Concepimento: quali sono i giorni per rimanere incinta

Per chi desidera un figlio, sapere esattamente quando si può rimanere incinta è molto importante per avere maggiori probabilità di successo.

Infatti, sebbene a molte coppie ciò succeda naturalmente senza necessità di fare troppi calcoli, è altrettanto vero che solo nel 30% dei casi si riesce a concepire al primo tentativo, mentre con l’avanzare dell’età le probabilità diminuiscono progressivamente, richiedendo tempi sempre più lunghi.

Secondo gli esperti, fino a un anno di tentativi senza successo si tratta di una situazione normale che non richiede particolari indagini. Tuttavia, se si protrae oltre e, soprattutto, se riguarda coppie con età superiore ai 35 anni, è consigliabile rivolgersi a uno specialista.

In ogni caso, conoscere esattamente il periodo fertile aumenta le probabilità di riuscire a concepire.

 

I giorni fertili: come calcolarli

Il concepimento avviene nel momento in cui lo spermatozoo incontra l’ovulo e lo feconda. Perché ciò possa avvenire, è necessario che il rapporto sessuale avvenga nel periodo fertile, ovvero quando l’ovulazione è in corso.

In realtà, la finestra temporale va calcolata considerando che lo spermatozoo ha una vita media che può variare notevolmente a seconda delle condizioni in cui si trova:

  • Nei giorni in cui non c’è l’ovulazione, nel canale vaginale il ph è acido e permette una sopravvivenza molto breve;
  • Nei giorni in cui, invece, c’è l’ovulazione il canale vaginale ha un muco cervicale che permette la sopravvivenza degli spermatozoi per alcune ore;
  • Una volta raggiunto l’utero, gli spermatozoi possono vivere anche per diversi giorni.

Da ciò si evince che i giorni più fertili sono quelli che precedono l’ovulazione e il giorno stesso: in totale si parla mediamente di sei giorni.

Ciò che va, dunque, calcolato è il periodo dell’ovulazione, in quanto, pur avendo dei sintomi, non è così facilmente individuabile.

 

L’ovulazione: come calcolarla

Conoscere il momento in cui avviene l’ovulazione non è così scontato. Infatti, se per quanto riguarda le mestruazioni, i sintomi sono piuttosto evidenti, al contrario non è sempre facile individuare il momento in cui la donna ovula.

In genere, l’ovulazione avviene a metà del ciclo, ovvero quattordici giorni dopo il primo giorno di mestruazioni. Tuttavia, non tutte le donne hanno un ciclo regolare: sono molti i casi in cui le donne non hanno un ciclo esattamente di 28 giorni e non sempre ogni mese hanno un ciclo della stessa durata.

Di conseguenza, soprattutto in presenza di un ciclo irregolare, non è possibile avere la certezza di quando sta avvenendo l’ovulazione.

I metodi per calcolare l’ovulazione

Senza dubbio, uno dei metodi per individuare l’ovulazione è imparare ad ascoltare il proprio corpo. Alcune donne, per esempio, avvertono sintomi e li riescono a interpretare correttamente: per esempio, pizzicore al basso ventre, dolore all’altezza delle ovaie o aumento del desiderio sessuale.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi non sono sintomi sufficientemente significativi per avere la certezza di essere nel periodo fertile.

Esistono diversi metodi che si sono utilizzati con più o meno successo nel corso del tempo. In particolare, si tratta di:

  • Metodo Ogino-Knaus: considerato oggi poco affidabile sia come metodo per concepire sia per evitare la gravidanza, si basava semplicemente sul calcolo dei giorni a partire dal primo giorno di gravidanza.
  • Metodo Billing: anche questo non del tutto sicuro, si basava sull’osservazione dei sintomi, in particolare sulla consistenza e quantità del muco cervicale che, durante l’ovulazione, si presenta più denso e abbondante.
  • Metodo della temperatura basale: parte del presupposto secondo cui durante l’ovulazione la donna abbia una temperatura interna leggermente più elevata. Poiché, però, si tratta di pochi decimi di grado, implica una misurazione costante nelle stesse condizioni fisiche, ovvero la mattina prima di alzarsi. Anche questo è un metodo poco sicuro e poco pratico.

Oggi, grazie alle scoperte mediche, si utilizzano prevalentemente i test di ovulazione, che sono per molti versi simili ai testi di gravidanza. Essi misurano la quantità di ormone LH, che è l’ormone luteinizzante presente nell’urina, che aumenta durante l’ovulazione. Attualmente è il metodo più pratico, economico ed efficace.

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