Cosa sono i neutrofili e cosa fare se sono alti o bassi

Cosa sono i neutrofili e cosa fare se sono alti o bassi

Ma cosa sono i neutrofili? E come comportarsi se abbiamo i neutrofili alti o se abbiamo i neutrofili bassiI neutrofili sono anche chiamati leucociti polimorfonucleati per via della loro forma. La quantità di questa tipologia nel sangue deve sempre essere costante, ma in alcuni casi specifici la quantità può risultare maggiore o minore: si parla di Neutropenia se i valori sono bassi e Neutrofilia se i valori sono alti. In entrambi i casi è molto probabile la presenza di alcune patologie specifiche, come ad esempio epatite, anemia, rosolia, leucemia, febbre reumatica nel caso di neutrofili bassi ed emorragia, tumore, setticemia, infarto, infezione in presenza di neutrofili alti.

 

Cosa sono i neutrofili?

I neutrofili sono globuli bianchi, sono quelli maggiormente presenti nel sangue e per la loro particolare forma vengono anche chiamati leucociti polimorfonucleati. Anche i neutrofili sono prodotti nel midollo osseo, svolgono un’attività fagica che permette loro di uccidere da cinque a venti batteri nel corso della loro breve vita, che dura al massimo due giorni.

 

Come diagnosticare eventuali patologie?

I neutrofili vengono “contati” tramite un normale esame del sangue: in alcuni particolari momenti della vita e in occasione di alcune patologie, questi potrebbero comparire in un numero superiore o inferiore ai normali valori di riferimento. Scopriamo, allora, perché i neutrofili sono alti e perchè sono bassi e cosa fare in entrambi i casi.

 

Neutrofili alti: cosa significa?

Il numero di neutrofili presenti nel sangue può essere più alti della norma a causa di alcuni stimoli fisiologici, temporanei. I neutrofili sono normalmente più alti, infatti, durante la nascita, durante il parto, durante il periodo mestruale, se si svolge dell’attività muscolare intensa, ma anche in caso di stress, dolore e sbalzi termici.

Inoltre ci si può trovare di fronte ad un numero di neutrofili più alto in caso di infezioni batteriche localizzate o generalizzate, come appendicite, tonsillite, setticemia, o in caso di infezioni fungine, virali e parassitarie. Si alzano in caso di flogosi, dopo interventi chirurgici, in seguito a collagenopatie, traumi, ustioni, infarto, allergie, ma anche per l’assunzione di particolari farmaci (corticosteroidi, adrenalina e noradrenalina, eparina) o ormoni o in caso di intossicazioni.

E ancora, i neutrofili sono alti in caso di malattie mieloproliferative, carcinomi, linfomi, emopatie, iperazotemia, acidosi diabetica, neutrofilia idiopatica.

 

Neutrofili bassi: cosa significa?

Le analisi del sangue, invece, potrebbero rivelare un numero basso di neutrofili nel sangue e, in questo caso, si parla di neutropenia. In questi casi l’organismo è più soggetto a subire infezioni soprattutto batteriche.

Se i valori legati ai neutrofili non sono nella norma, chiedete subito consiglio al vostro medico, con il quale diagnosticherete la patologia o il problema che sta a monte, per attuare la terapia più efficace.

 

Un aiuto dalla integrazione alimentare

In generale, per preservare l’organismo e mantenerlo in equilibrio, è opportuno seguire uno stile di vita sano, evitando l’esposizione prolungata  a situazioni potenzialmente pericolose per la salute, come un contatto con elementi patogeni, come accade in luoghi affollati come gli ospedali. E’ quindi necessario favorire  la rigenerazione dei granulociti, mantenendo attivo e reattivo il sistema immunitario.

Esistono degli alimenti capaci di stimolare naturalmente la replicazione delle cellule del sistema immunitario e nutrire anche i granulociti neutrofili. Una delle molecole più interessanti è un glucano, l’AHCC, acronimo di Active Hexose Correlated Compound, un composto immunomodulante naturale derivato da una frazione di funghi medicinali. Il suo ruolo nel rafforzare e supportare il sistema immunitario è clinicamente dimostrato.  

Se assunto con continuità,nei casi di neutropenia, l’AHCC ha la capacità di aumentare il numero dei globuli bianchi, contribuendo alla risoluzione della condizione patologica. La sua proprietà però dipende molto dalla causa della neutropenia e pertanto la sua efficacia potrebbe essere minima oppure molto elevata.

 

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