Carie, “Uno spray al bicarbonato ci salverà?”

Carie, “Uno spray al bicarbonato ci salverà?”

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Carie, “Uno spray al bicarbonato ci salverà?” La guerra alla carie dentale si combatte ogni giorno con spazzolino e dentifricio, filo interdentale e scovolino. Nuovi strumenti si aggiungono con gli studi sul ruolo del Ph, la scala di misura dell’acidità o basicità della saliva. Fisiologicamente neutra (Ph 7,0) la saliva protegge i denti fornendo calcio, fosfato, fluoro, neutralizza gli attacchi acidi ma il suo effetto “tampone” viene a mancare se il Ph si abbassa con alcuni cibi o bevande, farmaci, fumo. Almeno per mezz’ora si assottiglia la superficie di smalto (erosione), i denti diventano più sensibili alla carie. Tanto che da qualche tempo gli studiosi consigliano di non lavare i denti subito dopo aver mangiato: in questa fase l’azione meccanica dello spazzolino rischia di peggiorare le cose.

«Nelle situazioni quotidiane in cui viene a mancare la capacità tampone della saliva (dovuta al bicarbonato già presente nella saliva) bisogna intervenire», precisa Luca Levrini, università dell’Insubria. Con Gian Marco Abbate, Giada Colangelo (Dipartimento Scienze chirurgiche e morfologiche, corso di laurea in Igiene dentale) ha condotto una ricerca pubblicata sulla Rivista italiana igiene dentale, sugli effetti di uno spray mucoadesivo a base di bicarbonato applicato sulle mucose orali come sostegno della capacità tampone della saliva. «Ogni volta che mangiamo o beviamo qualcosa, nella nostra bocca il Ph si abbassa per la fermentazione dei carboidrati da parte dei batteri presenti sulle superfici dentarie, con perdita di tessuto minerale del dente. Ripetuta e protratta nel tempo, provoca carie ed erosione dentale, anche senza causa batterica», sostiene Levrini. Lo spray (bicarbonato di sodio, xilitolo, polioli, acido ialuronico, eccipienti), brevettato, è già in farmacia (€6,90 il formato tascabile, 15 ml). Consigliato dopo cibo o bevande, quando non è possibile l’igiene orale o prima di usare lo spazzolino.

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«Può essere un aiuto, ma non credo sia la soluzione dei mali odontoiatrici. L’accumulo di placca resta il problema per cui si creano carie e malattie parodontali, la chiave vincente resta una buona detersione. Questo spray dovrebbe evitare il primo passo verso la carie. Ma è difficile insegnare ai pazienti con malattia parodontale avanzata di portarsi dietro gli scovolini portatili che non ingombrano, figuriamoci una bomboletta», commenta Raniero Barattolo, odontoiatra, endodonzista, a Bari.

«Il principio è sano, l’ausilio è importante, l’associazione è utile ma da inserire in un programma quotidiano con i 4 capisaldi che rimangono ben fermi: igiene personale, alimentare, applicazione fluoro, sigillatura solchi nei bambini. L’auspicio è che s’inventi prima o poi qualcosa che davvero ci liberi dalla carie e avremo fatto goal!», chiarisce Giampietro Farronato, università Milano, presidente corso di laurea Igiene dentale.

Repubblica

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