Gli occhiali anti luce blu: che tipo di protezione offrono

Negli ultimi anni alcune aziende produttrici di lenti per occhiali hanno cominciato a proporre tipologie di lenti che filtrano la luce blu nociva. Il tema è divenuto negli ultimi anni sempre più rilevante e alcuni studi hanno ricondotto proprio a questo tipo di luce il fattore scatenante di diversi disturbi visivi che sono progressivamente aumentati. Gli occhiali anti luce blu sono ottimi alleati per chiunque necessiti di una protezione da questo tipo di luce, sia in ambienti chiusi che all’aperto.

Cosa fanno gli occhiali anti luce blu

Non tutta la componente blu della luce risulta dannosa per il nostro organismo, ma solo quella con lunghezza d’onda inferiore ai 455 nm. La luce blu con lunghezza d’onda superiore ha un effetto benefico, in quanto favorisce una corretta produzione di melatonina, cosa che consente di controllare al meglio il bioritmo. La luce blu con lunghezza d’onda inferiore invece è risultata essere dannosa per la retina e causa di diversi disturbi visivi; da alcuni studi, infatti, una prolungata esposizione alla luce blu nociva può causare sia danni alla retina, favorendo lo sviluppo della degenerazione maculare, situazione molto estrema e spesso riconducibile a particolari condizioni di esposizione, sia molto frequenti disturbi alla visione che ne compromettono la nitidezza e il comfort. Oggi esistono però diverse soluzioni visive che proteggono in interni come DuraVision BlueProtect di Zeiss o anche in esterni come le lenti fotocromatiche PhotoFusion X di Zeiss. Questo tipo di lenti filtra la luce blu in modo corretto, consentendo alle lunghezze d’onda superiori ai 455 nm di passare indisturbate, bloccando solo la componente nociva. Oggi ci si può dunque proteggere dalla luce blu sia con occhiali con lenti incolore, perfette per essere indossate all’interno di ambienti chiusi, sia con occhiali da sole o con lenti adattive che proteggono anche dai raggi UV.

L’esposizione alla luce blu: quando avviene

Siamo costantemente esposti alla luce blu, sia nella componente nociva che in quella positiva. Lo siamo all’aperto, perché questo tipo di luce fa parte dello spettro della luce solare; lo siamo al chiuso, perché le lampadine a LED ma anche gli schermi dei dispositivi elettronici, producono proprio questo tipo di luce. Mentre per proteggersi dai raggi UV, basta proteggersi in esterni, quando si è esposti alla luce solare diretta, per la luce blu la questione è leggermente più complessa. È quindi importante avere a disposizione una protezione adeguata anche quando si è all’interno, al lavoro o mentre si studia, o anche quando si guarda la TV.

Cosa comporta l’esposizione alla luce blu nociva

Chi sta per molte ore di fronte a uno schermo dichiara, sempre più spesso, di avvertire stanchezza oculare e di soffrire di periodiche irritazioni, nonché di percepire una visione sfocata. Avere gli occhi stanchi e irritati è sicuramente un problema serio e fastidioso, soprattutto per chi deve fare attenzione a ciò che osserva quotidianamente. Alcuni studi hanno poi indicato la luce blu come importante fattore di rischio per l’occhio umano. Può infatti causare infiammazioni della congiuntiva e della cornea, così come danni al cristallino. Non solo, è uno tra i fattori di rischio per quanto riguarda la degenerazione maculare, una patologia della retina che colpisce solitamente in età avanzata.

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