gel grazie a cui il fluido non può venire rilasciato nemmeno nel caso in cui subisca una pressione costante.

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Il problema dell’incontinenza

L’incontinenza, quindi, non è un problema che riguardi unicamente le donne: tra i maschi è molto diffusa e, soprattutto, fonte di imbarazzo, al punto da causare stress emotivo o addirittura debilitare. Nel caso dell’incontinenza urinaria, si ha a che fare con la fuoriuscita di urina accidentale: la vescica si stringe in modo eccessivamente rapido o semplicemente in un momento in cui non dovrebbe farlo. In condizioni normali, invece, con la vescica che si riempie di urina lo sfintere rimane chiuso perché è ciò che gli viene “ordinato” attraverso dei segnali nervosi. L’incontinenza urinaria maschile si verifica più di frequente tra gli uomini anziani, ma questo non vuol dire che rappresenti una normale conseguenza del trascorrere degli anni.

Perché si è incontinenti

A volte, infatti, l’incontinenza urinaria deve essere ricondotta addirittura a difetti di nascita: per esempio a uno sviluppo non corretto e non completo delle vie urinarie. Sono 4 le tipologie di incontinenza urinaria che vengono distinte in medicina: quella da sforzo, quella overflow, quella da urgenza e quella funzionale. L’incontinenza da sforzo consiste in una perdita di urina che si verifica quando si ride, quando si starnutisce o quando si tossisce troppo.

Gli altri tipi di incontinenza

Chi soffre di incontinenza overflow, invece, percepisce la sensazione di dover urinare ma poi, in bagno, rilascia una quantità di urina inferiore a quella che dovrebbe essere espulsa: di conseguenza la vescica non viene svuotata del tutto e si palesano le tanto temute perdite. L’incontinenza da urgenza è quella che si concretizza quando non si fa in tempo ad arrivare in bagno perché lo stimolo è molto intenso, a causa di un problema a livello della vescica. Infine c’è l’incontinenza funzionale, causata da ragioni fisiche che non consentono di raggiungere il bagno in tempo.

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