Esami del sangue: quali sono e a cosa servono

Quando si parla di ‘esami del sangue’ si fa riferimento ad una serie di rilievi che, attraverso l’esame di un campione ematico, possono essere disposti a fini diagnostici o di controllo. In altre parole, non esiste un solo ‘esame’ del sangue, ma una serie di test mirati, ciascuno dei quali consente di accertare determinati valori fisiologici, a seconda di specifiche esigenze. In questo articolo, vediamo quali sono le diverse analisi alle quali ci si può sottoporre e a cosa possono servire.

Come funzionano gli esami del sangue

Per effettuare un’analisi ematica è necessario, anzitutto, produrre un campione di sangue. Ciò avviene per mezzo di un prelievo venoso effettuato da un operatore sanitario; va fatto (preferibilmente) di mattina presto, tra le sette e le nove. È possibile sottoporsi a prelievo sia presso una struttura pubblica, ossia afferente al Servizio Sanitario Nazionale, oppure una privata. Nel primo caso, è necessario avere l’impegnativa firmata dal proprio medico curante; qualora ci si rivolga ad un ambulatorio privato, invece, il servizio è a pagamento ma non è necessario presentare l’impegnativa. Di contro, tali strutture consentono quasi sempre di prenotare la prestazione online tramite i propri portali: ionoforetica.it, ad esempio, consente di accedere a questo tipo di soluzione per chi cerca un laboratorio di analisi a Bologna. La scelta tra servizio pubblico o privato dipende per lo più dalle contingenze, come ad esempio l’urgenza di ricevere i risultati o la possibilità di spesa.

A cosa servono gli esami ematici

In linea generale, le analisi del sangue servono ad esaminare il campione ematico, così da ottenere riscontri tali da poter valutare le condizioni generali di salute del paziente. Nello specifico, questo tipo di esami viene effettuato per il monitoraggio di routine di soggetti sani, oppure a scopo diagnostico; in tal caso, le analisi ematiche vengono disposte in presenza di sintomi più o meno evidenti, da valutare in maniera più approfondita dopo un primo consulto medico. In base ai riscontri ottenuti, il medico curante o uno specialista può disporre ulteriore accertamenti (mediante esami strumentali) oppure prescrivere una terapia farmacologica.

Quali sono gli esami del sangue

Un campione ematico può essere sottoposto a diversi tipi di test; quelli più comuni sono i seguenti:

  • ematocrito; questo tipo di esame serve a valutare diversi parametri ovvero la conta dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine;
  • formula leucocitaria; si tratta del rilievo – in percentuale – dei vari tipi di globuli bianchi presenti nel sangue, ossia monociti, linfociti, eosinofili e neutrofili;
  • emoglobina; il test valuta in che quantità tale proteina (che serve a trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti) è presente nel sangue;
  • ematocrito: questo esame valuta la proporzione dei globuli rossi nel sangue; ragion per cui, è indicato soprattutto per i pazienti che potrebbero soffrire di anemia o di policitemia (ematocrito alto);
  • indici corpuscolari; vengono esaminate le caratteristiche fisiche del flusso ematico; spesso questo tipo di analisi è incluso nell’emocromo;
  • glicemia; è il test che consente di rilevare qual è la concentrazione di glucosio nel sangue; è utile per monitorare condizioni in cui tale concentrazione è più alta (iperglicemia) o più bassa (ipoglicemia) del normale;
  • transaminasi; sono enzimi coinvolti nel metabolismo e nei processi di sintesi del glucosio. L’analisi dei livelli di transaminasi serve principalmente ad accertare il funzionamento epatico o la qualità dell’attività cardiaca;
  • uricemia: è l’esame mediante il quale si rileva l’acido urico presente nel sangue. È bene che tale sostanza venga smaltita in maniera adeguata, altrimenti si è soggetti a gotta e calcoli renali;
  • bilirubina; la concentrazione di questa sostanza viene misurata per individuare eventuali segni di anemia;
  • colesterolo e trigliceridi; si tratta del test che individua la concentrazione di lipidi nel sangue, il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

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